Franco Valente

S. Maria della Vittoria nell’agro di Gambatesa

S. Maria della Vittoria nell’agro di Gambatesa

Franco Valente

Se si legge il volumetto di mons. Donato Venditti sul santuario della Madonna della Vittoria (D. VENDITTI, Maria Santissima della Vittoria, Modena 1955) e poi ci si reca presso quella chiesa, si ha l’impressione che la descrizione riguardi un altro luogo. Si parla infatti di uno spettacolo più unico che raro perché a pochi passi dalla porta ha una bella fontana dall’acqua corrente, limpida e fresca, sgorgante dalla terra sotto il trono della Madonna.

Ma già allora il Venditti notava che l’ambiente e la consistenza del complesso andava in deperimento: Il tempo colla sua fredda ala e l’uomo colla sua ingordigia lavorarono a distruggere.

Fino a qualche anno fa il monumento era in condizioni di degrado totale cui si erano aggiunti interventi di manutenzione che potevano essere più rispettosi dei caratteri originali di questo piccolissimo monumento.

Ultimamente è stato effettuato un radicale restauro che ha permesso di ritrovare sui prospetti qualche elemento della chiesa originaria.

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Secondo Ada Trombetta (A. TROMBETTA, Arte nel Molise attraverso il Medioevo, Cava dei Tirreni, 1984, p.475) il portale alla gotica con l’Agnello Crucifero, potrebbe essere del XIII secolo se fosse dimostrabile la supposizione che la dedicazione alla Madonna della Vittoria sia nata in analogia con la medesima dedicazione che Federico II avrebbe stabilito per un nucleo abitato nei pressi di Parma nel 1247 a seguito di una battaglia vinta.

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Non crediamo che sia anteriore al XIV inoltrato. Le notizie sull’origine di questo santuario sono scarse e crediamo che poco si possa ggiungere a quanto riferito dal Masciotta (G.B. MASCIOTTA, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, vol. II, p. 180): Maria SS. della Vittoria. E’ ad un chilometro a settentrione dell’abitato. Un tempo, al suo corpo di fabbrica, era annesso un Convento pertinenza dei Canonici Regolari Lateranensi del SS. Salvatore o Rocchettini; ma dopo la soppressione decretata da Urbano VIII (1623-1644), il Convento rimase abbandonato, ed a poco a poco deteriorò.

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Nel 1707 la chiesa fu isolata dalle superstiti vestigia del Convento, e decorosamente rinnovata. Una lapide infissa sul portale ricorda l’evento. La festa che vi si celebra annualmente con grande concorso di naturali e forestieri ricorre il 15 agosto.

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Poco di più viene detto nell’apprezzo di Parascandolo del 1698:
Fuori di detta terra a mezzo miglio incirca, vi è un monistero sotto il titolo di Santa Maria …Grazia di S. Aniello di Napoli, quale oggi è soppresso, e stà in potere di uso affittuario, e vi si fa la festa seu Perdonanza nel giorno dell’Assunta, dove vi sono l’indulgenze, e vi concorrono molte persone delle terre vicine, sì per detta perdonanza, come in …. diverse robbe, nel qual tempo quattro giorni prima di detta festa, e quattro dopo, esercita la giurisdizione il Maestro Mercato per tutti detti nove giorni, come anche il primo giovedì del primo di Aprile, come si è detto di sopra.
Consiste la detta chiesa in una nave coverta a tetti, con un altare, sagrestia coverta anche a tetti, nella quale vi è una lampada d’argento, calice, tre pianete, un altare, e sue cose necessarie, con un paliotto di damasco bianco, e vi è un campanile, con due campane, e tiene d’entrate la detta Chiesa sopra territorj, vigne, ed annui censi, da docati undeci incirca, delli quali, docati sei si pagano al R. Abb.le di S. Aniello di Napoli, e li restanti docati cinque in messe, e riparazioni di detta Chiesa.

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2 Commenti

  1. Giuseppe 20 ottobre 2010 at 16:10

    Ciao Franco,
    per quanto riguarda questa chiesa ci sono diverse notizie.
    Se vuoi altre informazioni puoi contattarmi.

  2. Franco Valente 20 ottobre 2010 at 22:10

    Carissimo Giuseppe, ne sarei felice.
    Se puoi integrare le mie scarne note con le tue, le aggiungerò con la tua firma.
    Grazie

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