Franco Valente

4 Commenti

  1. Roberto 4 gennaio 2010 at 10:59

    La stazione Vastogirardi c’è l’ha ancora (Cerreto-Vastogirardi), ma sulla vecchia linea Carpinone-Sulmona di treni ormai ne passano pochissimi…
    Cordiali Saluti
    Roberto Tomassoni

  2. Franco Valente 4 gennaio 2010 at 15:32

    Carissimo Roberto,
    In effetti il titolo della foto non è proprio corretto….
    Il riferimento voleva essere all’uso ormai cessato di queste stazioni sulla linea Carpinone -Sulmona.
    Io ho passato tutte le estati della mia gioventù a S. Pietro Avellana nei pressi della Stazione dove mio nonno aveva la fornace di mattoni e dove, fino a qualche tempo, fa ero comproprietario di una modesta casetta dalla quale si vedono le finestre murate dell’antica assuntoria Capracotta-S. Pietro Avellana.
    Una ferrovia che presto sarà chiusa per l’incapacità dei nostri politici di trasformarla in una grande occasione per la valorizazzione del territorio.
    Grazie per la precisazione…

  3. Roberto 4 gennaio 2010 at 20:43

    Le foto sono molto suggestive. Che origine hanno? Risalgono agli anni “30? Chi sono quei viaggiatori in tenuta da caccia? Molti di loro, fra i quali anche una donna, imbracciano il fucile ma per la foggia piuttosto ricercata degli abiti, non credo si tratti di cacciatori del luogo…
    Cordiali Saluti
    Roberto Tomassoni

  4. Franco Valente 4 gennaio 2010 at 22:54

    Non so da chi siano state materialmente eseguite. Una volta erano i farmacisti che facevano anche i fotografi avendo discrete congnizioni di chimica.
    Negli anni Ottanta un mio amico imprenditore di Agnone, che aveva acquistato un vecchio palazzo da trasformare (più che restaurare), mi fece entrare nel cantiere mentre stavano demolendo un armadio a muro per aprirvi una porta. In quella parte dello stipo che sembrava uno zoccolo in realtà vi era una sorta di custodia segreta. Non vi era altro che una cassettina di legno con una cinquantina di lastre fotografiche che l’imprenditore mi regalò dicendomi che se io non fossi stato presente sarebbero andate a discarica.
    Da allora non le ho più guardate. Ora, con l’ausilio dello scanner, si rivelano straordinariamente interessanti. Da una busta affrancata che vi era insieme ricavo la data del marzo 1939, ma molte sono certamente di epoca precedente.
    Per il momento altro non so.

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