Franco Valente

Cominciate a ridere… nel Molise stavamo scarsi…

Cominciate a ridere…
nel Molise stavamo scarsi…

Se avete tempo da perdere, leggetevi questa esilarante nota del direttore regionale per i Beni Culturali del Molise!

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Da quando è andato via il Direttore Regionale dei Beni Culturali Ruggero Pentrella, il ministro Bondi ci ha regalato un nuovo direttore nella persona del dott. Gino Famiglietti.

Qualcuno si è rivolto a “CHI L’HA VISTO?” per saper dove si trovi perché egli preavverte sistematicamente la sua presenza ai convegni, ma sistematicamente non si presenta.

Io stavo per chiedere al Ministero un certificato di esistenza in vita per sapere se il dott. Famiglietti veramente esista ovvero se sia solo una espressione burocratica.

Poi ho scoperto che veramente esiste perché questa mattina ha risposto alla mia richiesta di autorizzazione a tenere la tradizionale conferenza del 10 agosto nell’area archeologica di S. Vincenzo al Volturno.

Non solo ho scoperto che Famiglietti esiste, ma è capace di atti amministrativi che definire surreali è poca cosa.

Io non so quale rapporto possa esservi tra quella Cultura di cui egli dovrebbe essere la massima espressione regionale sul piano amministrativo e la Cultura di chi ha passato una vita intera a tutelare il proprio territorio, ma certamente quello che sta combinando il dott. Famiglietti ha dell’incredibile. E non solo nei miei confronti.

Il problema è che sembra che nessuno sia in grado di fermarlo!

Si prospettano tempi duri per i Beni Culturali del Molise!

Vengo alla questione.

Qualche giorno fa ho chiesto l’autorizzazione a tenere la mia annuale conferenza all’interno dell’area archeologica di S. Vincenzo al Volturno. Più precisamente all’interno del perimetro dell’antica basilica di S. Vincenzo Maggiore. Peraltro credo di aver dato un contributo professionale e culturale di discreta importanza per la costituzione del parco archeologico di S. Vincenzo.

Ho dichiarato che la manifestazione è a titolo assolutamente gratuito e che avrei provveduto a garantire il massimo di attenzione per l’organizzazione del pubblico e la tutela del monumento.

Sapete cosa mi ha risposto?

Dalle carte che avrebbe trovato in ufficio, avrebbe scoperto che non si tratterebbe della quarta edizione ma solo della terza (evidentemente non sa neppure di cosa si stia parlando) e che il comune di Castel S. Vincenzo deve ancora pagare gli straordinari ai dipendenti per il lavoro prestato l’anno scorso.

Lascio perdere la pretesa del dott. Famiglietti che io debba versare una cauzione di 10 mila euro per far divertire il popolo con la mia conferenza e che mi debba rivolgere al sig. Emilio Izzo (direttore dell’area della Comunicazione della Direzione Regionale dei Beni Culturali) per concordare non so quali problemi organizzativi, ma l’aspetto esilarante della nota di questo servitore dello Stato (da noi pagato profumatamente) è la questione che egli, con termine rubato alla giurisprudenza romana, definisce “conditio sine qua non”, ovvero, per noi ignoranti “condizione senza la quale ogni discorso è chiuso”.

Quale è questa “conditio sine qua non”?

Se voglio discutere della richiesta di autorizzazione (senza la certezza di un esito positivo), io devo prima eliminare tutti i debiti che (secondo lui) l’amministrazione comunale di Castel S. Vincenzo avrebbe contratto nel passato con la Direzione Regionale per i Beni Culturali del Molise.

Io sono convinto che il caldo di questi giorni abbia giocato un ruolo importante nello studio degli aspetti giuridici della mia richiesta e nella compilazione del diniego da parte del dott. Famiglietti che, evidentemente, ha del Diritto Pubblico una visione molto particolare ed originale.

Se proprio volete capire a quali violenze morali e burocratiche debba sottomettersi chi vuole fare qualcosa in questa regione, rileggetevi bene questo monumento della complicazione mentale di chi amministra i beni culturali a nostre spese.

Post scriptum
Dimenticavo: ho chiesto di essere ricevuto dal dott. Famiglietti per trovare una soluzione ragionevole al problema, come si fa in tutti i paesi civili. Ho l’impressione che dovrò rivolgermi a “chi l’ha visto?”

