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  • 31 luglio, dalle ore 21 in piazza a Montorio nei Frentani: Franco Valente racconta l’Annunciazione di D’Errico

    luglio 30th, 2010 | Franco Valente

    Comunicato Stampa

    Sabato 31 luglio, alle ore 21, l’Amministrazione Comunale di Montorio nei Frentani vi invita in piazza per una serata dedicata alla storia e all’arte di questo centro della Frentania:

    Franco Valente racconta Montorio nei Frentani e la tavola dell’Annunciazione di Teodoro D’Errico

    GabrieleMontorioValente1

    A Montorio nei Frentani c’era una chiesa intitolata all’Annunziata.

    Nel 1579 il feudatario del luogo, Ascanio di Capua, commissionò per il suo interno una tavola dipinta la cui esecuzione fu affidata ad uno dei più prestigiosi artisti che dall’Olanda era sceso nella capitale partenopea nella seconda metà del XVI secolo: Teodoro D’Errico.

    Di questa tavola e dell’altra dedicata all’Assunta, anch’essa a Montorio, si sono occupati con pochi cenni illustri critici, ma fino a poco tempo fa poco si sapeva del suo autore, sicché, genericamente, le due opere venivano definite del XVI secolo.

    L’aggancio delle due pitture dell’Annunciazione e dell’Assunta di Montorio al mondo fiammingo di Napoli ci è confermato da un documento già pubblicato dal Filangieri  e che solo P.Luigi Leone de Castris e Nuccia Borbone Pugliese nel 1987 hanno messo in relazione con le due opere, confermando così l’attribuzione di Giovanni Previtali che ne aveva intuito la mano.

    La chiesa dell’Annunziata non c’è più perché trasformata nel tempo fino a diventare la sede municipale, ma la splendida Annunciazione sopravvive in tutta la sua bellezza nella basilica parrocchiale dell’Assunta.

    Franco Valente, sabato 31 luglio, dalle ore 21,00, racconterà la storia di quest’opera che è tra le più belle Annunciazioni del rinascimento italiano e della storia dell’arte in generale.

    Un racconto che permetterà di capire non solo le sue caratteristiche pittoriche, ma anche il contesto urbano in cui essa si colloca, attraverso l’analisi delle vicende di questo piccolo, ma interessantissimo, centro della Frentania.

    Il racconto di Franco Valente si inquadra nel tour che sta facendo nelle piazze della regione a illustrare con linguaggio facile l’arte, l’architettura e la storia di luoghi spesso poco conosciuti del Molise.

    Lo farà ad un grande pubblico che, secondo le attese dell’Amministrazione Comunale di Montorio, sicuramente sarà interessatissimo a scoprire aspetti poco noti della storia e dell’arte del Molise.

    Se sarà come a Venafro, ci sarà tanta gente….

    luglio 26th, 2010 | Franco Valente

    Se sarà come a Venafro, ci sarà tanta gente….

    Il 23 luglio nel fossato del Castello di Venafro c’erano oltre 700 persone. La cosa mi ha emozionato non poco soprattutto perché ho l’impressione che aumenti di volta in volta il numero di coloro a cui fa piacere che si parli della storia dei propri monumenti.

    Mi sono arrivate decine di mail che mi chiedono di pubblicare il programma del “gran tour” di questa estate….

    Gli argomenti sono tanti. A voi la scelta!

    GabrieleMontorioValente1
    31 luglio, alle ore 21, nella piazza di Montorio nei Frentani cercherò di riassumere la storia di questo interessantissimo paese che può vantarsi di conservare una delle più belle Annunciazioni della storia dell’arte. Un’opera che il fiammingo Teodoro D’Errico realizzò nel 1579 per la chiesa dell’Annunziata di Montorio.

    mennella 2009 (56)
    4 agosto, alle ore 18,30
    ,  nel centro di cultura di Mennella a Filignano per parlare della Torre di Mennella, un affascinante castello che si affaccia sul misterioso Rio Chiaro, affluente del Volturno.

