Franco Valente

10 ottobre 881 – I saraceni distruggono S. Vincenzo. 10 ottobre 2010 – La Soprintendenza continua.

10 ottobre 881 – I saraceni distruggono S. Vincenzo.

10 ottobre 2010 – La Soprintendenza continua.

Franco Valente

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Durante l’estate il Direttore-Coordinatore dell’Area della Comunicazione – Settore Arti della Direzione regionale del Ministero per i Beni Culturali, Esperto della informazione e della Comunicazione, con grande clamore aveva annunziato a nome del Direttore Generale del Ministero per i Beni Culturali nel Molise:
E’ poi prevista la realizzazione di un locale prefabbricato ad uso biglietteria nella zona d’ingresso e, udite udite, il restauro e la messa in sicurezza del Ponte della Zingara, per intenderci quello attraverso il quale si accede all’area e che, attualmente, si presenta come un “residuo bellico” retto da tubi innocenti, senz’altro più innocenti di chi avrebbe dovuto ristrutturarlo venti anni fa prima di ogni altra cosa.

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Oggi, 10 ottobre 2010, a S. Vincenzo si è ricordato l’eccidio saracenico dell’881 e, come al solito, anche se con una certa tristezza, sono andato ad assistere alla celebrazione religiosa, non senza aver dato prima un’occhiata ai luoghi della distruzione.

Da quando il Direttore-Coordinatore dell’Area della Comunicazione – Settore Arti della Direzione regionale del Ministero per i Beni Culturali, Esperto della informazione e della Comunicazione, siamo tutti in trepida attesa pensando al disastro che la Soprintendenza sta per combinare al Ponte della Zingara se adotterà i criteri fino ad oggi adottati.

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Posso annunciare che il Ponte della Zingara è ancora in piedi e il massacro da parte dei restauratori ministeriali ancora non è cominciato.

E questa circostanza è di per sé già una fortuna!

Invece le condizioni di degrado dell’ambiente ormai sono vergognose.

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In questi giorni si fa un gran parlare di necessità di preservare l’ambiente molisano dall’assalto delle pale eoliche.

Siamo tutti consapevoli che si stia massacrando il territorio con una politica energetica scellerata la cui responsabilità va ricondotta prima di tutto alla Regione Molise e in secondo luogo al Ministero per i Beni Culturali che con una mano fa finta di ostacolare la proliferazione dei pali con poco credibili opposizioni amministrative e con l’altra omette di attivarsi perché il Governo adotti le necessarie misure di salvaguardia.

Meno male che il Direttore Regionale dei Beni Culturali, come dice il Direttore-Coordinatore dell’Area della Comunicazione – Settore Arti della Direzione regionale del Ministero per i Beni Culturali, Esperto della informazione e della Comunicazione, è uno scienziato del Diritto e la sua scienza ci salverà.

Una scienza che, però, non mi sembra particolarmente utile per evitare che il Direttore-Coordinatore dell’Area della Comunicazione – Settore Arti della Direzione regionale del Ministero per i Beni Culturali, Esperto della informazione e della Comunicazione continui a sparare palle sulle fantasiose inversioni nella gestione sciagurata del sito di S. Vincenzo al Volturno.

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Stamattina speravo che il Direttore-Coordinatore dell’Area della Comunicazione – Settore Arti della Direzione regionale del Ministero per i Beni Culturali, Esperto della informazione e della Comunicazione avesse almeno tagliato con i volontari del suo Sindacato un po’ di erba al Ponte della Zingara.

Invece la situazione è quella che vedete nelle immagini.

Secondo me, se invece di fare demagogia pecoreccia si chiarisse bene che i ruoli di sindacalista non devono essere confusi con quelli di operatore ecologico e con quelli di portavoce fantozziano di un Direttore Regionale che dimostra poca capacità organizzativa per la tutela di S. Vincenzo al Volturno, forse farebbe meno danni all’immagine di un Ministero che già di per sé non se la passa bene….

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3 Commenti

  1. brunella 11 ottobre 2010 at 07:03

    ma esiste una speranza di risalita? cambierà mai qualcosa?…io sono veramente afflitta

  2. luigi 11 ottobre 2010 at 17:50

    Caro Franco,
    visto che ad Isernia sono sordi, prova con roma, chissà che bondi non senta?

  3. gabriella 11 ottobre 2010 at 20:21

    Continuano gli accorati appelli agli Organi di competenza affinchè tutelino e salvaguardino un bene così prezioso come San Vincenzo al Volturno…
    Almeno il taglio dell’erba!
    E’ chiedere troppo?
    Gabriella

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