Franco Valente

Venafro: E’ possibile un Auditorium a S. Francesco?

Venafro: E’ possibile un Auditorium a S. Francesco?

Franco Valente

Per l’Auditorium a Isernia spenderanno inutilmente 42 milioni di euri. A Venafro si potrebbe fare con una decina di migliaia di euri.

S.Franc,Facciata1

Un frequentatore telematico di Venafrano.org con una garbata provocazione mi sollecita a dire la mia sulla complessa vicenda del restauro dell’antico convento di S. Francesco e della chiesa dell’Immacolata che di esso fa parte (http://www.venafrano.org/index.php?p=news&area=1&newsid=2377&name=ioabbastanza-sano-di-menteconse)

Sulla storia dell’insigne monumento già ho detto qualcosa su questo sito e chi ne ha voglia può andare all’indirizzo http://www.francovalente.it/?p=926 .

Nella premessa a quelle note mi ero ripromesso di tornare sulla questione del restauro e della sua riutilizzazione e questa è una buona occasione.

S.Francesco
S. Francesco. Come si presenta la parte non restaurata

Un primo problema che ritengo debba essere affrontato riguarda la proprietà del bene nel suo complesso. Infatti mentre non vi sono dubbi circa la proprietà del cosiddetto convento che appartiene al Comune di Venafro, altrettanto chiara non è la proprietà della chiesa detta dell’Immacolata.

Tutto il cespite fu sottratto ai Conventuali Francescani in conseguenza delle leggi muratiane dei primi del XIX secolo. In genere le proprietà demanializzate venivano divise in maniera sommaria in 5 parti di cui una corrispondeva alla chiesa e le altre quattro al convento.

A volte la chiesa seguiva le sorti del convento, altre volte la chiesa poteva essere assegnata al Vescovo o ad altre istituzioni religiose.

S.Francesco 2008 (7)

Non saprei dire se la chiesa di S. Francesco (o dell’Immacolata) sia stata trasferita alla Diocesi o al Comune di Venafro. Ma non è questo il problema.

Da un po’ di tempo sembra essersi instaurata una sorta di tira e molla tra la Soprintendenza ai Monumenti e la Curia Diocesana per la consegna della chiesa.

Se la consegna non viene effettuata evidentemente qualche problema vi è.

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Io posso immaginare quale: l’assurdità del restauro!

Dopo il sisma del maggio 1984 ed a seguito di sollecitazioni della comunità parrocchiale guidata da don Salvatore Rinaldi erano stati disposti i necessari finanziamenti per consolidare definitivamente l’edificio. A qualcuno della Soprintendenza ai monumenti del Molise, però, venne l’infelice idea di distrarre i fondi per le strutture ed avviare una serie di sondaggi nel pavimento che hanno portato a scoprire cose che probabilmente possono essere considerate anche interessanti dal punto di vista archeologico, ma che hanno stravolto i significati originari della chiesa.

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L’arch. Pedacchia della Soprintendenza ai Monumenti, infatti, invece di pensare ad un restauro rispettoso del carattere della chiesa, si è fatto prendere la mano e, confondendo l’edificio sacro con una discoteca, ha fatto cose da pazzi.

Credo che chiunque si sia recato in chiesa sia rimasto sconvolto per l’inserimento di ferraglia colorata, sedili in ferro tipo star-gate, piattaforme da cubiste, tagli di cristallo di pavimento con veduta dal basso.

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Insomma una di quelle porcherie che alcuni critici moderni chiamano “decostruttivismo”.

Se la cosa fosse stata fatta con i soldi dell’architetto nel suo giardino, ci si potrebbe pure passare sopra; ma il sapere che queste opere sono compiute con i soldi dei cittadini e sotto la supervisione del Ministero per i Beni Culturali lascia tutti imbestialiti.

Sui metodi di restauro sarà necessario tornare con attenzione, anche per verificare se esistono gli estremi del danno erariale, oltre quello dell’offesa alla religione cattolica ed il vilipendio delle cose sacre.

Invece qualcosa potrà fare l’Amministrazione Comunale per una sua dignitosa utilizzazione.

Non so se la Curia Vescovile è intenzionata a caricarsi del peso della gestione di un monumento che ha bisogno di altre centinaia di migliaia di euri solo per eliminare le ferraglie e i pavimenti trasparenti.

