Franco Valente

Archeologia e trippa per gatti – Verlascio di gomma!

Associazione culturale virtuale

 

 

“Archeologia nel Molise: C’é ancora trippa per i gatti?”

Il Presidente arch. Francesco Valente

 

CIRCOLARE n. 112 – 28 ottobre 2007

 

IL VERLASCIO ED IL MURO DI GOMMA

Gli intoccabili del Ministero per i Beni Culturali e le irregolarità nei conferimenti degli incarichi e negli appalti per il Verlascio di Venafroverlascio1.jpg

LEGGETE QUESTA ENNESIMA INUTILE LETTERA

Faccio nomi e cognomi. Descrivo un disastro archeologico che in altre parti d’Italia porterebbe diritto davanti ai giudici per una condanna esemplare.

DA NOI NON SUCCEDE NULLA

NULLA DI NULLA

Al Direttore dei Servizi Ispettivi dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici

Via di Ripetta 246

00186 ROMA

Facendo seguito alla nota del 20 settembre 2007 di Codesto Servizio Ispettivo, mi permetto di esprimere la mia personale amarezza per l’impossibilità da parte della Magistratura Ordinaria, di quella Contabile e dell’Autorità di Vigilanza di intervenire in una questione che definirei solamente grottesca se non evidenziasse anche risvolti moralmente riprovevoli, penalmente rilevanti, tecnicamente illogici, amministrativamente illegittimi. Senza parlare del danno erariale congiunto alla distruzione del patrimonio archeologico-monumentale. Il tutto per colpa esclusiva degli organi periferici del Ministero per i Beni Culturali nel Molise
Venafro è una città dove la trasgressione rimane impunita, specialmente se gli artefici sono gli organi politici o gli organi dello Stato.

In qualità di “Cittadino Elettore”, di fronte all’indifferenza del Prefetto di Isernia, mi son dovuto sobbarcare ad ingenti spese personali per tre giudizi (Tribunale, Appello e Cassazione) per far dichiarare la decadenza di un Sindaco che la legge definiva “incompatibile” per i rapporti di parentela diretti con titolari di grandi appalti comunali. Nei tre gradi ho avuto sempre ragione.

Mi son dovuto dimettere da Responsabile Unico dei Procedimenti per “devozione” all’Abate di Montecassino che si vedeva bloccate le procedure di finanziamento di opere di interesse pubblico a S. Vincenzo al Volturno perché ricattato (amministrativamente parlando) da funzionari della Regione Molise e della Soprintendenza Archeologica che non gradivano la mia presenza ingombrante per averli ripetutamente mandati davanti alla Procura della Repubblica per procedimenti penali che sono in corso.

 

In questo contesto si inserisce anche la vicenda del Verlascio di Venafro. Capisco che l’Autorità di Vigilanza abbia urgenza di risolvere problemi molto più complessi, ma la vicenda del Verlascio forse meritava un’azione più rapida o comunque una conclusione procedurale (qualunque essa fosse) prima che tutto giungesse a più clamorose ed irreversibili conclusioni.

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Il tutto di fronte ad una sistematica (ed impunibile) azione di rallentamento da parte della Soprintendenza Regionale nel trasmettere i propri atti e di fronte alla machiavellica tessitura di una rete di passaggi procedurali che rendono praticamente impossibile l’accesso agli atti (sistematicamente irregolari) dei suoi Uffici.

Tutta la storia del Verlascio è clamorosamente irregolare e sono convinto che i funzionari ministeriali (visto come vanno le cose in Italia) non avranno alcun problema a continuare a gestire appalti, incarichi professionali e consulenze con meccanismi e sistemi che, anche a lume di naso, la norma italiana non dovrebbe permettere di utilizzare.

Basta dire che, a parte le irregolarità già segnalate alla Magistratura circa il frazionamento del finanziamento per far rientrare gli interventi nei criteri della trattativa privata (procedimento in corso), appare sconcertante che a distanza di oltre 9 mesi dalla pubblicazione del bando per l’appalto-concorso per somma urgenza solo da pochi giorni, la Commissione (peraltro designata con una prassi del tutto originale) ha proceduto alla definizione delle graduatorie dei concorrenti.
Graduatoria avverso la quale si preannunciano ricorsi per le plateali irregolarità procedurali.
Con nota del 18 giugno 2007 avevo chiesto al Presidente della Commissione, arch. Antonio Giovannucci, di sospendere ogni procedura per la ragione particolare che dalla data del bando ad oggi la medesima Soprintendenza Regionale ha provveduto ad appaltare a trattativa privata altri lavori all’interno del Verlascio sicché la situazione dei luoghi è stata profondamente modificata e non corrisponde più a quella per la quale si sono redatti i progetti che stanno partecipando al concorso.

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Si tratta, infatti, di una straordinaria violazione delle più elementari regole sugli appalti pubblici che viene perpetrata nell’assoluta indifferenza dei Boiardi intoccabili della Direzione Generale del Ministero per i Beni Culturali (ai quali sistematicamente ho trasmesso le informazioni senza ricevere un benché minimo segno di vita) e nella consapevolezza da parte della Direzione Regionale che la Giustizia Penale (cui regolarmente sono state denunziate le irregolarità) proceda con la lentezza che in questi casi le è consueta.

Basta ricordare che, a seguito di accertamento da parte dell’Ispettorato del Lavoro, risultò che il 100% dei lavoratori di uno degli appalti di somma urgenza non erano stati assunti dall’impresa SOVED di Roma e che, nonostante ciò, il cantiere non è stato mai sottoposto al sequestro previsto dalla norma. Delle ragioni della mancata adozione del provvedimento sanzionatorio in data 17 marzo 2007 ho chiesto ragione all’Ispettorato del Lavoro di Isernia ma alla data odierna non ancora perviene risposta.

