Franco Valente

Poggio Sannita, quando la sciatterìa è cultura.

Poggio Sannita, quando la sciatterìa è cultura.

Una decina di anni fa passai per la Madonna della Grazie di Poggio Sannita, l’antica Caccavone, e rimasi scandalizzato per l’abbandono dell’area e per lo squallore che caratterizzava tutto l’ambiente. In un caotico sistema di strade moderne, la colonna circolare di una croce stazionaria, ormai quasi dimenticata, sopravviveva in una scarpata del piazzale.

A lato della chiesa ci deve passare per forza chiunque debba recarsi a Poggio Sannita o debba lasciare il paese. Perciò il degrado è davanti agli occhi di tutti, amministratori comunali compresi.

Scattai un paio di diapositive.


Così erano la chiesa e la croce 10 anni fa

Ci sono tornato per completare le immagini del volume sulle croci stazionarie nella speranza che quel luogo avesse ritrovato la dignità che merita.

Ovviamente l’attesa è andata delusa.

La chiesa sta crollando. Sull’anonimo e banale portichetto le stesse tegole appoggiate da una ventina di anni.

L’interno della chiesa è stato sventrato mentre le mura cominciano a crollare.
Sul lato posteriore, sulla strada principale, una pianta di fico sta mangiando un angolo dell’antico monumento in un cumulo di cassette di plastica e sporcizia di ogni genere.

Il contiguo vigneto è una discarica di paletti di cemento degradati e frantumati.

Ma l’aspetto più ignobile sta dall’altra parte. Sul sagrato della chiesa.

Una sgangherata fontana con tubi di politilene a vista e un rubinetto da terzo mondo anticipa lo spettacolo indecoroso di un groviglio di rovi che ha avvolto la colonna dell’antica croce.

Le pietre del piedistallo, per l’assenza delle più elementari opere di manutenzione, sta per saltare e a breve la colonna crollerà per peso proprio.

Basterebbero una cinquantina di euro per garantire almeno la sopravvivenza e sto pensando di mandarle all’Amministrazione Comunale perché le dia a un giovane di buona volontà che voglia perdere un paio di ore per ridare dignità a un luogo nel quale la comunità locale per centinaia di anni ha espresso il proprio sentimento religioso.

Intanto ho scritto a Tonino Palomba, Sindaco di Poggio, del quale conosco la sensibilità e sono certo che qualcosa si muoverà (….spero….)

Sig. Sindaco di Poggio Sannita,
info@comune.poggiosannita.is.it

sul mio sito mi sono impegnato a regalare 50 euro a un giovane che voglia andare a pulire il sagrato della Chiesa si S. Maria delle Grazie e dare una sistemata al basamento della croce.
Mi faccia sapere a chi devo mandare la banconota.
Grazie
Franco Valente


Sul sito del Comune di Poggio Sannita potrete trovare uno scritto di Livia Mancini, studentessa facoltà di Architettura “la Sapienza” Roma, sulla Chiesa della Madonna delle Grazie

Chiesa fondata dal feudatario Giovanni de Raho (1587-1592) e quindi presumibilmente intorno al 1590. Già nel 1615 minacciava di andare in rovina e veniva restaurata da Giovanni Paolo Simiele per devozione verso la Vergine. La Chiesa, a tre piccole navate, è situata fuori paese. In origine doveva essere ad una sola navata e le navate laterali sono state aggiunte in seguito per sostenere quella centrale.Nel 1689 il vescovo di Trivento la interdiceva per tre mesi, in quanto si dovevano ripare il tetto, gli altari, le pareti e parte del pavimento.Nel 1691 la Chiesa rischia ancora l’interdizione e nel 1709 la si ritrova sotto patronato dell’ “Università” di Caccavone.

Nel 1720, dopo la distruzione della Chiesa di S. Vittoria, a causa del terremoto che sconvolse la Diocesi di Trivento, funge per circa 5 anni da Chiesa Parrocchiale e qui vi viene allocata la statua di Santa Vittoria, di scuola napoletana fine ‘500. Nella visita pastorale del 17 giugno 1845, la Chiesa risulta restaurata nella navata centrale, ma non in quelle laterali, che dovranno essere restaurate entro due mesi pena l’interdizione. Il 6 dicembre 1845 la stessa viene riaperta al culto e l’altare riconsacrato con la deposizione della pietra di dedicazione denominata “Sacra lapide”. Il portico e i contrafforti, posticci, sono stati aggiunti nel corso del ‘900.
I rifacimenti successivi ne hanno modificato la struttura, che non conserva elementi artistico-architettonici notevoli. Probabilmente, oggi nascosta, vi è una cripta sottostante o un ossario ricoperto, come usanza dell’epoca. Vi si conserva la statua del ‘600 della Madonna delle Grazie, mentre la statua di S. Vittoria conservatavi fino al 2002 oggi è stata ricollocata nella Chiesa Parrocchiale. E’ meta di pellegrinaggio il 25 marzo, Annunciazione del Signore, giorno in cui una tradizione (o meglio una superstizione poggese, ormai desueta), vuole che vi si rechino, passando per i campi spinati, i giovani fanciulli, per prevenire l’ernia.

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1 Commento

  1. rosa 17 aprile 2012 at 23:18

    E’ desolante, ma purtroppo questa situazione è comune a tutta l’italia. Seguiamo l’esempio , magari utilizzando anche forme diverse per attirare l’attenzione su tutti i luoghi che segnano la nostra storia per non dimenticarla.

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