A tali spese si dovranno aggiungere quelle per l’arredo liturgico, mentre occorre una grande quantità di denaro per manutenere edifici regolarmente officiati come la Cattedrale, Cristo, il Purgatorio, S. Chiara (fra poco), S. Martino, don Orione, S. Nicandro, il Carmine.

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Credo, invece, che per S. francesco si possa immaginare un periodo di transizione in attesa di tempi migliori consentendo di utilizzare la Chiesa dell’Immacolata per attività culturali di grande spessore, come è accaduto per tanti altri monumenti della Cristianità.

Venafro non solo non ha un auditorium attrezzato per grandi concerti, ma neanche una sala capace di ospitare un paio di centinaio di ascoltatori.

Certamente, con le necessarie garanzie di tutela architettonica e religiosa e con una spesa non particolarmente elevata, la chiesa dell’Immacolata potrebbe diventare l’auditorium ufficiale della Città di Venafro, immaginando che al suo interno possano tenersi quelle manifestazioni compatibili con il suo carattere originario.

Cose di questo genere si fanno con molta semplicità in molte parti d’Italia e basta un accordo tra la Curia e l’Amministrazione Comunale soprattutto per evitare l’avvio di un contenzioso sulla proprietà che determinerebbe solo danni alla comunità.

Un accordo del genere sarebbe il primo passo per riavviare i lavori di restauro dell’intero complesso.

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Ai miei denigratori che continuano a parlare al vento dicendo che, una decina di anni fa, nei tre mesi (ripeto: tre mesi) che sono stato Assessore al Comune di Venafro non ho combinato nulla, mi permetto di ricordare che una delle cose di cui meno vanto è stata quella di rimettere ordine negli incarichi professionali che a Venafro erano stati conferiti con una superficialità stravolgente.

Per uno stesso monumento risultavano dati incarichi anche a quattro diversi professionisti.

Non voglio parlare della fine che hanno fatto altri progetti, ma quello del restauro del Convento di S. Francesco, conferito al gruppo che faceva capo agli architetti Paolo Vacca e ValentinoValente (che non è mio parente), ha avuto un primo esito favorevole ed i lavori furono portati a compimento nei limiti del finanziamento nel giro di due anni dalla regolarizzazione dell’incarico.

Quella parte del monumento oggi è regolarmente utilizzata per uffici di pubblico interesse.

Venafro in questi dieci anni ha ricevuto miliardi e miliardi di lire di finanziamenti. Il problema è che buona parte di quei soldi sono andati persi perché non spesi o male progettati.

Fare un Auditorium nella chiesa dell’Immacolata a costi limitatissimi potrebbe essere la soluzione a uno dei tanti problemi della città.

Ci si riuscira?

Vedremo.

S.Francesco 2008 (86)

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3 Commenti

  1. luigi 16 settembre 2009 at 14:09

    saluti franco.
    Ritengo, anche se non conoscevo bene la questione, che quello che scrivi sia realizzabile. Ma ritengo inoltre che tu debba creare un gruppo di opinione che possa organizzare delle raccolte firme da mandare ahli organi competenti per non restare solo un uomo che grida nel deserto. La Soprintendenza può fare quello che gli viene concesso. Come ho già segnalato in altre occasioni, i funzionari vanno seguiti ed eventualmente segnalare al dirigente superiore quelli che possono configurarsi come errori di valutazione. Forse tu lo sai che con la riforma del nostro Mibac, in ogni regione esiste un Direttore Generale, che ha giurisdizione su tutta l’attività svolta in ambito regionale, quindi anche sulla tutela.
    saluti