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8 Commenti

  1. gabriella di rocco 21 luglio 2010 at 00:08

    Carissimo Franco,
    ancora una volta restiamo basiti!Quando si dice non c’è limite al peggio…
    Siamo e resteremo sempre al tuo fianco!
    Gabriella

  2. Isabella Astorri 21 luglio 2010 at 08:56

    Caro Franco,
    (amico nostro e di tutti quanti amano la cultura)
    nel corso dei miei appassionanti ed appassionati studi di criminologia ho constatato che i delitti più efferati si verificano nell’estate. Con il caldo, evidentemente, scattano dei misteriosi ed imprevedibili meccanismi che portano gli individui o al delitto o al totale delirio. Questa potrebbe essere una spiegazione di certi comportamenti. E io mi auguro che sia così. in quanto se la “motivazione” di certe bizzarre affermazioni non è il caldo, allora si deve, con profonda amarezza, constatare che chiunque voglia occuparsi di cultura in modo disinteressato, voglia trasmettere l’amore e la passione per l’arte a chi ha la fortuna di ascoltarlo, è sicuramente maltrattato in questa regione e si fa di tutto per indurlo al silenzio. Franco caro, amico prezioso di chi apprezza la vera “divulgazione della cultura”, non mollare, perchè siamo tutti con te.E poi, deve ancora nascere chi riuscurà a ridurti al silenzio!
    Isabella Astorri

  3. Brunella 21 luglio 2010 at 14:47

    Sono senza parole…solo delle menti malate possono arrivare a partorire tali idiozie…

  4. Antonio Grano 21 luglio 2010 at 16:07

    Caro Franco, mi pare che la spiegazione del caso sia a monte. Il Direttore Regionale dei Beni Culturali è stato nominato da Sandro Bondi, un semianalfabeta il cui solo pregio consiste nell’essere uno fra i più esperti leccapedi del Duce Mussoloni.
    Per il resto, possiamo solo constatare che in Molise la Cultura è stata ammazzata. E i molisani non si sono accorti che con la morte della cultura sono morti pure loro.
    Pace e bene.
    Antonio Grano

  5. Giovanna Greco 21 luglio 2010 at 16:47

    Forse non ho ben inteso…l’ente preposto alla tutela considera il pubblico alla stregua di un’orda vandalica, a tal punto da ritenere necessaria una copertura assicurativa. In tal caso, vorrei sapere dallo stesso ente come intende conciliare la funzione di tutela con l’effettiva fruizione e valorizzazione dell’area, necessarie conseguenze della tutela stessa. Il patrimonio archeologico va difeso dall’incuria, dal disinteresse, dagli interventi scellerati; non certo dal pubblico. “Le cose belle appartengono a coloro che le amano”, sosteneva un certo Leonardo da Vinci: la cultura appartiene a tutti, e non può essere ostaggio della burocrazia.

  6. Caterina Fusco 23 luglio 2010 at 12:15

    ma noooo!! ma che cavolo! e io che avevo già diramato inviti a destra e a manca per questo 10 agosto, che per me sarebbe stato il 4°…
    che facciamo? una raccolta di firme? un sit-in alla sovraintendenza? una pernacchia a Famiglietti? Per favore, non rassegniamoci

  7. Franco Valente 24 luglio 2010 at 01:07

    Carissimi,
    il 10 agosto saremo comunque a S. Vincenzo nell’area esterna alla basilica che non ci è stata concessa.
    Perciò, Caterina, l’appuntamento è confermato e parleremo delle pitture della Cripta di Epifanio.
    Spettacolo da non perdere… (spero…).
    Sono convinto che il divieto di Famiglietti farà aumentare il numero dei veri amanti del nostro Molise!

  8. Bruno Valente 28 luglio 2010 at 20:19

    Franco siamo alle solite: questi, pagati da noi, amministrano le nostre cose, perchè nostro è il patrimonio culturale, come se invece fossero di loro proprietà, come se dovessero difenderle da te e da noi…è un meccanismo che va al contrario.
    Mi chiedo se tanta ottusità sia “conditio sine qua non” per occupare certi posti.

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