    CroceRetroSessano

    2 agosto, ore 16,30, in tavola rotonda alla Cittadella di Padre Pio di Sessano del Molise, per parlare delle restaurate statue lignee della Madonna delle Grazie e della Madonna degli Angeli

    CastGiudVALENTE4

    6 agosto, alle ore 18,00, organizzato dalla Pro-loco, illustrerò Castel del Giudice e le sue croci processionali in piazza Municipio

    32)Epifanio

    10 agosto, ore 21, sfidando il divieto della Soprintendenza, nell’area archeologica di Castel S. Vincenzo, racconterò in ogni particolare le più belle pitture apocalittiche dell’alto Medioevo mediterraneo, che costituiscono il ciclo degli affreschi della Cripta di Epifanio.

    Come è noto il Direttore Regionale dei Beni Culturali ha vietato la manifestazione.

    Io la farò ugualmente illuminando l’area archeologica da fuori del recinto e sistemando le sedie nell’attiguo prato pubblico.

    Una serata sotto le stelle di S. Lorenzo da non perdere assolutamente. Forse la più attesa.

    capracotta-2.jpg

    13 agosto, alle ore 21, davanti alla gradinata di S. Maria Assunta racconterò Capracotta, la sua storia, le sue chiese, le sue tradizioni.

    Carpinone castello Caldora
    21 agosto, ore 21
    , sotto il castello medioevale, l’associazione Culturale FARA presenta il racconto dell’epopea di Giacomo ed Antonio Caldora, capitani di ventura molisani.

    CannetoValente
    25 agosto, ore 18, a S. Maria di Canneto di Roccavivara per parlare dell’antica basilica benedettina e del magnifico pulpito duecentesco

    Ma chi me lo fa fare?

    luglio 23rd, 2010 | Franco Valente

    Ma chi me lo fa fare?

    Franco Valente

    FrancoValente

    Ogni volta che arriva l’estate mi assalgono i dubbi e le incertezze. Specialmente quando mi invitano a tenere conferenze e incontri di piazza.

    A volte mi chiedo quale sia il successo dei racconti che vado facendo per far conoscere aspetti molto spesso poco noti del nostro territorio.

    Credo che una parte consistente di questo sia da ricondursi a quei sindaci, a quegli amministratori o a quei signori che hanno il merito grandioso di conservare nel proprio paese l’interesse per la memoria storica della propria comunità.

    Sono quasi sempre sindaci o amministratori locali, sensibili ed amanti della storia del loro paese, che cercano di utilizzare quel patrimonio culturale personale, piccolo o grande che sia, nella convinzione che, con manifestazioni come le mie o come quelle di pochi altri volontari della cultura, si permetta di estendere ad un pubblico più ampio una quantità di notizie che in genere appartengono alla ristretta schiera dei cosiddetti “addetti ai lavori”.

    Vi assicuro che per me è un lavoro massacrante che toglie tempo alle mie attività professionali, alla mia famiglia, alla mia libertà personale, perché non so dire di no a chiunque mi chieda di andare ad illustrare qualche aspetto della loro tradizione culturale e della loro storia, del loro paese.

    Qualcuno potrà dire che nessun medico me lo ha ordinato. E’ vero!

    Ma così è e così mi piace che sia.

    Il problema, però, è un altro.

    Quest’anno avevo deciso di limitarmi a due soli appuntamenti: uno ormai tradizionale per la sera del 10 agosto a S. Vincenzo al Volturno e uno per la sera del 31 luglio a Montorio nei Frentani, dove sono rimasto catturato da una pittura che io considero una straordinaria opera di arte.

    Poi si è aggiunta la pro-loco di Castel del Giudice per una illustrazione, il 6 agosto, delle croci processionali di quel centro.
    Poi il sindaco di Capracotta per un incontro sulla storia di quel paese il 13 agosto.
    Poi l’Associazione FARA di Carpinone per sentirsi raccontare l’epopea dei Caldora il 21 agosto.
    Poi gli amici di Trivento per un incontro il 25 agosto nella chiesa di S. Maria di Canneto.
    Poi il sindaco di Filignano che mi ha cooptato per il 4 agosto a parlare della Torre di Mennella.