  2. placido 12 settembre 2011 at 05:53

    Caro Franco, mio malgrado non avevo letto questa tua proposta in ordine all’utilizzo della chiesa di S. Francesco per fini socio-culturali come avverrebbe se la si usasse come auditorium. L’ho notata solo ora e ti do subito la mia opinione.
    Innanzitutto, devo ricordare che ho sofferto non poco per i tempi (salomonici) impiegati dalla Soprintendenza per terminare i lavori, che non si sono limitati al consolidamento strutturale con restauro di tipo conservativo, ma hanno introdotto nel sacro tempio elementi innovativi che modificano “l’universo di discorso” (mi si conceda il riferimento a Padre T. D.C.) sin qui interpretato con dignità, eleganza ed armonia dall’edificio religioso in tutta la sua storia [sul carattere estetico di tali elementi credo sia opportuno non pronunciarmi (pur non potendo negarsi una dissonanza che in qualche misura turba il tono contestuale)]. Comunque tali innovazioni mi sembrano piuttosto limitate, per cui credo si potrà porvi rimedio in futuro.
    In effetti, ciò che motivava il mio cruccio per la così prolungata chiusura della chiesa, non era la (deprecabile) impossibilità di fruire dell’edificio come opera d’arte, ma era la sottrazione della chiesa alla sua funzione eminentemente religiosa per un periodo …equivalente ad un’intera generazione!!
    Ora, conoscendo molto bene, da Agnonese di nascita, l’intenso fervore che il culto francescano ha avuto nella storia di Agnone lungo gli ultimi 800 anni, mi sembrava molto grave questa chiusura per la ferita direi mortale che avrebbe arrecato all’animo dei Venafrani!
    Perciò non espressi le mie impressioni sui lavori fatti nel tempio al loro termine: il conforto nel rivedere finalmente la Chiesa restituita al culto e alla Città di Venafro erano di gran lunga superiori agli aspetti estetici (ancorché discutibili).
    Ora, a distanza di tanto tempo: come non rimanere trasecolati nel constatare:
    – che il tempio non è stato affatto restituito alla sua importante funzione religiosa originaria per aspetti meramente burocratici;
    – che il Sindaco e le altre Autorità civili sembrano restare indifferenti al problema;
    – che il Vescovo non sembra muoversi con decisione per soluzionare (o contribuire a risolvere) il problema;
    – che anche i sacerdoti di Venafro non sembrano prodigarsi più di tanto per dare voce e forza alle lamentele dei fedeli, col risultato che questi stanno perdendo ormai anche la speranza di poter un giorno rappropriarsi di loro appartiene di diritto!
    In fondo mi sembra che di questo si tratti! Anche se l’edificio fosse ascritto ad un altra Autorità piuttosto che a quella religiosa: chi può negare che esso appartenga a tutti i Venafrani?
    Quindi: chiunque abbia titolo su questa chiesa (di possesso, di proprietà, ecc.) si dia subito da fare per restituirla alla sua sacrosanta funzione! Spessissimo, nella storia, la proprietà di una chiesa è stata diversa dalla Diocesi. Ebbene, in tutti questi casi i titolari hanno sempre scelto di affidare la cura della chiesa e dei ralativi fedeli ad un ordine religioso (ad es. monastico) o ad un bravo chierico, che promuovesse nel popolo la crescita della fede!
    Quindi, dal canto mio, provo un certo disgusto nel constatare tanto mal celata indifferenza!

    D’altra parte, io ho sempre auspicato che Venafro si doti di un Teatro dignitoso e strettamente commisurato alle esigenze della città. Quindi: autorità civili o religiose, cercate di fare anche l’impossibile per superare l’attuale assurda situazione.
    In ultima analisi, se proprio dovesse perdurare a lungo l’odierna non-fruizione del sacro edificio [che comporta anche l suo più celere deterioramento], forse l’impiego come auditorium [spero in via temporanea] potrebbe esser meno peggio dell’abbandono, benché questo uso sarebbe riduttivo rispetto alla sua funzione originaria. Potrebbe forse essere un soluzione TAMPONE, per esempio per il tempo che richiederebbe il radicale restauro del contiguo Convento, con sua seria ristrutturazione quale Teatro, ammesso che tale opera fosse tecnicamente possibile e finanziabile. In tal modo si ricuperebbe quello che sta diventando ogni giorno di più un rudere (stavo x dire un …bubbone) nel cuore del Decumano maggiore della romana Venafrum!

  3. Franco Valente 17 settembre 2011 at 06:55

    Carissimo Placido,
    il mio articolo è un po’ vecchio perché nel frattempo la chiesa è stata riaperta al culto nonostante la presenza di quelle ferraglie offensive per la morale cristiana e per l’architettura in generale.
    Purtroppo non è così facile elminarle!
    Ti ringrazio per l’attenzione che puntualmente metti alle cose che viaggiano su questo blog!

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