Franco Valente

Caro Franco, come stai? Questa mattina mi ha scritto un giovane molisano…

Questa mattina, accendendo il computer ho trovato una lettera che mi è stata inviata da un giovane molisano.

E’ il dono più bello di questo inizio di anno perché mi gratifica personalmente e mi fa capire che forse questo blog lascia qualche traccia nelle persone che amano la propria terra molisana e in chi si vuole avvicinare ad essa.

Gli ho chiesto l’autorizzazione a pubblicarla evitando di mettere il nome.

Sono stato autorizzato e la pubblico volentieri perché mette in risalto sensazioni e considerazioni che in maniera sintetica mi sono state inviate da altre centinaia di lettori, giovani e meno giovani, di questo sito da quando l’ho avviato.

Un abbraccio affettuoso a tutti.

Franco Valente

Caro Franco, come stai?

Ti scrivo per farti i miei migliori auguri per un buon 2012, avrei voluto farlo di persona seguendo almeno due dei tre appuntamenti previsti per la fine dell’anno ma purtroppo mi sono beccato dei sintomi influenzali che mi hanno costretto a letto.

Ho visto l’ultimo articolo che hai messo sul blog e devo dire che in parte lo condivido anche se avrei dei commenti da fare al riguardo.

La situazione del Mezzoggiorno non è rosea lo sappiamo….


Ma vedere le previsioni demografiche riguardanti l’Italia nel 2065 porre come residenti nel meridione d’Italia SOLO 1/6 della popolazione complessiva del paese è sconcertante, sopratutto se si pensa che nel 1959 avevamo circa più di due milioni di persone Rispetto al regno di Sardegna.


Questo come tanti altri fattori a partire dai quali il modo in cui il regno borbonico è stato conquistato, le finalità che c’erano alla base di tale conquista e i ripetuti torti che la nostra gente ha dovuto subire, non fanno che acuire il dolore e la rabbia di chi ancora vive sulla propria pelle e in maniera diversa dal passato quelle ingiustizie.


Tuttavia provo sdegno in chi auspica un ritorno ad una secessione sia da Nord che da Sud.


Questo paese è si stato fatto male ma ha subito e subisce tuttora dei fenomeni come per esempio la prima guerra mondiale nel primo caso o l’emigrazione interna a partire dal dopoguerra nel secondo, che comunque hanno creato mescolanza, confronto, gente del nord è diventata amica o ha sposato gente del sud e viceversa.


Non è un caso se le città del nord pullulano di cognomi meridionali perchè meridionali sono state le braccia che hanno rinforzato l’anima industriale di quelle città e le hanno fatte diventare, assieme all’Italia, dei veri e propri simboli di civiltà e benessere.


Tornare indietro, per quanto mi riguarda (e non dico che tu propendi per questa tesi sia ben chiaro!) è di fatto anacronistico.


Ciò che più mi rammarica di questo “centocinquantennario” ormai trascorso è il fatto che non c’è stato un dibattito storico su questo incontro-scontro, su come sia stata compiuta la conquista e a che fini (come sopra ho detto), sul fatto che ancora non si parla di come la questione meridionale sia un fenomeno che si sarebbe potuto debellare tranquillamente anche grazie ai NOSTRI politici.


Le grandi mafie d’altronde  non sono altro che una risposta, seppur infinitamente negativa, del vuoto di potere che è si è venuto a creare dopo l’avvento della dinastia Sabauda.


Vuoto di potere che la repubblica avrebbe potuto colmare avendo avuto al suo servizio uomini straordinari (es. Falcone e Borsellino) ma che ha preferito mantenere.


Ricordo sempre le giornate in cantiere sull’alta velocità vicino Caivano a tracciare gli svincoli stradali per le campagne campane.


C’era un casino di caccia, Lupara Bianca si chiamava, era il ritrovo di prostitute e africani che raccoglievano i pomodori a pochi spiccioli per qualche contadino nostrano; immaginavo sempre come poteva essere stato bello quel luogo nell’800 e invece come ora il degrado avesse lasciato solo l’ombra del suo bel passato.


Siamo stati traditi, è vero, ma il tradimento più grande lo abbiamo avuto da noi stessi, dalla nostra stessa gente.