    Infine la risorta Associazione “Il Gruppo di Venafro” per l’incontro di questa sera per illustrare la storia del Castello Pandone e dei personaggi che lo vissero.

    Ho l’impressione che questo blog mi stia rovinando l’esistenza… ma non è di questo che mi lamento.

    Credo che ognuno di voi sia consapevole delle difficoltà che si nascondono per organizzare questa serie di incontri che, a prescindere dalle questioni logistiche, hanno bisogno pure di un minimo di studio!

    Qualcuno dice che le cose “o le sai o non le sai“, per cui basta mettersi con un microfono in mano e parlare….

    Non è esattamente così, anche perché se sbagli una sola data o il nome di un solo personaggio, crolla tutto il castello della credibilità che ti regge in piedi.

    Vi garantisco che chi, come me, parla sempre a braccio, se non studia, rischia di fare pessime figure.

    Orbene, se chi parla dovesse limitarsi solo a studiare e a prepararsi la propria conversazione, non vi sarebbe alcun problema. Basta mettersi davanti al proprio archivio elettronico, nella propria biblioteca e dedicarsi “all’architettura” dell’esposizione.

    Questo, però, è cosa che si può fare nei paesi civili. In quei paesi dove l’apparato della Stato ti sostiene almeno moralmente. Dove l’apparato forse non condivide una sola virgola delle cose che fai, ma non ti impedisce il diritto di esprimerti.

    In Italia, invece, siamo in pieno regime, ma non quello deprecabile del Fascismo.

    Siamo nel regime dei Boiardi dello Stato.

    Siamo in mano ad una pletora di Boiardi di cui abbiamo un fulgido esempio nella Cricca Risorgimentale associata per ora alle patrie galere che, a prescindere dalle mazzette che la Magistratura vedrà se intascavano o non intascavano, dimostrano che la struttura dello Stato stia in mano a personaggi che hanno poteri immensi che la politica non controlla, ma consente.

    Per me la circostanza che rubino è irrilevante.

    E’ più grave il danno che fanno alle istituzioni democratiche.

    E’ un fiume di Boiardi inarrestabile. Si moltiplicano come gli zombi e se gli spacchi la testa ne diventano due, tre, quattro…. Se gli tagli una mano, diventano come i polipi.

    Molti di essi dicono che l’unico principio normativo sia quello di non rubare. Qualcun altro dice che è importante non farsi acchiappare.

    Poiché la mia fiducia nella Magistratura è scesa ai livelli di guardia, sono convinto, invece, che quello normativo sia l’ultimo dei problemi per i Boiardi dello Stato.

    Se ne avessi il potere, li costringerei a frequentare qualche corso di filosofia morale, senza escludere il passaggio per l’archivio di Montecassino.

    All’inizio del XVIII secolo Erasmo Gattola era l’archivista di Montecassino. Nella sua “Historia” riportò la trascrizione di un codice del XIII secolo dove, tra le altre cose, vi era l’elenco dei peccati che assolutamente non si dovevano commettere.

    Tra i peccati più gravi vi era quello di tenere officium ad quod non sufficit.

    Questo peccato, per gravità, era posto subito dopo la lussuria, l’apostasia, l’usura ed il furto!

    Tenere officium ad quod non sufficit nella sostanza significa che è peccato gravissimo fare un’attività per la quale non si hanno specifiche capacità, ovvero non si è all’altezza. Sarebbe come mettersi alla guida di un torpedone dopo aver ingurgitato un paio di litri di Barbera sotto il sole torrido dell’estate.

    Dunque a Montecassino (precorrendo i tempi, ma rimanendo inascoltati) già nel 1273 avevano considerato un peccato gravissimo la presunzione tipica dei nostri Boiardi pubblici di poter svolgere un ufficio senza avere la necessaria predisposizione (che non è la semplice conoscenza della norma).

    Ogni riferimento al Direttore Regionale per i Beni Culturali che il Ministro Bondi ha mandato nel Molise è d’obbligo.

