Franco Valente

Finalmente uno che me le canta….

Finalmente uno che me le canta….

Franco Valente

4) celestinoVENAFRO

Ho ricevuto oggi, qualche giorno prima dell’equinozio d’autunno (cioè alla fine della calura estiva), questa singolare nota di Antonio Grano, uno dei massimi ed incompresi (per sua dichiarazione) studiosi di Celestino V (che si firma ex Presidente dell’ex Centro Studi e Ricerche Celestino V, fallito per mancanza di soldi e di interesse da parte delle Istituzioni “Culturali” Molisane).

Poiché molti miei amici non vedevano l’ora che qualcuno mi tacciasse di totale ignoranza sulle vicende terrene e spirituali di questo personaggio molisano, sento il dovere di annunziare al mondo che non ho capito niente.

Ovviamente mi permetto di dissentire dalle affermazioni di cotanto ingegno che, perlomeno, avrebbe dovuto partecipare ad almeno una di queste inutili cerimonie nazional-popolari per consentirsi di dire che Celestino V sia stato da me calunniato. I miei ragionamenti, lo sa chi è stato presente, hanno riguardato tutt’altra cosa.

Antonio Grano da una vita scrive su Celestino V e solo per questo andrebbe gratificato. Purtroppo si è convinto di essere il tenutario delle verità assolute su questa straordinaria e contraddittoria personalità molisana e, come avviene per tutti i cultori locali, se non viene invitato a parlare nei pubblici convegni, gli si crea uno stato di fastidiosa intolleranza che a volte scantona anche nell’offesa personale per chi a quei convegni viene invitato.

Io spero sempre che questo modo di esprimersi sia riconducibile solo all’età e non ad una consapevole volontà di offendere.

F.V.

P.S. Poiché nella nota si fa riferimento ad una comparazione politica, per far capire il senso della mia affermazione, mi permetto di trascrivere quanto scrisse Nicola Di Frattura, monaco cacciato da Montecassino da Celestino V, Luigi Tosti, l’abate di Montecassino che nel 1843 dette alle stampe la sua voluminosa opera Storia della Badia di Monte-Cassino dall’anno di sua fondazione fino ai nostri giorni nonché Peter Herde che è il massimo studioso mondiale di Celestino V.

Conchiudendo per questo, che messo da parte quest’abito nero che vestiamo al presente, potevamo e a nostro talento usare l’abito grigio Murronese, del quale egli prima aveva usato. A prendere il quale abito volle sforzare, e di fatto sforzò alcuni monaci Cassinesi con minacce e terrori, essendosi avvisato cacciarne molti di questi in prigione. (Nicola Di Frattura -sec-XIII-XIV, cacciato da Montecassino da Celestino V)

Santo uomo era Pietro, ma delle cose di quaggiù non sapeva: retto il cuore, povera la mente, disfrancato degli anni, non esperto degli uomini, perciò di quella mole di negozi che ministravansi dai pontefici, infermo sostenitore. (Luigi Tosti, uno dei massimi storici di Montecassino, che nel 1843 dette alle stampe la sua voluminosa opera Storia della Badia di Monte-Cassino dall’anno di sua fondazione fino ai nostri giorni.)

Era certamente una decisione insensata, perché a Pietro mancavano tutti i presupposti per reggere la Chiesa con successo: la conoscenza del complicato apparato curiale, del diritto canonico, dei problemi spirituali e politici; inoltre era troppo vecchio per potersi adeguare ai nuovi compiti. (CELESTINO V di Peter Herde)

A voi la lettura!

Caro Franco, scusami, ma tu certe volte te le vai a cercare col lanternino. Fraternamente tuo
Antonio Grano
eremita celestiniano

