Franco Valente

Un pompiere umbro nel Molise democratico

Un pompiere umbro nel Molise democratico

Franco Valente

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Questo blog in genere non si occupa di politica anche se più di una volta ho espresso la mia personale antipatia, anche epidermica, per il premier nazionale (che dovrebbe fare un altro mestiere), ma certamente non sono capace di resistere dal dare giudizi su quel partito al quale, turandomi il naso, cerco di dare un contributo almeno culturale.

Sono tra quegli eroi che si è fatta la tessera al Partito Democratico rispettando il termine del 20 luglio.

L’ho fatta per una scommessa con me stesso pensando che in Italia non si può sempre dire che è colpa degli altri.

Per me che vengo dallo spontaneismo cattolico degli anni Sessanta è difficile capire come si possa partecipare alla costruzione di un partito che è fatto di persone sorde e che hanno capito, prevalentemente, che la politica è fatta di meccanismi e di automatismi.

Però voglio fare un ultimo tentativo pur essendo consapevole che  la democrazia e la partecipazione appartengono alla filosofia teorica, mentre, invece, i politici fanno parte del mondo della quotidianità pratica.

Questi soggetti cercano di infilarsi in qualsiasi luogo vi sia più di una persona, parlano a se stessi, affermano di essere venuti per sentire la gente e se ne vanno di corsa senza parlare con nessuno perché dicono di avere una cosa più urgente da fare in un altro luogo dove vanno a dire la stessa cosa.

Sono soggetti che  seguono la logica del “chi tiene in mano comanda”, anche quando la barca affonda.

Sono soggetti che sanno benissimo che, comunque vadano le cose, qualcuno dovrà essere votato e che, comunque, qualcuno sarà eletto.

Un po’ da una parte e un po’ dall’altra.

L’esempio viene da questa specie di commissario inviato a sostituire qualcosa che non c’era.

Ovvero un Commissario mandato da non si sa chi a  venire a fare un funerale senza cadavere, senza familiari addolorati e senza feretro.

Ho provato a sapere da Internet chi fosse questo onorevole Gianpiero Bocci nominato Commissario del Partito Democratico.

Ho saputo che tra le iniziative più importanti di Gianpiero Bocci, deputato umbro del Pd, vi è un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro Maroni, di assegnare un contingente di almeno 50 vigili del fuoco all’aeroporto di Sant’Egidio di Perugia.

Ho avuto l’impressione che di mestiere facesse lo spegnitore di fuoco.

D’altra parte mi pare che nel Molise sia venuto solo a spegnere quel poco di fuoco che ancora ardeva in un partito che, se continua così, è all’ultima spiaggia.

A Isernia, dopo il terremoto di Sant’Anna del 26 luglio 1805, il Governo borbonico inviò un commissario che aveva un nome francese: Monde.

Ho trovato un appunto di un isernino che commentava così la venuta di questo personaggio:
“Il Monde è qui venuto,
ha mangiato ed ha bevuto
ed alquanto divertito
ha cacato ed è partito…”

Più o meno come il pompiere umbro.

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2 Commenti

  1. giancarlo magrelli 6 agosto 2009 at 13:41

    un incendiario molisano nel PD

  2. nicolino galasso 22 maggio 2013 at 17:19

    ora fa il sottosegretario del governo Letta all’Interno tra pompieri

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