Franco Valente

Franco Valente racconta il salvataggio di Rectina che aveva una villa a Morrone del Sannio.

Nel 1017 il presbitero Petrus offre parte della chiesa di S. Maria di Casalpiano, in agro di Morrone del Sannio, all’Abate Atenolfo di Montecassino.


Abbandonata per molti secoli e più volte ricostruita, la basilica di Casalpiano risulta edificata sui ruderi di una antica villa romana. Nel XIX secolo furono fatti saggi archeologici e si scoprì una lapide che riportava i voti che i servi avevano sciolto a favore degli dei della casa per lo scampato pericolo da parte della loro padrona Rectina.

Negli anni Trenta del secolo scorso un archeologo americano intuì che la Rectina richiamata nella lapide fosse la stessa nobildonna di cui si parla nella celebre lettera che Plinio il Giovane aveva inviato nel 79 d.C. a Tacito per raccontare dell’eruzione del Vesuvio su Pompei dove aveva perso la vita suo zio Plinio il Vecchio.

Una lettera nella quale si descrive anche la partenza della nave per andare a salvare Rectina, moglie di Tasco.
Plinio nulla dice dell’esito del salvataggio, ma la lapide di Casalpiano e una lapide successivamente scoperta a Sagunto in Spagna permettono di capire cosa sia successo alla nostra Rectina.

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