Franco Valente

Oggi è S. Silvestro. Soprattutto a Bagnoli del Trigno e a Civitanova del Sannio

Oggi è S. Silvestro. Soprattutto a Bagnoli del Trigno e a Civitanova del Sannio

Franco Valente

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Bagnoli (Foto F. Valente)

Bagnoli è un paese tutto da scoprire. Soprattutto la sua chiesa dedicata al papa Silvestro. Qualche anno fa scrissi che tremava all’idea che quelli della Soprintendenza stessero per mettere mano al suo interno e che, con la scusa del restauro, si preparavano ad una ennesima pulizia etno-antropologica.

Da allora non so cosa sia successo, ma cercherò di saperlo.

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Di questa chiesa sono singolari almeno tre cose: il portale, il Cristo crocifisso ed il campanile.

Nell’archivolto del portale vi è una strana rappresentazione di una donna dalla cui bocca esce un racemo che si trasforma in deliziosi girali fitomorfici e tralci d’uva che finiscono in un vaso.

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Sono certo che si tratti di una significativa allegoria teologica riferita alle peculiarità di Maria Madre di Dio.

Nelle litanie lauretane che papa Sisto V approvò nel 1587 vengono riassunte le qualità della Madonna e tra esse quelle di essere Sedes Sapientiae, Vas spirituale, Vas honorabile, Vas insigne devotionis. Tutte attribuzioni che derivano da una complessa interpretazione dei passi biblici ampiamente conosciuta già nell’alto medioevo.

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Il portale di S. Silvestro a Bagnoli, che ragionevolmente può essere datato nei secoli XIII-XIV,  riassume in una sintetica espressione figurativa il concetto di Maria sede della Sapienza che si raccoglie in un vaso come i racemi che escono dalla sua bocca.

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All’interno, insieme alla Madonna Incoronata, alla Madonna Addolorata, ai santi Cosma, Damiano, a santa Lucia, sant’Antonio e san Michele Arcangelo, vi è un Cristo crocifisso molto particolare: può essere staccato dalla croce e le sue braccia ripiegate lungo il corpo per essere portato in processione per le vie del paese il giorno di Venerdì Santo.

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Bagnoli

Infine, il suo straordinario campanile che ancora fa giungere la sua forma architettonica nella vallata per affermare che le sue campane stabiliscono la lunghezza delle ore oppure che è il momento della letizia o quello della tristezza.

Civitanova
Civitanova

A Civitanova del Sannio vi è un’altra chiesa dedicata S. Silvestro papa. Vi si entra salendo per una articolata e scenografica scalinata a più rampe e passando per un  portale che è fatto con pezzi del XVI secolo ricomposti più volte.

E’ una delle chiese più belle della regione non solo per il suo magnifico soffitto a cassettoni in legno a lamina d’oro, per la grande quantità di opere d’arte che conserva, a cominciare dalla splendida pala dedicata ai primi del seicento alla Madonna tra i santi Domenico e Caterina, ma anche e soprattutto per la calda atmosfera che si è mantenuta intatta, anche dopo i restauri.

Entrando si respira aria di chiesa e non sempre i restauratori hanno la sensibilità di conservarla. Qui si venera anche S. Felice attraverso la sua immagine.

Fino a qualche anno fa era consueto vedere arrivare da ogni parte del territorio donne che portavano il proprio figlio tenendolo in una culla poggiata sulla testa e chiedere al santo la grazia perché preservasse il bambino dai difetti nel parlare.

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Archivio A. Trombetta

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6 Commenti

  1. luigi 31 dicembre 2009 at 11:43

    Caro Franco,
    sono molti anni che vengo in molise, ma devo ancora vedere tutto in pratica.
    Devo farmi un elenco, così almeno cerco di vedere qualcosa in più.
    tantissimi auguri

  2. AnnaTeresa (Ginevra) 31 dicembre 2009 at 14:07

    Da quando sono venuta a conoscenza di questo sito (circa un’anno), provo un vero piacere a scoprire il “Nostro Caro Molise” tramite gli articoli del Sig. Valente.

    In questo fine anno, con i miei ringraziamenti, invio al Sig. Valente e Famiglia sinceri auguri per un “Eccellente 2010”.

  3. franco valente 31 dicembre 2009 at 14:23

    carissima Anna Teresa da Ginevra,
    è un vero piacere leggere queste parole che sono un incentivo a continuare.
    Ricambio affettuosamente gli auguri
    F.V.

  4. Michele Roccia 2 gennaio 2010 at 16:02

    Carissimo dott. Valente, nella chiesa dell’Annunziata, a Riccia, ho visto un Cristo morto con le spalle esulcerate, simili a quelle del Cristo crocifisso di Bagnoli; non posso esserne certo, e non so se la cosa possa interessarla, ma potrebbe essere che i due simulacri si trovino accomunati dall’espediente tecnolgico delle braccia pieghevoli.
    Inoltre, mi colpisce la compresenza a Bagnoli del culto per i santi Silvestro e Felice, che ho ritrovata testimoniata altrove nel Molise, e della quale mi piacerebbe ricostruire le ragioni.
    Le faccio i miei complimenti per il sito, che è davvero bello, e la invito a visitare al più presto Ferrazzano, dove si conserva, peraltro, una bellissima croce stazionaria che forse nessuno le ha ncora segnalato. Non appena l’avrò fotografata, gliene spedirò l’immagine.
    M. R.

  5. franco valente 3 gennaio 2010 at 00:41

    Gentilissimo Michele,
    mentre conosco bene la bella croce di Ferrazzano del 1711 (insieme a quella che si trova sulla cappella lungo la carrozzabile del 1893), nulla sapevo del Cristo di Riccia.
    Approfitterò della Sua segnalazione per vederlo e parlarne nell’incontro programmato per il 16 gennaio a Riccia dove cercherò di sintetizzare alcuni aspetti della complessa iconografia apocrifa del Natale (croci comprese).
    La ringrazio per gli apprezzamenti sul sito dove spero di mettere presto alcune considerazioni sul magnifico pulpito di Ferrazzano
    F.V.

  6. Michele Roccia 3 gennaio 2010 at 15:13

    Vedo che di Ferrazzano conosce tante cose. Spero di incontrarla a Riccia o altrove, un giorno, per discutere con lei di alcuni aspetti della storia dell’archeologia di questa regione, che particolarmente mi stanno a cuore.
    Complimenti ancora e arrivederla a presto.
    M.R.

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