Franco Valente

Venafro, una città uccisa dagli imbecilli

Venafro, una città uccisa dagli imbecilli

Franco Valente
L’altroieri mattina un amico mi ha telefonato: “Stanno facendo celeste la palazzina sul laghetto!”.
E’, in ordine di tempo, l’ultimo inconsulto gesto di questa amministrazione comunale che sta pugnalando il corpo già morto di una città in ginocchio per sciatteria, disinteresse, sporcizia, approssimazione.

pescara-celeste-1.JPG

Mi viene voglia di andare via da questi luoghi ormai in balia degli imbecilli.
Me ne voglio andare da questa città in mano ad una congrega di amministratori che fanno della politica il luogo fisico della distruzione della storia e della cultura. Una politica la cui unica prospettiva è il nulla.
Se un governo reazionario volesse scegliere una rappresentanza per cancellare la storia, credo che uno staff efficiente potrebbe trovarlo in questo paese che è l’espressione più degenere dell’incultura di classe.
Una incultura che si fa forte dell’indifferenza della gente.
I Venafrani oramai sono un corpo morto che digerisce senza vita tutto ciò che gli viene ingozzato.
Un inghiottitoio dove la putrescenza dei vicoli, l’abbandono dei palazzi storici, i lavori pubblici affidati ad una classe di professionisti indifferenti al bello ed una diffusa ignoranza dimostrano che il popolo non è capace di alzare la testa e di ribellarsi.
Una congrega di amministratori che sembra abbiano solo lo scopo di farci odiare la nostra città.

Il celeste applicato sulla facciata laterale dell’antica centralina elettrica (detta Palazzina liberty) prospiciente quello che rimane della storica “Peschiera della Corte” non è certamente l’ultimo degli atti sconsiderati, perché sono sicuro che altri progetti (come la fontana da mettere all’ingresso di Venafro) covano sotto la cenere della certezza dell’impunità.
L’aspetto più grave è che di fronte a questo omicidio culturale vegliano indifferenti i funzionari della Soprintendenza ai Beni Architettonici, senza dire dell’assoluta e notoria  inutilità della Comitato Beni Ambientali della Regione Molise.

Ho telefonato al responsabile dell’area di Venafro (mio carissimo amico) per la vigilanza sulle opere di interesse architettonico per conto della Soprintendenza ai Beni architettonici dell’area venafrana.
La risposta è stata mortificante.

Mi ha detto che quel celeste è stato concordato con la Soprintendenza!
A questo punto io mi chiedo cosa si debba fare per pretendere che questi nostri amministratori, compresi i rappresentanti del Ministero per i Beni Culturali, vengano perlomeno additati al pubblico giudizio quando commettono atti contro il patrimonio culturale come nel caso del sistematico oltraggio alla cultura perpetrato a Venafro.

Si distruggono terrazzamenti romani tra gli olivi con i soldi pubblici,
si distruggono le acque di Venafro con i soldi pubblici,
si distrugge il fossato e la piazza del Castello di Venafro con i soldi pubblici,
si distrugge il Verlascio davanti agli occhi di tutti con i soldi pubblici,
si distrugge il Teatro Romano con l’abbandono sistematico dopo aver sperperato soldi pubblici,

e noi come pecoroni dobbiamo subire mentre i responsabili della vigilanza e della repressione, compresa la Magistratura contabile e penale, fanno spallucce come Giuda davanti a Cristo.

Questa mattina ho accompagnato i soci del FAI Molise a visitare i monumenti della città. E’ stato uno slalom tra residui biologici di cani, sporcizia di ogni genere, edifici in abbandono e vegetazione spontanea che esce anche dalle chiaviche delle fognature.

Io mi chiedo: ma cosa dobbiamo fare?
Secondo voi basta invocare la maledizione divina?

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8 Commenti

  1. Pasquale 28 novembre 2008 at 08:58

    Il primo pensiero: “Incredibile!!”
    Il secondo: “ma perché Venafro dovrebbe essere diversa dal resto dell’Italia?”
    Purtroppo!!

  2. Bianca 28 novembre 2008 at 16:04

    Rispondere all’incultura in uno scenario di degrado globale è un’impresa non da poco. Qui sta tutto il fallimento delle istituzioni, soprattutto di quelle EDUCATIVE, che in questi 20/30 anni (e forse più) hanno “istruito” e non “educato”. Fare soldi è l’unico imperativo categorico, mentre il RISPETTO per cose e persone è lasciato ai FESSI.
    Ora con quello che sta succedendo…ci sarà poco “pane” da mettere fra i denti! E forse qualcosa cambierà!

