Franco Valente

Ma quale unità d’Italia? Ma se fu annessione violenta…!

Ma quale unità d’Italia? Ma se fu annessione violenta…!

Trascrivo da: http://vocedellafogna.wordpress.com/2010/08/13/il-volto-nascosto-della-storia-d%E2%80%99italia-soldati-meridionali-deportati-e-sterminati-nella-fortezza-di-fenestrelle-in-piemonte/

Il volto nascosto della storia d’Italia. Soldati meridionali deportati e sterminati nella fortezza di Fenestrelle in Piemonte.

La prima pulizia etnica della modernità occidentale operata sulle popolazioni meridionali detta Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti del 15 agosto 1862 “…per la repressione del brigantaggio nel Meridione”

Questa legge istituiva, sotto l’egida savoiarda, tribunali di guerra per il Sud ed i soldati ebbero carta bianca, le fucilazioni, anche di vecchi, donne e bambini, divennero cosa ordinaria e non straordinaria. Un genocidio la cui portata è mitigata solo dalla fuga e dall’emigrazione forzata, nell’inesorabile comandamento di destino: “O brigante o emigrante

Lemkin, che ha definito il primo concetto di genocidio, sosteneva: “….genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazione…esso intende designare un piano coordinato di differenti azioni mirati a distruggere i fondamenti essenziali della vita dei gruppi nazionali….Migliaia i soldati dell’esercito borbonico massacrati nel lager di Fenestrelle in Piemonte .  I prigionieri, portati al Nord con quattro stracci addosso, a 2000 metri d’altezza, venivano gettati nella calce viva.

Antonio Gramsci (1920): “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l´Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti”.

Giuseppe Garibaldi – Lettera ad Adelaide Cairoli, 1868:
“Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”

Nino Bixio, autore dell’eccidio di Bronte, nel 1863 dichiarò in Parlamento:
“Un sistema di sangue è stato stabilito nel Mezzogiorno. C’è l’Italia là, signori, e se volete che l’Italia si compia, bisogna farla con la giustizia, e non con l’effusione di sangue”.

On.le Ferrari, liberale, nel novembre 1862 grida in aula:
“Potete chiamarli briganti, ma combattono sotto la loro bandiera nazionale; potete chiamarli briganti, ma i padri di quei briganti hanno riportato due volte i Borboni sul trono di Napoli. E’ possibile, come il governo vuol far credere, che 1500 uomini comandati da due o tre vagabondi tengano testa a un esercito regolare di 120 mila uomini? Ho visto una città di 5 mila abitanti completamente distrutta e non dai briganti” (Ferrari allude a Pontelandolfo, paese raso al suolo dal regio esercito il 14 agosto 1861, 1250 morti).

Nell’agosto del 1862 i paesi del SUD in rivolta contro l’invasione italiana erano 1.500 e fu dichiarato lo stato d’assedio e legge marziale, inizia violenta e dura la repressione dei paesi liberati dai partigiani Borbonici.

La guerra di conquista durò oltre il 1880 e causò al Regno delle Due Sicilie 1.000.000 di morti, centinaia di paesi rasi al suolo, 500.000 prigionieri politici, l’intera economia distrutta e la diaspora di molte generazioni. Il Piemonte/Italia ebbe oltre 23.000 morti il doppio di quelle subite in tutte le sue sedicenti guerre d’indipendenza.

Le atrocità compiute, ancora secretate per la vergogna, impedendo così l’imputazione di genocidio, primeggiano su quelle naziste e competono con quelle giacobine rivoluzionare in Vandea (1793), quando cuocevano a vapore anche preti e suore.
Stefania

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6 Commenti

  1. gabriella di rocco 19 agosto 2010 at 17:58

    Carissimo,
    come al solito ci fai riflettere sempre su come la storia a volte, anzi spesso, sia giunta sino a noi in forme distorte e falsate…
    Certo che c’è davvero poco da festeggiare… altro che unità d’Italia… annessione al Piemonte piuttosto! E da allora il Meridione sta ancora pagando…..
    Penso anche però che forse qualcuno di quei garibaldini che sono venuti quaggiù a morire, magari a 20 anni, credeva davvero nell’Unità della nostra nazione e per questo merita rispetto come tutti coloro che sono morti per un grande ideale, per un utopia…
    Un abbraccio grande,
    Gabriella