In un suo recente commento sulla situazione politica molisana, l’Arch. Franco Valente, a proposito delle recenti iniziative di Roberto Ruta, testualmente scrive:
“Roberto Ruta, intanto, senza saperlo comincia a sentirsi come Celestino V e ritenendo di interpretare la volontà di un popolo che esiste solo nella sua mente, piano piano cerca di convincersi di essere il nuovo profeta alternativo”.
Quali che siano le aspettative messianiche di Roberto Ruta, che non mi interessano, pregherei l’Arch. Valente, prima di associarlo a Celestino V, di documentarsi sul percorso umano e spirituale di questo formidabile personaggio del nostro tardo Medioevo, per evitare di parlarne a sproposito ed in termini, se vogliamo essere generosi, approssimativi.
L’Arch. Franco Valente, esperto conoscitore di reperti archeologici e perchè no, delle cose politiche nostrane, su Celestino V, non me ne voglia, è ignorante come una capra.
Definire Celestino V come l’uomo che “riteneva di interpretare la volontà del popolo…” significa essere celestinianamente analfabeti.
Attribuire a Celestino V la vocazione di essere il “nuovo profeta alternativo” significa farneticare di cose, queste sì, che “…esistono solo nella sua mente”.
Io credo che un minimo di buon gusto dovrebbe indurre tutti noi a parlare solo delle cose che conosciano e degli studi che abbiamo fatto su quelle cose.
Celestino V è stato, con inquietante cinismo, rimosso dalla coscienza dei molisani, quando non insultato dal primo “ermeneuta” da strapazzo che si alza la mattina.
Le ultime “celebrazioni” si sono ridotte a qualche orazione funebre nelle chiese molisane, nell’assoluto, totale e irriguardoso disinteresse delle Istituzioni Politiche e Culturali.

Se l’Arch. Valente può consentirsi il lusso di diffamare e calunniare ormai da decenni Celestino V, ciò è dovuto proprio alla omertosa complicità di quelle Istituzioni che un giorno sì e un giorno pure lo invitano a parlare di ciò che ignora, consentendogli, senza contraddittorio, di sputare su una fra le pochissime personalità che hanno onorato questa ingrata terra: uno fra i più grandi Pontefici della Storia della Chiesa, se non il più grande, essendo stato, per quanto mi è dato di sapere dopo una ventina di anni di studi celestiniani, l’unico Pontefice Cristiano con la C maiuscola.
Ma queste cose, per il “cristiano” Valente sono trascurabili dettagli.
Antonio Grano
ex Presidente dell’ex Centro Studi e Ricerche Celestino V, fallito per mancanza di soldi e di interesse da parte delle Istituzioni “Culturali” Molisane.

Comunque il mio commento incriminato era il seguente:

Abbiamo diritto a dissentire dalle ammucchiate. Anche quando a parteciparvi è il segretario regionale del Partito Democratico


E’ cominciato il toto-elezioni per l’estrazione regionale che si farà quando Michele Iorio deciderà. E se lui vuole, l’estrazione si farà alla scadenza naturale della legislatura.
StemmaxBLOG
Ma il problema al momento non è Iorio che, mi sembra, sia il più coerente in questo marasma di saltatori di fossi, compresi quelli del mio Partito Democratico, “alternativi” o comunque si vogliano definire.

Pietracupa, forse tra i migliori della congrega di Maggioranza, si sente tradito da Iorio, ma credo che anche lui debba abbozzare in silenzio perché deve la sua elezione a Iorio e se vuole dissentire deve avere il coraggio di mettersi fuori.
Come avrebbero dovuto fare i vari saltatori di fosso che hanno ingrossato e ingrassato la maggioranza del sempre più diabolico Michele.

In questo Iorio, secondo me, ha sbagliato. Ha sbagliato proprio dove aveva la possibilità di decidere al di fuori degli accidenti di una storia sociale  ed economica ineluttabilmente dominata da esigenze post-capitalistiche.

Chi si fida di traditori prima o poi rimane tradito. Poteva dominare la scena tranquillamente, ma proprio la paura di avere traditori all’interno del proprio carro lo ha portato, subito dopo aver vinto le elezioni, a caricarsi di cani e porci (politicamente parlando per la maggior parte dei traditori e nel vero senso della parola per alcuni di essi).
Purtroppo, però, l’immagine del Molise pecoreccio la stiamo vedendo proprio noi che non siamo allineati con il padrone del vapore.

Non capisco a cosa serva il suicidio di Massimo Romano che, lasciata l’Italia dei Valori, si è buttato, solo come una volpe azzoppata e abbandonata dagli amici, nelle braccia di Roberto Ruta che non si rassegna a prendere atto che la sua stagione è prematuramente finita per colpa esclusiva dei suoi errori strategici.

Roberto Ruta, intanto, senza saperlo comincia a sentirsi come Celestino V e ritenendo di interpretare la volontà di un popolo che esiste solo nella sua mente, piano piano cerca di convincersi di essere il nuovo profeta alternativo
.

E se l’alternativa è lui, andiamo proprio bene.

La sua idea di fare una ammucchiata risponde, probabilmente, solo ad un poco edificante desiderio erotico. Null’altro.

