Franco Valente

A Pesche le croci stazionarie sono sei

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A Pesche le croci stazionarie sono sei

Franco Valente

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A Pesche, uscendo dalla chiesa di S. Maria del Rosario, una volta S. Croce, si apprezza la scenografica scalinata settecentesca che nel tempo ha risolto i notevoli problemi di differenza di quota permettendo ai fedeli di muoversi in processione per guadagnare indulgenze nel girare attorno alla croce stazionaria.

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Oggi questa è prigioniera di un moderno sistema di cancellate e di muretti che l’hanno ridotta ad un anonimo elemento di arredo urbano. La croce, dai bracci con terminazioni trilobate, è assolutamente liscia e la sua base reca semplicemente la data 1736.

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Da questo punto, seguendo un’erta salita, si arriva alla fontana pubblica. Salendo ancora, superata una delle porte della parte alte del nucleo più antico, si raggiunge una piazzetta che domina la sottostante piana, fino ad Isernia.

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La particolarità di questo slargo dedicato alla Trinità, forse in ricordo di una scomparsa cappella, è la serie di croci stazionarie che fanno da griglia visiva. Ne sono cinque, tutte diverse tra loro, poggianti su esili steli di pietra. Nessuna data ci permette di fissare l’epoca della loro realizzazione ma il carattere analogo ad altre croci del territorio fa ragionevolmente ritenere che siano tutte del XVIII secolo.

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La prima, dai bracci a terminazione di picche, presenta sulla faccia un calice sormontato da un cuore fiammeggiante e due iniziali VM/VC.

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Della seconda sopravvive solo l’asse verticale.

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La terza, l’unica su colonna circolare di provenienza romana, ha i bracci come la prima. Vi si vede il Cristo crocifisso con le braccia a Y con il sottostante cranio di Adamo.

La quarta è la più semplice perché non ha alcun segno e le terminazioni dei bracci sono a punta. La quinta ha le terminazioni trilobate (su cui sono incise le iniziali VC/VM) con l’asse verticale che si allarga in forma quasi piramidale.

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Sicuramente non sono nate per essere collocate nel luogo in cui si trovano. E’ evidente che il loro posizionamento si operazione abbastanza recente.

La circostanza che dalla parte opposta a quella visibile vi siano elementi a rilievo che possono essere facilmente osservati solamente girandoci intorno, certifica che in origine stessero, come tutte le croci stazionarie, davanti ad altrettante chiese.

Di quali chiese si tratti, non sappiamo.

 

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4 Commenti

  1. Ilenia_ Benevento 5 maggio 2011 at 15:57

    Avevo visto Pesche un anno fà, mentre con l’auto percorrevo la strada statale diretta altrove. Mi colpì la pendenza su cui si distribuisva il paese, il suo castello che svettava alla sommità e, subendone il fascino, mi ripromisi di visitarla allo scopo di trovare uno slargo in alto, da cui poter godere di un eccezionale vista. Così, lo scorso 25 aprile, sono ritornata a Pesche e arrampicandomi sulle stradine e lungo le scalinate ripide, ho ammirato l’antico borgo in pietra grigia, i resti di antichi sfarzi, la vegetazione in cui è immerso il paesino e…nello slargo al lato delle 5 croci stazionarie ho ammirato la valle…….davvero ipnotizzante.
    Grazie
    Ilenia

  2. Franco Valente 5 maggio 2011 at 20:22

    Gentilissima Ilenia,
    questo sito vanta una media di 700 accessi al giorno, ma commenti come il Suo sono il motivo per cui sopravvive.
    Grazie

  3. Rocco 21 luglio 2017 at 20:53

    Il fascino di Pesche. Un piccolo paese arroccato, incollato alla roccia e che, secondo me, conserva il suo misterioso aspetto anche grazie alle sue croci. Grazie per aver dedicato la sua attenzione a questi ricordi del passato.
    Forse già ne è a conoscenza, ma a Pesche vi è un’altra croce, simile a una di quelle del suo articolo, anche se non so se può essere definita stazionaria; è nel cimitero del paese, vicino alla chiesa di santa Maria del bagno.
    un saluto
    R

  4. Franco Valente 31 luglio 2017 at 14:27

    Gentile Rocco,
    non conosco questa croce di S. Maria del Bagno. Proverò a vederla! Grazie della bella notizia…

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