  2. Isabella Astorri 21 agosto 2010 at 14:38

    Caro Franco
    hai letto il libro “Terroni” del giornalista Pino Aprile? Rivela cose agghiaccianti sulle atrocità commesse dai piemontesi nel Sud, peggio di quello che “fecero i nazisti a Marzabotto”.
    Certo, ha ragione la nostra amica Gabriella quando afferma che molti giovani, venuti nel Sud a morire, avevano una sincera fede nei loro ideali. Il mio bisnonno era “geribaldino” e nei miei ricordi della prima infanzia sono vivi i racconti di mio nonno che diceva che, quando suo padre raccontava della sua fuga da casa per seguire Garibaldi, dell’ira mai placata del padre per questo figlio degenere che fu addirittura diseredato, piangeva copiosamente.Conservava in una bacheca la sua divisa rossa che poi finì sotto le macerie nel bombardamento di Isernia il 10 settembre 1943, uno dei numerosi e, purtroppo, mai interrotti crimini che gli USA eseguono indisturbati per il mondo.
    Già, ma quelli erano i nostri “liberatori”. Ma questa è un’altra storia,
    Tornando ai garibaldini, cioè ai ragazzi del Sud che furono affascinati dall’eroe e dal mito dell’Unità, Che sapevano questi giovani dal cuore puro degli stupri, dei saccheggi, delle torture dei loro amici “piemontesi”?
    Quante volte, nella storia lo abbiamo visto spesso,i meccanismi perversi del potere hanno utilizzato e strumentalizzato quanti erano pronti anche a morire per un ideale.
    Detto questo, resta fermo un concetto: l’unità d’Italia è stata una vera e propria annessione, sanguinosa e violenta, propagandata in tutta Europa come un Bene indispensabile e, nei decenni successivi, i libri di storia non hanno fatto altro che tramandare alle future generazioni un mucchio di falsità.
    Ne parleremo ancora.
    Isabella

  3. Paolo 24 agosto 2010 at 09:40

    Proposta di Legge costituzionale:
    « Modifica dell’assetto territoriale della Repubblica italiana mediante distacco delle Regioni settentrionali. »

    Art. 1 – (Abrogazione di norme)

    Alla Carta costituzionale vigente della Repubblica italiana sono apportate le seguenti modifiche:

    1. All’art. 5, comma 1, sono soppresse le parole « e indivisibile ».
    2. All’art. 57, comma 3, sono soppresse le parole « la Valle d’Aosta uno ».
    3. All’art. 83, comma 2, è soppressa la seguente frase: « La Valle d’Aosta ha un solo delegato. ».
    4. All’art. 166, comma 1, sono soppresse le seguenti parole: « Friuli Venezia Giulia », « il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste ».
    5. All’art. 166 è soppresso l’intero comma 2.
    6. All’art. 117 è soppresso l’intero comma 4.
    7. All’art. 131 sono soppresse le seguenti parole: « Piemonte », « Valle d’Aosta », « Lombardia », « Trentino-Alto Adige », « Veneto », « Friuli-Venezia Giulia », « Liguria » ed « Emilia-Romagna ».

    Art. 2 – (Regioni escluse dalla Repubblica italiana e Referendum)

    I territori compresi nelle Regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria ed Emilia-Romagna non sono più parte integrante del territorio della Repubblica italiana..

    La popolazione di ciascuna provincia delle Regioni Toscana e Marche con propri referendum provinciali popolari indetti con legge regionale, da tenersi entro e non oltre un anno dall’entrata in vigore della presente Legge costituzionale, decide se restare a far parte integrante della Repubblica italiana.

    Art. 3 – (Rapporti transitori e diplomatici con i territori distaccati)

    Lo Stato italiano provvede a definire tutte le questioni transitorie derivanti dall’entrata in vigore della presente Legge Costituzionale, in particolar modo in ordine alle finanze ed al patrimonio, nonché i rapporti diplomatici con le nuove Istituzioni rappresentanti i territori distaccati dalla Repubblica italiana.

    Art. 4 – (Cittadinanza italiana)

    Fermo restando quanto stabilito dalle vigenti norme sulla cittadinanza, coloro che sono residenti nei territori distaccati dalla Repubblica italiana, già cittadini italiani, perdono di diritto la cittadinanza italiana, qualora non provvedano entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente Legge costituzionale ad assumere la residenza in un Comune del territorio della Repubblica italiana e contestualmente a fare istanza di mantenimento della cittadinanza italiana.

