Franco Valente

Oggi è S. Tommaso apostolo, protettore degli architetti

Oggi è S. Tommaso apostolo, protettore degli architetti

Franco Valente


Cattedrale di Venafro. S. Tommaso apostolo (sec. XVI)

Prendo spunto dalla festa odierna per ricordare ai miei colleghi che S. Tommaso Apostolo è considerato dalla Chiesa il protettore degli architetti.

Conosciuto soprattutto per l’episodio dell’incredulità, Tommaso apostolo nel medioevo ebbe particolare fama per una serie di storie fantasiose che poi furono raccolte da Jacopo da Varagine nella sua Leggenda Aurea, ampliando quello che Isidoro di Siviglia aveva scritto di lui in maniera molto sintetica.

Soprattutto il suo viaggio in Oriente che, secondo Giovanni Crisostomo, lo avrebbe portato fin nella terra dei Re Magi  che sarebbero stati da lui battezzati e trasformati in validi sostegni della fede cristiana.
In Oriente sarebbe rimasto fino alla morte a svolgendo anche l’attività di architetto.

Per questo Tommaso viene frequentemente rappresentato con uno squadro in mano, simbolo chiaro della sua professione.

A titolo di esempio prendo l’immagine cinquecentesca che si trova nella spalletta di destra dell’antico altare della Trasfigurazione della cattedrale di Venafro.

Vi si vede S. Tommaso che regge un grande squadro con la mano destra ed un libro con la sinistra.

Nella tradizione greca a Tommaso, dagli altri apostoli, fu affidata l’evangelizzazione dell’India, ma egli rifiutò.

Gesù, essendogli apparso, lo vendette ad un mercante che cercava un architetto per Gundafar, re dell’India, che avrebbe dovuto costruire uno palazzo splendido. Tommaso, però, distribuì ai poveri le ricchezze ricevute per la costruzione e tranquillizzò il re dicendogli che in cambio gli avrebbe realizzato una più preziosa dimora celeste.

Tommaso fu presente alle nozze della figlia di Gundafar convincendo le spose presenti alla castità. I mariti, ripudiati, lo fecero imprigionare ed egli, dopo essere fuggito in maniera miracolosa dal carcere, vi fece ritorno per essere martirizzato a colpi di lancia. Lo squadro che Tommaso regge nella sua mano sta a ricordare l’incarico di architetto di Gundafar per la costruzione del “palazzo celeste” e per tale motivo viene considerato il santo protettore degli architetti.


Tavola (sec XVI) del convento della Foresta a Cerro a Volturno (S.Giacomo/S.Tommaso)

Nel Molise la rappresentazione di Tommaso con lo squadro è frequente, ma nella chiesa di S. Maria di Cerro a Volturno, nella tavola cinquecentesca proveniente dall’antico convento francescano della Foresta, il pittore è incorso in un errore e lo squadro viene messo nelle mani di S. Giacomo. Cose che in arte possono accadere.


Caravaggio. L’incredulità di Tommaso

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7 Commenti

  1. Tommaso 3 luglio 2009 at 15:44

    Interessante questa leggenda…non sapevo che il mio omonimo fosse il protettore degli architetti…leggendo i suoi post non posso che meravigliarmi della ricchezza iconografica presente nella nostra regione che meriterebbe di certo di essere valorizzata…aspettando che questo avvenga continuerò a leggerla con stima…un saluto…tommaso

  2. franco valente 4 luglio 2009 at 08:17

    A proposito dei viaggi di Tommaso in india, ai primi del VI secolo Cosma Indicopleuste (sulle cui tracce sono da qualche anno perché lo considero il più grande cosmografo cristiano e a lui attribuisco l’origine della forma della Cripta di Epifanio, come ho già scritto su questo sito)riferisce di essere arrivato in India e di aver trovato una comunità di cristiani che egli definisce “Tommaso-cristiani”.

  3. riko 4 luglio 2009 at 09:22

    Sbaglio o ti ci sei messo pure tu nel quadro dell’incredulità???
    mitico…..

  4. franco valente 4 luglio 2009 at 14:10

    … sei il primo che se ne è accorto.
    Comunque si tratta di una reincarnazione.
    Prova a vedere l’originale cercando “caravaggio incredulità tommaso”

  5. Nicola 4 luglio 2009 at 15:43

    me ne sono accorto anch’io!

  6. luigi 7 luglio 2009 at 14:48

    speriamo che non venga a lavorare nella soprintendenza mista del Molise del Mibac, altrimenti sono guai.
    saluti

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