Mi fa specie sapere di quei recuperi che Fabrizio De André avrebbe localizzato a Via del Campo, come quello del venafrano Scarabeo che, scacciato come un animale politico indecoroso da tutti i partiti, è stato accolto a braccia aperte dall’ormai patetico alternativista.

Ma quale alleanza di Centro?

Non appena Michele Iorio avrà deciso da quale parte collocare le sue truppe cammellate andranno a farsi benedire tutti i gruppi, gruppetti e gruppastri di destra, di centro e di sinistra.

La partita non è ancora cominciata. Siamo solo alla compravendita delle riserve e anche Roberto Ruta, quando guarda il drappello di eremiti che sta davanti a lui, sa bene che mettendo insieme una squadra di traditori si fa un esercito di traditori. Specialmente se non ha i soldi per pagarli.

La politica vorrebbe anche un minimo di coerenza.

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5 Commenti

  1. gabriella di rocco 12 settembre 2010 at 11:36

    Continua a restare per me un mistero il fatto che alcune persone scaglino accuse senza premunirsi prima di PARTECIPARE ai convegni e alle conferenze oggetto delle accuse medesime…
    (Vedi il Convegno Nazionale SIPBC dello scorso giugno ed ora di nuovo con gli incontri celestiniani)
    E’ più apprezzabile un dibattito pubblico ed aperto a tutti coloro che vogliano intervenire che un elenco di insulti gratuiti e di proteste mediatiche…e forse perchè no anche più democratico!
    Andiamo a sentire gli oratori e poi magari li contestiamo pure!

    Gabriella

  2. Isabella Astorri 12 settembre 2010 at 17:59

    Il sig. Grano parla, evidentemente, senza cognizione di causa, in quanto non mi pare sia un assiduo frequentatore degli incontri tanto criticati.
    E, comunque,come uomo di cultura, quale credo sia, dovrebbe avere una qualità essenziale: la tolleranza, cioè la capacità di sapersi confrontare con quanti dissentono dalle sue idee, con serenità ed equilibrio.
    Una precisazione per il sig. Grano:
    la SIPBC-MOLISE, di cui la sottoscritta si onora di essere presidente, continuerà “con omertosa complicità”, ad invitare l’arch. Valente per conferenze e convegni. E se nei vari incontri non c’è o non ci sarà contraddittorio, evidentemente la causa è il fatto che chi dovrebbe confrontarsi con lui preferisce non essere presente, ma parlare dopo o anche, come in questo caso, addirittura prima, con affermazioni malevole ed astiose.
    Dimenticavo di informare il sig. Grano che l’arch. Valente è socio della SIPBC e componente del Comitato scientifico, cosa che non può che onorare tutti i Soci di una Associazione che opera per la tutela dei Beni culturali e che sa riconoscere le persone che onorano con i loro studi ed una costante ricerca la cultura molisana.
    Isabella Astorri

  3. Franco Valente 12 settembre 2010 at 19:56

    Mi arrivano vari messaggi in privato sullo sproloquio di questo occasionale avventore di problematiche culturali della cui demenza credo ormai non vi sia motivo per dubitare.
    Peraltro, avendo egli il possesso di un computer collegato ad Internet ed avendo il cervello scollegato dal buon senso, spedisce all’impazzata i suoi deliri per cui mi tocca individuare uno per uno i destinatari per rimettere nel solco dell’umorismo le sue farneticazioni.
    Purtroppo le blaterazioni di costui trovano sponda nei noti deboli di mente, utili idioti con gravi problemi psichici, cui non pare vero amplificare le suggestive affermazioni dell’eremita di Macchia che gode del privilegio di quell’immunità che chi si ispira alla carità cristiana non può negare.
    Che ci volete fare: bisogna sopportare pazientemente le persone moleste e pregare Dio che…..

  4. Isabella Astorri 12 settembre 2010 at 20:43

    Caro Franco,
    io sono uno “dei privati” che ha ricevuto la nota di Antonio Grano (non da lui ma da emilcult@libero.it, che, con grande solerzia l’ha diffusa a numerosi indirizzi)) e anche la tua precisazione.
    Volevo sotanto dirti che io, in fondo, sono anche contenta quando succedono cose come questa, perchè sono l’occasione per i tuoi amici di godere della tua inimitabile ironia, qualità propria solo delle persone intelligenti. Per questo, purtroppo, sarai compreso da pochissimi…
    Isabella

  5. Giuseppe 14 settembre 2010 at 12:22

    Ma davvero succede tutto questo trambusto per una semplice battuta di spirito? W la satira di Franco abbasso tutte quelle persone che si prendono troppo sul serio

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