Meridionali sono molti capimafia e meridionali sono molti politici che quando si sono battuti contro un ingiustizia o per risanare un danno lo hanno fatto pensando sempre al proprio interesse (l’auditorium, d’altronde, non fa meno schifo del polo scolastico di 14 milioni di euro a S.Giuliano di Puglia).

Perchè dire tutto ciò?, Solo per l’articolo?


No. Un domani i miei paesi saranno vuoti, si riempiranno di gente forse anche meridionale ma che non saprà niente di essi, in alcuni di questi il profumo di legna bruciata già non ci riempie più i polmoni e questo mi fa rabbia e mi da tristezza.


Tuttavia, se avremo ancora memoria, se avremo ancora cultura, non tutto sarà perduto.


Non smettere quindi Franco di seminare cultura, siano esatte o meno alcune delle cose che dici (tutti possono sbagliare), ti venga o meno qualche dubbio per me è perfettamente accettabile.


Come è bellissimo vedere con quanto impegno dispensi cultura gratis, chi ti è avverso potrà sempre contestarti ma io potrò rispondergli semplicemente:”visto che sa tutte queste cose perchè se le tiene per se e non le dispensa a tutti?”


E proprio questa la cosa che più stimo di te, il dispensare cultura CON AMORE, io potrò vivere pure a Shangai un domani ma non mi scorderò mai della cripta di Epifanio e della tua lezione, del libro e della pietra poligonale di Sepino e di molto altro ancora.


Queste cose scorrono nel mio sangue fanno parte di me, e a chi verrà da lontano io potro dire: “guarda, ora ti spiego, ora ti narro della mia terra” anche se si dovesse trattare di una cosa che “potrebbe sembrare apparentemente banale” come un bastone vescovile o una croce stazionaria.


Aspetto ancora le tue meravigliose storie, ogni volta che ci incontriamo sono più ricco e amo di più la mia terra e questo tu non lo regali solo a me ma a tante altre persone e nessuno potrà mai levarglielo.


YALLA! YALLA! (andiamo, diamoci una mossa! e’ arabo)


Andiamo Fra, non fermarti!!


Grazie per quanto hai fatto l’anno scorso e ancora auguri!

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2 Commenti

  1. Gianluca 3 gennaio 2012 at 13:50

    Come ogni anno non ho saputo resistere, così anche io sono ritornato nella terra della mia famiglia. Quest’anno, però, non sono riuscito ad essere in alcun modo propositivo verso questi luoghi, verso le persone che la rappresentano e la vivono tutti i giorni e che fanno di tutto per ricordartelo ogni volta in cui provi ad offrire disponibilità. Quest’anno ho fatto lo spettatore disinteressato e non coinvolto in alcun modo ed ho capito come tutto sia tristemente immobile e che questa condizione richieda comunque grande impegno. Anche non fare nulla implica uno sforzo. I molisani seguono un detto antico che dice “LASSA STA’ ‘U MONNE CUME ZE TROVE”. Il mio proposito per il 2012 è quello di seguire questo adagio, aprendo la mia finestra sul Molise tramite questo blog. Capisco l’entusiasmo di questa lettera ma oggi capisco ancora di più le rimostranze dell’Architetto Valente più volte pubblicate in queste pagine. Mi auguro di cuore che il Molise ed i molisani sappiano smentirmi quanto prima! Buon 2012 a tutti. Con affetto,

  2. Franco Valente 3 gennaio 2012 at 23:03

    Ho una certa età e non ho alcun interesse economico a tenere aperto questo blog. Mi hanno pure chiesto di inserire pubblicità a pagamento ma non ho dato seguito.
    Forse un giorno lo farò per finanziare qualche iniziativa culturale.
    Gianluca dice cose sante che fanno capire che esiste una malinconica rassegnazione.
    Ma anche se sono convinto che nulla cambierà in meglio, continuare a lottare contro una classe di politicanti aridi serve almeno a impedire che si sentano con la coscienza tranquilla.
    Dirà qualcuno che forse gli ignoranti (e i politici ignoranti in particolare) hanno sempre la coscienza tranquilla.
    Perciò ho dato il titolo “il Molise che sogno”.
    Voglio illudermi che questo blog qualcosa di buono faccia almeno per mantenere alta la tensione.
    Se non altro è, credo, l’unicio luogo dove si può dire tranquillamente ciò che si pensa.
    Domani è un altro giorno e per ora sono contento di aver acceso la miccia della questione della Direzione Generale della Fondazione Molise Cultura…

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