    Sicuramente questo boiardo è rispettoso del settimo comandamento biblico. Non so come stia messo con la lussuria e con l’apostasia (peccati privati), ma sul modo di gestire il suo ufficio, ho rilevanti perplessità.

    Mentre il Capo del Governo, che non scarseggia a lussuria, predica sull’importanza anche economica del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale della Nazione, e ci invita a non uscire dall’Italia per utilizzarlo, sapete chi mette in pratica per primo tale consiglio?

    Proprio quando il patrimonio culturale, artistico e storico regionale dovrebbe avere gli uffici aperti e la dirigenza a disposizione per organizzare, coordinare e promuovere attività culturali, il nostro Direttore Regionale cosa fa? Chiude il suo ufficio e se ne va in vacanza.

    E mentre i siti archeologici vanno alla malora, i castelli sono rigorosamente chiusi, gli uffici regionali sono deserti, ci lascia il messaggio morale: “Fottetevi voi e il Presidente del Consiglio, quando ritorno ne parliamo!”

    23 luglio 2010 – ore 21 – Vi aspetto davanti al Castello di Venafro

    luglio 21st, 2010 | Franco Valente

    23 luglio 2010 – ore 21 – Vi aspetto davanti al Castello di Venafro

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    Si avvicina la festa di Santa Cristina e Sepino si prepara

    luglio 21st, 2010 | Franco Valente

    Si avvicina la festa di Santa Cristina e Sepino si prepara

    Franco Valente

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    Quando si avvicina la festa di Santa Cristina, la comunità di Sepino sembra animarsi in maniera particolare.

    Chiunque entri nel paese in questi giorni avverte che qualcosa di magicamente straordinario stia per coinvolgere tutti gli abitanti.

    Sicuramente a Sepino il passaggio delle reliquie della santa di Bolsena, la sua misteriosa traslazione a Palermo e la parziale restituzione di esse sono il collante che permette al più umile dei cittadini come ai personaggi che hanno fatto la storia intellettuale e politica del paese, di sentirsi parte della storia globale di questa terra.

    Di questa storia straordinaria ho scritto qualcosa l’anno scorso (http://www.francovalente.it/?p=3413).

    Quest’anno fervono i preparativi per celebrare la sua festa che, come è noto, ricorre il 24 luglio.

    Andrea Ferrante mi ha inviato una sintesi del programma che volentieri pubblico perché i lettori di questo blog ne possano avere conoscenza:

    Si terrà domani, 22 luglio 2010 alle ore 21.30, la Sacra Rappresentazione dei Martirii di Santa Cristina. La manifestazione, organizzata dal Comitato Festa Santa Cristina, aprirà il ricco cartellone delle manifestazioni civili e religiose, che si concluderanno il 25 luglio.

    Dopo il ritrovo nella Chiesa di S.Cristina alle 21.30, ci sarà l’introduzione alla Passio ed alle origini del culto della Santa venerata anche a Bolsena, Campomarino, Gallipoli, Palermo e in tanti paesi del mondo.

    Successivamente partirà dalla Chiesa il corteo che  attraverserà i vicoli di “Castello”, nel borgo antico, per visitare i quadri viventi, raffiguranti i martirii della Santa.

    Il percorso sarà animato da canti popolari e religiosi, musiche antiche e una voce narrante che farà rivivere con il racconto la Passione della Santa.

    Festa particolare quest’anno nel centro matesino, non solo per la Sacra Rappresentazione dei Martirii, novità introdotta quest’anno, ma anche per la visita, il 23 e il 24, di S.E. Rev.ma MONS. GABRIELE CACCIA, ARCIVESCOVO TITOLARE DI SEPINO e Nunzio Apostolico in Libano. Le foto e i video saranno online su www.sepino.net ,  a pochi minuti dallo svolgersi reale delle manifestazioni civili e religiose.

    Il sito web del centro matesino, anche quest’anno, dedicherà uno “SPECIALE SANTA CRISTINA 2010″ alla festa più sentita e importante a Sepino.
    Festa che come sempre richiama tanti sepinesi in Italia e nel mondo e numerosi turisti da tutta la regione.