  3. passarelli dr.ermenegildo 28 novembre 2008 at 20:40

    Caro architetto condivido il disappunto in merito al colore del vestito che stanno fissando sulla palazzina del laghetto di Venafro.
    Non si può fare nulla?
    Cordialità,ERME.

  4. Franco Valente 29 novembre 2008 at 23:23

    Ringrazio Mina Cappussi che ha rimbalzato l’articolo su
    UN MONDO D’ITALIANI – Italian International e-magazine Network
    http://www.unmondoditaliani.com

    L’articolo relativo all’immobile dipinto di celeste
    Lo si trova nell’archivio news , sulla destra della home page,
    individuata con 200811
    Cordiali saluti,
    mina

  5. ing.Luigi Bucci - Funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Molise 2 dicembre 2008 at 11:16

    La Palazzina Liberty di Venafro,di cui la facciata principale è l’elemento più significativo con i suoi ben articolati motivi architettonici,non ha mai avuto una sua tinteggiatura esterna fin da quando,dall’inizio del secolo scorso,si presenta nella sua attuale conformazione e tipologia costruttiva.Le sue peculiarità architettoniche esterne:merli,beccatelli,cornicioni,lesene,facciate ecc…suggeriscono,anzi richiedono con forza,un completamento definitivo che,andando oltre gli attuali intonaci grigio-cemento,prefigura una rifinitura e tinteggiatura degli stessi.Il colore celeste,color aria,(limitato solo alla facciata laterale sinistra)è uno di quelli che a parere dello scrivente meglio coniuga gli elementi dominanti presenti:l’acqua del laghetto antistante,il verde del parco pubblico adiacente,l’orizzonte con la sua vasta gamma di colori che ruotano intorno al colore applicato.I problemi che affliggono il Palazzo Liberty di Venafro (ci si rechi all’interno per rendersi conto) non derivano certo dai pochi metri quadri tinteggiati(a parere dello scrivente in maniera appropriata)e dalle pochissime somme impegnate.Anzi.Si potrà obiettare che con tutto quello che vi era da fare era proprio necessario procedere alla tinteggiatura esterna.Quando si dovrà eseguire la rifinitura generale del Palazzo(e questo chissà quando avverrà)saremmo tutti lieti di consultare l’architetto F.Valente(mio carissimo amico)e di affidarci anche alle sue valutazioni e deduzioni.

  6. Franco Valente 3 dicembre 2008 at 07:21

    Carissimo ing. Bucci,
    io non ho chiesto giustificazioni o tentativi di giustificazioni.
    La Soprintendenza del Molise (salvo rarissime eccezioni) è una consociazione di impiegati che hanno poca propensione per gusto, per l’arte e per la tutela delle opere dell’architettura.
    Tutti commettiamo errori. Per carità.Io riconosco i miei.
    Ma voi non siete capaci del confronto. Vi svegliate la mattina e mettete ferraglie sui monumenti (Roccaravindola o S. Maria delle Monache), distruggete aree archeologiche di interesse mondiale (S. Vincenzo e Casalpiano, tanto per fare due esempi).
    Siete litigiosi e in molti casi incompetenti.Ho parlato bene dell’intervento che hai fatto a Castiglione e a S. Spirito, sebbene, non per colpa tua, le opere sono rimaste incomplete.
    Voi della soprintendenza siete nello sfascio più totale e, soprattutto, non avete il senso della storia.
    La Centralina liberty della Pescara di Venafro era stata “pittata” regolarmente nel 1922. Il colore scelto dal progettista era il grigio.
    Il celeste che avete messo è uno schifo e basta.
    Un ultima cosa.
    La parte pittata è un corpo aggiunto.
    In questa fase si doveva perlomeno procedere ad una risistemazione degli allineamenti delle aperture. Una alta, una bassa, una larga.
    Ma gli occhi per guardare ce li avete?

  7. Cristiano 7 gennaio 2009 at 15:54

    Mi fa piacere che ne parliate. Solo che cercate di evitare di allisciarvi tra di voi. “Carissimo amico mio”, eccetera. Chi è pagato dalla collettività può essere amico di chiunque senza che ciò debba determinare alcunchè. Dalla foto vedo che trattasi di una vera porcheria. E’ vero che c’è di peggio, ma ciò non giustifica.
    Firmato… uno che stava a Venafro pochi giorni fa.

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