Franco Valente

S. Giuseppe della Madonna delle Grotte a Rocchetta a Volturno

Tra gli affreschi più belli della chiesa rupestre di S. Maria delle Grotte a Rocchetta a Volturno, un posto di rilievo è occupato dalla Presentazione di Gesù Bambino al Tempio.

Dal Vangelo di Luca (2,21-38): Venne poi il giorno in cui, secondo la legge di Mosè, essi si dovevano purificare. Maria e Giuseppe portarono il bimbo a Gerusalemme per presentarlo al Signore, conforme a quanto è scritto nella legge del Signore: Ogni bimbo, primogenito sarà consacrato al Signore, e per offrire un sacrificio in base a quanto è detto nella legge del Signore: Un paio di tortorelle o due piccioni (…).

C’era a Gerusalemme un uomo di nome Simeone (…).

Simeone venne dunque al Tempio, mosso dallo Spirito. Quando Giuseppe e Maria portarono il bimbo Gesù per compiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, Simeone lo prese fra le braccia, benedisse Dio e disse: Adesso, o Signore, tu puoi, secondo la tua parola, lasciare che il tuo servo se ne vada in pace, poiché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparato al cospetto di tutti i popoli, luce per illuminare le nazioni e gloria del tuo popolo Israele (…).

C’era lì anche una profetessa, Anna, figlia di Fannel, della tribù di Aser. Era molto avanzata di età. Dopo essere vissuta, dal tempo della sua verginità, sette anni con il marito, era rimasta vedova, giunta all’età di ottantaquattro anni non lasciava mai il tempio, servendo Dio notte e giorno, nel digiuno e nella preghiera. Arrivò in quello stesso istante e si mise a lodare Dio e a parlare del bimbo a tutti coloro che aspettavano la liberazione di Gerusalemme.

E’ questa la composizione giuntaci più completa nella narrazione e che si ricollega con evidenza ai moduli compositivi più tradizionali. E’ inevitabile per esempio il riferimento complessivo ai mosaici di Pietro Cavallini, del 1291, a S. Maria in Trastevere, anche se nessun riferimento stilistico accomuna le due opere. E’ rispettato ogni dettaglio della narrazione evangelica. S. Giuseppe sulla sinistra, con aureola gialla, è in piedi e regge nelle mani due colombe.

I capelli, ben pettinati, sono bianchi mentre bionda è la barba. Ha una tunica giallo-oro su cui si sovrappone un mantello rosso. La Madonna, anch’essa in piedi, regge nelle mani il Bambino che si rivolge con le mani tese verso Simeone. L’aureola è rossa, la tunica ed il mantello sono scuri. S. Simeone, l’anziano sacerdote, con le mani rivolte verso il Bambino, è coperto da un grande mantello verde-chiaro che nasconde quasi completamente la tunica rossa da cui fuoriesce un piede scalzo. I capelli bianchi, molto lunghi, scendono scompigliati sulle spalle inarcate. Una barba fluente ed ispida caratterizza il viso incorniciato in un’aureola gialla.

Tra la Madonna e Simeone, nella parte bassa, è situato un piccolo tavolo che allude ad un altare. E’ coperto da una tela di lino che, pieghettata sui lati, presenta motivi decorativi geometrici in rosso. Su di esso è poggiato solamente un calice. La composizione si arricchisce con l’accenno a tre arcatelle che nella parte alta, simboleggiando il tempio, vanno a confondersi con le cornici piane che inquadrano l’intero episodio e su cui compare l’epigrafe in caratteri gotici: S. SIMEON.

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8 Commenti

  1. Brunella 19 marzo 2011 at 15:44

    Affreschi meravigliosi…purtroppo non ho mai avuto la fortuna di poter entrare dentro la chiesa: come si può fare? Chi bisognerebbe contattare?

  2. Giovanna 19 marzo 2011 at 17:52

    Io invece ci sono stata qualche anno fa, il primo giorno che ho avuto il piacere di conoscere Franco, e ho avuto la fortuna di avere proprio Franco come guida, prima a San Vincenzo al Volturno (dove non ero mai stata prima) e mi sono gustata la sua spiegazione approfondira del ciclo degli affreschi della cripta di Epifanio…wow! e poi ci ha portati proprio in questa chiesetta rurale, tanto piccola e sconosciuta quanto bella ed importante per la conoscenza del passato del Molise… che nessuno conosce veramente a differenza di Franco!! Grazie Franco!!!

  3. Franco Valente 19 marzo 2011 at 21:31

    Il tuo commento…
    Il problema è di facile soluzione. Organizziamo un gruppetto e ci diamo appuntamento a Rocchetta. Io sono a disposizione, anche perché a fronte di un restauro architettonico così-così, è stato eseguito un buon restauro pittorico che verrà completato nei prossimi mesi da altrettanto bravi restauratori.
    Fatemi sapere….

  4. giuseppe 20 marzo 2011 at 13:42

    Il tuo commento…veramente interessante; considerami del gruppo e fammi sapere quando organizzerari la visita. Sarà l’occassione anche per consegnarti il volume su Gerione. Peppino Campolieti

  5. Brunella 21 marzo 2011 at 14:43

    Si, sarebbe molto bello. Grazie della disponibilità. Dobbiamo parlarne.

  6. Gabriella Di Rocco 22 marzo 2011 at 13:35

    Pronta a partire!
    Si potrebbe organizzare in aprile questo tour di Rocchetta al Volturno!
    Quando visitai per la prima volta la chiesina (e fui molto fortunata perchè era stranamente aperta…) rimasi senza parole.
    Chi più del Franco Nazionale potrebbe guidarci???
    Andiamo, andiamo!
    Gabriella

  7. Fabio 26 marzo 2011 at 17:05

    Il tuo commento…visto l’entusiasmo (giustificato) mi unirei volentieri al gruppo. Ho avuto il piacere di entrarci ma con la bimba piccola e i suoi capricci non ho potuto seguire la guida.

  8. Sara Faralli 19 marzo 2017 at 21:39

    Un posto incantevole da visitare quanto prima. Quante cose non conosciamo delle nostre realtà

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