Franco Valente

Arte contemporanea in mostra a Ripabottoni dal 2 luglio

Sono personalmente convinto che il principio fisico secondo cui in natura nulla si crea, ma tutto si trasforma, sia applicabile anche all’arte, dove anche le espressioni più rivoluzionarie sono comunque fortemente condizionate dalle forme del passato. Anzi, molto spesso, proprio le forme più rivoluzionare dimostrano che la contaminazione del passato in molti casi diventa una sintetica sublimazione.

Perciò, quando nella vasta produzione artistica di Patriz o di Marcel Bastiaans vedo apparire la spirale, immediatamente mi si concretizza nella mente il più bel ricciolo barocco dell’architettura del Molise: la spirale che Ferdinando Sanfelice [1675-1748], uno degli architetti più grandi del Regno di Napoli, applicò sulla facciata della monumentale chiesa di S. Maria Assunta che egli aveva progettato e realizzato a Ripabottoni, allora feudo della famiglia Francone nel Contado di Molise.

Ripabottoni è stata anche la patria di Paolo Gamba, il più affermato dei pittori settecenteschi della regione, che nel suo paese e proprio in questa chiesa lasciò traccia consistente della sua arte.

Ripabottoni, forse per queste circostanze storiche o, molto più probabilmente, per una scelta meditata di  Christel Thoolen diviene oggi occasione per una rivisitazione dei suoi luoghi antichi finalizzata alla esaltazione di opere dell’arte contemporanea che avrà lo stesso carattere internazionale che ha avuto la spirale nella storia delle forme.

Perciò, i vicoli stretti di Ripabottoni, i suoi slarghi, il sagrato della chiesa, il palazzo baronale, lo spazio sacralizzato dalla grande croce stazionaria, le sue fontane, si caricano della responsabilità di ospitare grandi artisti i quali vorranno dimostrare che anche nel cuore del Molise circola sangue europeo e che l’apparente isolamento di questo territorio è solamente l’involucro invisibile di un tesoro nascosto.



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