Franco Valente

Mario Borgoni a Venafro nel 1898

Franco Valente 15 dicembre 2008 Arte 2 commenti su Mario Borgoni a Venafro nel 1898

Mario Borgoni a Venafro nel 1898.
Pitture di fine secolo in Palazzo Armieri

Franco Valente

E’ in arrivo l’Almanacco del Molise 2009.

HABACUS EDITHORE

Dopo qualche anno di silenzio l’Almanacco del Molise ritorna alla luce con una serie di saggi sul periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Uno spazio rilevante viene dato allo splendido palazzo Armieri di Venafro con una rassegna riccamente illustrata delle pitture di Mario Borgoni, il più grande artista pubblicitario della Napoli di inizio Novecento che a Venafro realizzò la sua opera più straordinaria, fino ad oggi conosciuta solo per una sintetica citazione che feci nell’ormai introvabile “Venafro, origine e crescita di una città”, del 1979.

Con l’Almanacco del Molise, che speriamo di presentare a Venafro subito dopo capodanno proprio nel Palazzo Armieri con una manifestazione di cui riparleremo, si avrà la possibilità di scoprire uno dei gioielli dell’architettura domestica della nostra regione. Sicuramente il più importante.


Mario Borgoni. Donne sul terrazzo

Un secolo si chiude ed un altro avanza. E’ nell’ordine naturale delle cose. A Venafro il passaggio è documentato dalla presenza di Mario Borgoni, uno dei massimi esponenti della scena artistica napoletana di primo Novecento, che ebbe modo di chiudere il secolo in Palazzo Armieri con un ciclo di pitture che, sebbene ancora sostanzialmente ignorato nei trattati di storia dell’arte, costituisce certamente una delle opere pittoriche più qualificanti del territorio campano-molisano del Volturno.
Scoprii queste pitture nel 1972 e ad esse feci cenno qualche anno dopo nel mio volume su Venafro nel trattare dei suoi palazzi senza aver ancora capito, probabilmente, la loro importanza.
Oggi quel ciclo di pitture torna alla ribalta per la graziosa disponibilità delle eredi Armieri, Carmelina e Patrizia, che attorno al Palazzo hanno avviato una serie di interessanti iniziative culturali che certamente apportano benefici all’intera comunità venafrana e che, spero, possano concretizzarsi con un lavoro completo e puntuale di Francesca Armieri Pilla per la sua laurea in architettura su questo Palazzo che costituisce sicuramente la più bella opera di architettura domestica della regione.
Ma per capire cosa abbia fatto Mario Borgoni a Venafro, bisogna conoscere il contesto in cui la sua opera andò a collocarsi.


Mario Borgoni. La firma

Mario Borgoni a Venafro
Una ricognizione fondamentale per l’opera di Mario Borgoni (il cui nome di battesimo era Mariano) è stata compiuta a più riprese e sintetizzata da Mariantonietta Picone Petrusa nella poderosa opera sulla pittura napoletana del Novecento dove, avvalendosi di supporti, analisi e schede di vari autori segnalati nella ricca bibliografia, sintetizza l’opera dell’artista, senza però mai fare riferimento al ciclo di pitture venafrane delle quali evidentemente non esiste traccia negli archivi napoletani.
Mario Borgoni era nato a Pesaro nel 1869 ma giovanissimo si era trasferito a Napoli dove, dal 1883, frequentò il Reale Istituto di Belle arti di Napoli alla scuola di Ignazio Perricci.
A 17 anni ebbe una menzione speciale per il Disegno Geometrico e nel 1888 ricevette il premio per la “Pittura decorativa a guazzo” per lavori fatti l’anno precedente.
Qualche tempo dopo, ancora giovanissimo, seguì il suo maestro Perricci a Monza per collaborare alla decorazione della sala da pranzo del Palazzo Reale. In questo periodo aveva eseguito le decorazioni del Salone Margherita che fu aperto al pubblico nel 1890.


Mario Borgoni. Donna in giardino

Qui cominciò a fare largo uso di giovani soggetti femminili che poi divennero il motivo conduttore di tutta la sua produzione artistica sia murale che pubblicitaria.


Mario Borgoni. Dodici donne nel salone

Si conoscono le sue partecipazioni  alle esposizioni della Società Promotrice di Napoli nel 1888, nel 1890, nel 1891, nel 1892, nel 1896 e nel 1897. Partecipazione che continuò anche nel secolo successivo.
Insieme alle pitture murali del Salone Margherita, l’occasione per la famiglia Armieri di conoscere il suo talento fu la decorazione del Palazzo della Nuova Borsa (progetto di Alfonso Guerra e Luigi Ferrara) che eseguì tra il 1897 e il 1898.


Mario Borgoni. Sol potens

Con Borgoni lavorarono alla Borsa altri illustri pittori  (Mancinelli, Esposito, Migliaro, Campriani, D’Agostino, Postiglione e Cozzolino). Nella sala della presidenza egli eseguì due scene con le allegorie di Mercurio protettore delle arti e del commercio e Partenope che premia le industrie e le arti di Napoli.


Mario Borgoni. Baccanale

Proprio di quest’anno 1898 è il ciclo di pitture venafrane la cui straordinarietà sta anche nel fatto che si tratta di un’opera decorativa completa e interamente eseguita da lui.
Mentre decorava il palazzo Armieri, aveva solo 28 anni. A Venafro compì un’opera di straordinario respiro sia per la grande quantità di figurazioni che eseguì con la tecnica della tempera, sia per la qualità dello stile che poi lo collocò tra le grandi firme dell’arte italiana di quell’epoca.
Quando lavorava per gli Armieri di Venafro era, dunque, il 1898, come ricorda la sua firma datata ed applicata a margine di due delle figurazioni più belle.


Mario Borgoni. Strumenti musicali

Questo ed altro si troverà nell’Almanacco del Molise 2009.

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2 Commenti

  1. VINCENZO 13 febbraio 2009 at 09:16

    I colori di queste pitture sono proprio belli, bravo a Mario Borgoni e a Franco Valente che li ha scoperti, raccontati e valorizzati. Un bravo finale anche all’Almanacco del Molise che li ha saputi ben riprodurre e valorizzare.
    “LA CULTURA COME RISORSA NEL MOLISE”
    Vincenzo Manocchio

  2. Maria Luisa Borgoni 30 maggio 2015 at 21:27

    Grazie, non conoscevo l’opera di mio nonno a Venafro, grazie anche per l’apprezzamento del suo lavoro. Maria Luisa Borgoni Natale

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