Franco Valente

Caro amico ti scrivo….Domenico Caiazza

Caro amico ti scrivo….
Domenico Caiazza

1marzo2010
1 marzo 2010

Domenico Caiazza, il maggiore conoscitore del Matese, della sua storia, del suo territorio, delle sue bellezze, dei suoi problemi, è tra gli amici con i quali condivido la passione per la terra in cui viviamo

Perciò con particolare piacere (anche se so che è stato fortemente condizionato da una antica amicizia)  pubblico la nota telematica che, scritta di getto, mi ha inviato.

castello 2

Castello3

Caro Franco,
ieri sera ero a Venafro per recuperare un passeggero, la corriera era in ritardo ed ho pensato di fare un salto a vedere il castello. Mancavo infatti da quando erano state appena avviate le operazioni di ripristino ed iniziato lo svuotamento del fossato.

Ho parcheggiato sul piazzale col muso dell’auto verso la valle e, appena sceso e voltatomi verso il castello, sono rimasto senza fiato.

Liberato dal barbarico moderno barbacane che lo opprimeva e faceva diaframma verso il piazzale, isolato dai detriti, risorto  lo snello alto pilastro che regge il ponticello, il maniero dei Pandone è tornato all’antica imponenza, riacquistando solennità e dialogo libero con il contesto.

E’ uno splendore!

Testimone splendido di tempi antichi eppur presenti nella loro eredità monumentale.

Solo un  audace ( un folle?) come te poteva immaginare e tentare l’impresa che ha dato risultati spettacolari.

Beata Venafro che ti ha come cittadino e ti ascolta e lascia operare per amore del bene, del bello, della nostra storia, della nostra civiltà, della nostra identità.

Ora va riqualificato il piazzale per completare l’opera, ma sono certo che già ci hai pensato

A proposito: ho parcheggiato tra molte macchine e mentre ammiravo il castello altre ne sono arrivate e ne scendevano giovani  sicchè mi pare che  la riqualificazione abbia giovato anche alle attività economiche dall’area, che se ben ricordo non erano entusiaste, almeno a principio.

Altrove si opera e teorizza come segue:
beni culturali e ambientali non più considerati solo in funzione della tutela e della conservazione, ma come driver di sviluppo industriale eccezionale per la crescita dei nostri territori e di tutta la nostra economia (Giovanni Gentile, presidente Confindustria Firenze).

Un modello innovativo, in pratica, di Golden economy capace di fare estrarre da quei preziosi giacimenti sviluppo economico e scientifico e di conseguenza sociale

Tu operi per il riscatto e l’economia del nostro Sud

Ad maiora ed un abbraccio

Domenico Caiazza

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1 Commento

  1. placido busico 9 dicembre 2011 at 14:44

    Il tuo commento…Naturalmente, condivido al 101 % le opinioni del caro amico Domenico Caiazza sull’operato di Franco Valente ANCHE in merito ai lavori relativamente recenti intorno al castello di Venafro. Dal canto mio, tuttavia, ben conoscendo Franco ed essendogli amico da lunghissimi anni, non mi sono affatto meravigliato dei lavori eseguiti per recuperare lo stato originario dei luoghi, facendo recuperare al nostro maniero, oltre alla sua imponenza architettonica, il suo ruolo militaristico. Infatti, l’aver messo a nudo il fossato e i bastioni ripristinando i dislivelli voluti allorché tali strutture furono costruite e consolidate inequivocabilmente chiarisce le finalità cui è vocato tutto il complesso cui, nel volgere dei secoli, i Pandone hanno conferito i caratteri più forti e significativi.
    Quindi, certo di poter interpretare anche il pensiero di parecchi Venafrani, di cui ho percepito le impressioni, chiudo le presenti poche parole con questo mio semplice ma vivissimo auspicio: FORZA FRANCO!, vai avanti, continua ad impegnarti sempre strenuamente …PER MULTOS ANNOS!
    Questo è il fermo desiderio di quanti, come me e Domenico, hanno veramente a cuore le sorti dei beni culturali della nostra cara città di Venafro, e sperano anche nel suo riscatto sociale ed economico!
    A te Franco e al caro Domenico porgo il mio abbraccio amicale,
    placido busico

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