Franco Valente

A Venafro c’è l’antica dimora “del Prete”.

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Palazzo del Prete
La circostanza che l’ingresso principale di palazzo Del Prete non sia sulla piazzetta di Cristo, ma sullo slargo che una volta apparteneva alla chiesa di S. Giovanni lascia chiaramente capire che la sua struttura architettonica ed il suo impianto siano stati fortemente condizionati da un preesistente disegno urbano.

L’edificio, nella forma che ci appare oggi, sebbene risulti costruito nel 1860, alla vigilia dell’Unità d’Italia, vede il suo fronte principale allineato con uno dei cardi della città romana, sicché la sua facciata ripete il limite di un’insula dell’antica Venafrum. Il portale e l’androne, invece, sono stati realizzati mediante la sovrapposizione ad un dismesso vico che da via Porta Guglielmo portava direttamente alla scomparsa chiesa di S. Giovanni (inglobata nel palazzo Macchia-Nola). per cui appare evidente che nel 1860 la famiglia Del Prete abbia effettuato un’opera di vero e proprio recupero urbano con la demolizione parziale di alcuni edifici preesistenti, la riorganizzazione degli spazi e la ricucitura formale delle volumetrie che vennero aumentate per ottenere una soluzione architettonica in linea con le modifiche che avvenivano nel cuore del nucleo medioevale.

Il prospetto principale si sviluppa su tre piani. Tra quattro finestre quadrate si apre il portale che, inserito tra due lesene, presenta un arco a tutto sesto con concio di chiave
a volute.

Al piano superiore, in corrispondenza delle sottostanti aperture, si aprono cinque balconi con cornice superiore in forma di timpano triangolare e sporti sostenuti da mensole in pietra , escluso quello centrale che è retto da mensole poggianti sulle lesene del portale. Altrettanti balconi al secondo piano, ma con cornice rettilinea.

Lo stemma di famiglia sul balcone principale è in stucco ed è costituito da uno scudo con leoni rampanti contrapposti ad un sole raggiato sormontato da una mitra vescovile e due stelle. Al disopra una corona marchesale ed ai lati due cornucopie.

Il carattere neoclassico dell’edificio si ripete anche sulla facciata secondaria sulla piazzetta di Cristo.

Contrariamente ad altri palazzi di Venafro il piccolo giardino si trova in basso rispetto al piano della corte interna, tutta lastricata in pietra di S. Nazzario. Appena superato il portale, sulla sinistra vi è la rimessa per le carrozze sulla cui volta rimane un grande stemma con varie insegne di famiglia. Sulla destra, lo scalone principale, ampio e luminoso, porta ai piani superiori con una gradonata in marmo su archi rampanti. Subito sotto la volta a padiglione sono allineati gli scudi in gesso con lo stemma di famiglia e quelli di altre famiglie imparentate con i Del Prete.

Il primo ripiano separa la parte domestica da quella più propriamente di rappresentanza. Da una parte, a destra di chi sale, è la sala da pranzo pompeiana riccamente decorata con grottesche e medaglioni in cui sono raffigurati reperti oschi e romani ritrovati nel secolo scorso e facenti parti della collezione di famiglia. Pannelli con nature morte si contrappongono sui lati lunghi, mentre l’ampio soffitto a padiglione accoglie nella parte cntrale una suonatrice di piattelli che danza.

Dall’altra parte del ballatoio, a sinistra, si passa nell’anticamera del salone (“la serra”), decorato in forma di gazebo a canne di bambù e fondali immersi nella natura con diverse varietà di uccelli esotici.

Sul lato lungo della serra sono le due porte che immettono nel salone dall’ampia volta con la prospettiva di una balconata limitata da una balaustra, che si apre verso il cielo e dalla quale si affacciano putti che reggono drappi variopinti ed il monogramma di Franceschina, andata sposa al marchese Ferdinando Del Prete nella seconda metà del secolo scorso. Il ricco cornicione sottostante la balaustra è interrotto dagli stemmi di famiglia e da composizioni che simboleggiano le arti. Dell’autore delle pitture, eseguite in occasione del matrimonio, si conosce solo il cognome: Casanova. Le pareti sono rivestite in seta di S. Leucio.

L’anticamera del salone, sul lato corto, in pianta quadrata con volta a vela, è decorata con una grande aquila centrale e quattro medaglioni sui pennacchi con vedute della tenuta di Pozzilli.

Oggi il palazzo del Prete è una prestigiosa residenza per chi ama il Molise in particolare e il Sud dell’Italia in generale

Se ne può avere un’idea dal bel video realizzato da Ernesto Brelière-Capaldi insieme ad Ana Candela

https://vimeo.com/30703590

Gli ospiti sono accolti come amici dai padroni di casa. Dalle cinque camere a disposizione degli ospiti, tutte matrimoniali con bagno privato, mobili d’epoca, si può ammirare il panorama dei monti del Matese e della valle del Volturno.

La prima colazione con marmellate e dolci fatti in casa è servita nella sala Pompeiana (foto a sinistra) con il caminetto acceso. Nella stessa sala, o nella grande terrazza panoramica in estate, si preparano tipici menù Molisani con prodotti della nostra azienda agricola nella quale si producono fra l’altro dell’ottimo vino rosso e olio biologico

Il Palazzo di famiglia, costruito inglobando alcuni edifici cinquecenteschi, conserva integro l’aspetto derivante dai lavori di restauro effettuati nel 1860. Le sale affrescate ed il giardino con due palme centenarie e rose dagli antichi profumi sono a disposizione degli ospiti.

E’ a disposizione degli ospiti musicisti un pianoforte nella sala pompeiana.

 

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3 Commenti

  1. Dorothy del Prete 5 dicembre 2011 at 11:13

    Grazie Franco

  2. Alessandro Zullo 5 dicembre 2011 at 14:43

    Grazie Franco, Commento molto puntuale e professionale

  3. Raffaele Izzo 2 gennaio 2012 at 17:04

    Mi sono imbattuto in questo sito che mi ha riportato alla memoria una breve permanenza nel palazzo del Prete con il carissimo Luigi, indimenticato compagno di liceo e di università.

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