A queste circostanze si aggiunga che nel corso del processo che vede imputata l’ex Soprintendente dott.ssa Stefania Capini, accusata dalla Procura di Campobasso di aver conferito fuori della norma incarichi professionali per il restauro del Verlascio su istigazione di due architetti di Campobasso, si è scoperto che il progetto incriminato è stato sottoscritto anche da un ex soprintendente del Molise (arch. Centroni) che, andato in pensione, è stato cooptato dalla Capini come consulente esterno (!!!) e per il solo fatto di aver apposto una firma sugli elaborati è diventato destinatario della bella somma di 30.000,00 euro! Una vera organizzazione di professionisti dell’apparato pubblico che fa perno sulla figura del Soprintendente Regionale che ritiene di risolvere i problemi nascondendo la spazzatura sotto il tappeto nel rifiutare di fornire qualsiasi documentazione sulle sue originali procedure.

Un soprintendente regionale, l’arch. Francesco Scoppola, che in una riunione presso il comune di Venafro dove personalmente avevo fatto proposte concrete di soluzione ai problemi che egli e il suo Ufficio stavano creando, ebbe a dire nei miei confronti:

Lei è uno squilibrato. Glielo dico sinceramente.

Per non parlare di altre consulenze esterne che stanno per essere affidate ad un altro Soprintendente pensionato (che sicuramente non è uno squilibrato) per un importo di oltre 80.000,00 euro!

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Questa progettazione è la madre di tutti gli intrecci che si stanno compiendo con il denaro pubblico e nella più totale impossibilità per chi deve controllare (anche per l’Autorità di Vigilanza che sta tentando di trovare il bandolo di una matassa consapevolmente ingarbugliata dalla Direzione regionale dei Beni Culturali) di porre un riparo in tempi umanamente accettabili ad uno degli esempi più squallidi di disamministrazione pubblica.

Il tutto con la benedizione del dott. Ruggero Martines, ex Soprintendente Regionale, responsabile del primo tentativo di affidamento dei lavori mediante un appalto concorso misteriosamente abortito dopo gli esposti che avevo inviato per una serie di atti irregolari per i quali chiedevo anche di accertare se vi erano fatti penalmente rilevanti. Insomma una grande famiglia di Soprintendenti effettivi, Soprintendenti facenti-funzione, ex Soprintendenti, ex-Soprintendenti-consulenti, Soprintendenti-pensionati, ex-Soprintendenti-faccendieri che, tutti insieme appassionatamente e con la connivenza dei Direttori Generali del Ministero, si dividono la torta delle consulenze e degli appalti del Verlascio mentre il monumento crolla inesorabilmente.

Tanto segnalo nella speranza che l’Eterno mi conceda un numero di anni sufficiente per vedere l’avvio del procedimento nei confronti dei responsabili di questo scempio ai danni del patrimonio culturale e del pubblico erario e, possibilmente, di vedere anche qualche conclusione nell’interesse del monumento stesso.

Ad ogni buon fine allego copia degli esposti che ho inviato alla Magistratura e dichiaro la mia disponibilità ad essere ascoltato nel caso che il Consiglio dell’Autorità o il Servizio Ispettivo voglia disporre un’audizione delle persone particolarmente informate.

La presente (come le prossime) viene inviata a circa 800 indirizzi di amici, cultori e conoscenti, nonché al Ministro Rutelli e a tutti i Direttori e le Soprintendenze d’Italia

NON CAMBIERA’ NULLA

DAL 1976 STO DENUNZIANDO QUESTO DEGRADO.

 

SI PUO’ ACCETTARE SERENAMENTE CHE LA MAGISTRATURA NON ABBIA INDIVIDUATO FINO AD OGGI UN SOLO RESPONSABILE DI QUESTO DISASTRO ARCHEOLOGICO, AMBIENTALE ED ERARIALE?

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IL PREFETTO CHE RAPPRESENTA LO STATO A VENAFRO SULLA QUESTIONE DEL VERLASCIO DORME SONNI BEATI!!

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3 Commenti

  1. Aldo Gervasio 29 ottobre 2007 at 02:12

    Che cosa c’è da commentare? Semplicemente assurdo!!!!

  2. Donatella 9 giugno 2009 at 00:19

    Gentile Franco, sono una giovane archeologa in visita a Venafro da amici.
    Premetto, io sono umbra e arrivata qui, mi sono chiesta quali visite avrei potuto effettuare al patrimonio archeologico…conoscendo in linea generale la Venafrum romana.
    Quello che ho visto oggi, in particolare ciò che resta dell’anfiteatro, le sue condizioni..mi hanno lasciato perplessa e a dir poco sconcertata…una cittadina così ricca di storia antica, tenuta in modo a dir poco imbarazzante, per nulla valorizzata!
    Che dire, domani proverò a fare un’altra passeggiata, ma visti i presupposti non credo di trovare condizioni migliori.
    Se non altro almeno in questo sito, le vergogne vengono rese note.
    Complimenti e auguri per il suo lavoro!

  3. franco valente 9 giugno 2009 at 06:09

    Gentlissima Donatella, il mio sito sta diventando “l’isola che non c’è”.
    Purtoppo il Molise è una regione, nonostante un passato comunque dignitoso, fatta da gente mediocre che elegge politici di livello mediamente basso.
    Forse anche meno.
    Il problema vero è che, nonostante il mio ben noto ottimismo, per il momento non vedo spiaggia all’orizzonte….
    Comunque ti ringrazio dell’attenzione.

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