Franco Valente

Due capitelli simili nella basilica di S. Maria di Canneto nel Molise e nell’abbazia di Cruas in Francia

 

Qualche giorno fa Rachel Boulton (inglese di Londra abita durante le vacanze nella sua casa che, insieme al marito Richard, ha acquistato e restaurato a Civitanova del Sannio) mi ha inviato due immagini ponendomi un quesito su due capitelli che si trovano uno a S. Maria di Canneto (Roccavivara) e l’altro nella cripta dell’antica abbazia di Cruas, piccolo centro francese nel dipartimento dell’Ardèche della regione del Rodano-Alpi.


Capitello erratico di S. Maria di Canneto (Roccavivara)


Capitello della cripta dell’abbazia di Cruas (Francia)

Due capitelli che sembrano essere dello stesso periodo (XI-XII secolo) e che hanno su un lato uno strano personaggio rappresentato con le mani alzate.

Per quante ricerche io abbia fatto non sono riuscito a trovare un benché minimo studio che permetta di capire chi possa essere il personaggio rappresentato allo stesso modo nella valle del Trigno e in quella del Rodano.

Eppure sono convinto che un significato debba nascondersi in quell’anonimo personaggio in posizione così strana.

Si potrebbe pensare ad un personaggio in atteggiamento di preghiera con le braccia allargate e con le mani aperte verso l’oggetto di venerazione.

Nel Molise abbiamo tre esempi importanti di monaci oranti.

Tutti nell’antica abbazia di S. Vincenzo al Volturno: due in altrettante nicchie della cripta semianulare delle grande basilica dedicata a S. Vincenzo di Saragozza dall’abate Josue e l’altro all’interno della cripta di Epifanio.


L’abate Josue. S.Vincenzo al Volturno (Molise)


L’abate Talarico. S.Vincenzo al Volturno (Molise)

Le prime due rappresentano gli abati Josue e Talarico (le figure sono state eseguite intorno all’anno 824), la terza rappresenta l’anima dell’abate Epifanio alla vigilia della sua morte (anno 842).


L’anima dell’abate Epifanio. S.Vincenzo al Volturno (Molise)

Nei tre i casi volturnensi l’impostazione delle mani e l’atteggiamento delle figure sono di serena devozione.

Diverso è invece l’atteggiamento dei personaggi dei due capitelli.

In ambedue i casi sembra che vi sia l’espressa intenzione di evidenziare una sorta di tentativo di alzare la cornice sotto la quale ognuno dei due personaggi si trova.

Infatti, una differenza tra i due permette di escludere che essi vogliano rappresentare figure oranti.

Nel  capitello della cripta di Cruas i pollici delle mani sono all’interno, sicché i palmi aperti sono rivolti verso chi guarda. Nel capitello di S. Maria di Canneto, invece, i pollici sono all’esterno, per cui i palmi sono rivolti al contrario.

Dunque, se è vero che i due rappresentino lo stesso personaggio, evidentemente il significato non può ricondursi ad un gesto di preghiera.

Conseguentemente, per cercare di capire qualcosa, dobbiamo indirizzare l’attenzione a qualche altra rappresentazione analoga.


Abbazia di Cruas (Rodano)


S. Giorgio di Petrella Tifernina (Molise)

Forse a questo punto ci può venire incontro un altro bassorilievo, anch’esso riconducibile all’XI- XII secolo, che si trova all’interno della basilica di S. Giorgio a Petrella Tifernina e del quale mi sono già occupato per tentare di capire chi sia l’individuo che vi è rappresentato.

Ho la personale certezza che nel caso di Petrella si tratti di Adamo che tenta di sollevare la pietra della sua tomba nel momento in cui Cristo è sceso nelle tenebre e lo ha raggiunto nel complesso viaggio compiuto nei tre giorni che anticiparono la resurrezione. (http://www.francovalente.it/2011/07/11/chiesa-di-s-giorgio-a-petrella-tifernina-adamo-che-esce-dalle-tenebre/).

Sulla scorta di tale analogia avanzerei l’ipotesi che, sia il personaggio della basilica di Cruas, sia quello del capitello erratico di S. Maria di Canneto, vogliano rappresentare Adamo che compie lo sforzo di uscire dalle tenebre.

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3 Commenti

  1. cristian 8 dicembre 2011 at 11:46

    in effetti quello di Cruas viene definito “orant” un po’ da tutte le fonti reperite online

    http://www.dailymotion.com/video/xd6fwi_cruas-au-xxie-siecle-visite-de-l-ab_travel (min 5.42)

    http://lieuxsacres.canalblog.com/archives/p294-4.html

    http://www.terres-romanes.lu/cruas.htm

    allego i vari riferimenti trovati in rete, magari il contesto e le altre figure possono aiutare a capire se c’e’ un collegamento tra i due oranti cosi’ distanti (seppure anche io escludo che il secondo sia, appunto, un’orante)

    Cp

  2. Rachel Boulton 30 dicembre 2011 at 19:40

    Che sorpresa – interesantissimo – mille grazie!
    Il primo giorno a Civitanova l’anno prossimo – andremo a S. Giorgio a Petrella Tifernina.
    Tanti auguri di felice Anno Nuovo

  3. Franco Valente 30 dicembre 2011 at 20:29

    Carissima Rachel,
    la scoperta è tua! Un abbraccio forte anche a Richard con gli auguri per il nuovo anno!

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