    Art. 5 – (Norme finali e pubblicazione)

    La presente Legge costituzionale sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge costituzionale della Repubblica.

  4. filippo 16 marzo 2011 at 22:25

    mi hanno preso in giro. per tanti anni ho creduto alla storia che mi avevano insegnato a scuola, riguardo al risorgimento ed ai suoi eroi e fautori. ma poi ho cominciato a leggere delle verità che non trovi scritte su libri di testo o di storia.
    la vera storia dell’unità d’italia “se così si può chiamarla” è ben diversa da quella scritta dai vincitori savoiardi, a loro volta asserviti alla massoneria ed al colonialismo inglese.
    garibaldi, cavour, vittorio emanuele II, non vi è centro abitato in italia che non abbia vie o piazze dedicate a questi cosiddetti grandi uomini. la verità è che al contrario degli indebitati sabaudi i quali molti decenni prima, avevano svenduto anche la corsica ai francesi; il regno borbonico era ricco. il banco di napoli aveva dieci volte più soldi che non tutto il resto d’italia. il regno delle due sicilie primeggiava in europa e nel mondo per la sua flotta mercantile e militare “seconda solo agli inglesi”, nonchè per il suo grado di progresso tecnico, sociale e culturale. napoli e palermo erano tra le città più grandi e progredite d’europa. la storia è lunga e non si può riassumerla in poche righe ma queste non sono chiacchiere, è la verità.
    i borbone erano una spina nel fianco degli inglesi che da sempre miravano all’egemonìa del mediterraneo ed alle risorse minerarie tra i quali lo zolfo in sicilia. garibaldi era al servizio degli inglesi ancor prima che dei savoia. con quali soldi pensate che sìa stata finanziata la spedizione dei mille? ma chi ci crede più che mille sparuti volontari non addestrati potessero sgominare l’organizzato esercito bobonico se a monte di tutto non ci fosse stato una premeditata opera di corruzione e di compravendita di politici e di comandanti militari? nonchè della morte prematura di re ferdinando, il quale si dice che sìa stato avvelenato gradualmente e morto nel giro di tre mesi. gli succedette il figlio ventenne francesco secondo, troppo giovane ed inesperto per governare e tenere testa alla corruzione che dilagava tra i suoi ministri e generali.
    ho letto anche degli orrori di fenestrelle, dell’assedio di gaeta ad opera del gen. cialdini, delle stragi della povera gente che furono chiamati briganti ma altri non erano che patrioti e contadini non disposti a subire le angherìe della pesante oppressione savoiarda. le migliaia di prigionieri borbonici spediti coattamente oltre oceano a combattere una guerra di secessione che non era la loro guerra e dalla quale non fecero mai ritorno,
    dei milioni di morti del sud e del nord che forse reclamano ancora giustizia dall’aldilà.
    ho letto qualcosa su carlo cattaneo. anche lui sognava l’unità d’italia, ma al contrario dei nostri cosidetti eroi, egli auspicava ad un’unità improntata sulla pace e non sulla conquista, la corruzione, la repressione e lo sfruttamento come quella perpetrata dai savoia. ditemi come posso credere in questa unità d’italia che di fatto forse non c’è mai stata?

  5. aldo 17 marzo 2011 at 00:18

    Il tuo commento…

  6. aldo 27 agosto 2014 at 12:04

    Non furono i nobili ideali dell’unità d’talia ad ispirare vittorio emanuele II sedicente re galantuomo e del suo tirapiedi il morituro camillo benso; bensì i soldi e le risorse del regno delle due sicilie che andarono a rimpinguare le casse in bancarotta del vizioso e sprecone re sabaudo. garibaldi; eroe, cialtrone o avventuriero? tutto, tranne la prima ipotesi!

    Quanto agli orrori perpetrati dai piemontesi nei confronti del sud; lo sanno tutti che persino zio adolfo si ispirò a fenestrelle ed altri luoghi di pena savoiardi; per attuare la sua guerra santa di sterminio etnico.

    Al boss umberto &c, dalla verde camiciola, vorrei dire: sciacquati la tua semiatrofizzata lingua prima di dire cazzate e se ti riesce studiati la storia, quella VERA. forse non lo sai che la mafia, la camorra. la ndrangheta sono tutte figlie ella stessa madre e tutto questo lo dobbiamo all’invasione dei savoia.

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