Franco Valente

“La Grotta di conte Pannone” a Pozzilli e la leggenda del cunicolo del castello di Venafro.

La Grotta di conte Pannone a Pozzilli  e la leggenda del cunicolo del castello di Venafro.

A Pozzilli, poco a monte del Cimitero, le prime coste della montagna (coste del Finocchio) sono caratterizzate da una serie di terrazzamenti che reggono alcuni oliveti. Una parte di questo territorio viene chiamata popolarmente “la Grotta di Conte Pannone”.

Non saprei dire a quale epoca risalga tale denominazione, ma ho ragionevoli motivi per ritenere che quel toponimo sia nato tra il XVII ed il XVIII secolo quando si cercava di dare una spiegazione alla esistenza di un cunicolo che, con molta evidenza, si dirigeva verso Venafro da una parte e verso l’attuale abitato di Pozzilli, dall’altra per continuare poi nell’Alta Valle del Volturno.
L’abitato di Pozzilli non ancora si era sviluppato anche se un nucleo senza una particolare conformazione urbanistica già doveva esistere sotto il nome di Caspoli.

Nel 1645 monsignor Cordella, vescovo di Venafro, aveva fatto trasferire la parrocchia di S. Caterina d’Alessandria dall’antico abitato di Trasarcio di Concacasale in basso, nei pressi di un piccolo nucleo presistente, Caspoli, che così si accrebbe in maniera consistente.


Il cunicolo romano in opus coementicium in località S. Lucia

Secondo una non ben documentata tradizione il nuovo abitato avrebbe preso il nome di Pozzilli per la scoperta di una serie di piccoli pozzi collegati ad un cunicolo che altro non era se non il condotto dell’antico acquedotto romano di Venafro.

http://www.francovalente.it/2008/10/16/l%E2%80%99acquedotto-di-venafro-e-l%E2%80%99editto-di-augusto/

In effetti a Venafro qualche sospetto era venuto a Ludovico Valla che alla fine del XVII secolo aveva scoperto proprio a Pozzilli, sulla porta di un pagliaio,  un reperto che in maniera inequivocabile attestava che in quella zona passasse l’antico acquedotto:

IVSSV – IMP – CAESARIS
AVGVSTI – CIRCA – EVM¬
RIVOM – QVI – AQVAE.
DVCENDAE – CAVSA..
FACTVS – EST. OCTONOS
PED – AGER – DEXTRA –
SINISTRAQ – VACVVS –
RELICTVS – EST –

Si ritrova questa in una pietra posta per pezzo d’uscio d’un Pagliaio nella Villa del Puzzillo nelle ultime habitationi che vi sono da me con ogni fedeltà trascritta: et un altra in tutto si¬mile senza alcuna differentia si ritrova nella sel¬ciata avanti la porta della Terra dei Colli della Badia di S. Vincenzo in Vulturno, d’onde passava, e se ne vedono ancora i vestigi, il sudetto Aqui¬dotto, assai però logoro, e guasto dal continuo passaggio, a segno, che non haverei da me stesso, quando la vidi, saputo leggerla, se non havessi havuto cognitione dell’altra. Può probabilmente credersi cotali pietre in maggior numero essere state poste, a compartire in convenevol distantia per tutto il corso dell’aquidotto affin di far noto l’ordin d’Augusto.
(L. VALLA, Storia di Venafro (ms. XVII sec.), ed. a cura di F. DEL PRETE DI BELMONTE, Napoli 1905, pp. 32-36)

All’epoca di Ludovico Valla si avviavano nel territorio venafrano gli studi sulla storia passata ed è allora che cominciarono, probabilmente, a fiorire le leggende sulla famiglia Pandone, il cui ultimo conte Enrico, nel 1528, era stato decapitato a Napoli per aver tradito la causa spagnola.


Tracce dell’acquedotto in località Grotta di Conte Pannone

Nell’immaginario collettivo i Pandone di Venafro, che furono signori di un vasto territorio che prendeva tutta l’alta Valle del Volturno, da Prata Sannita a Cerro a Volturno, da Venafro a Boiano, non solo costruirono (o comunque trasformarono) decine di castelli, ma li collegarono tra loro con cunicoli sotterranei di cui ancora oggi la tradizione popolare parla.

Un cunicolo avrebbe collegato il castello di Venafro a quello di Prata Sannita, ma un altro, di cui la gente era convinta che esistessero le tracce, lo avrebbe unito a quello di Cerro a Volturno.


L’acquedotto romano a Pozzilli in località Stingone (Capo d’acqua)

In realtà la leggenda era stata determinata dalla scoperta da quella serie di cunicoli che in qualche modo si potevano mettere in connessione tra loro. Quei condotti altro non erano che la parte sopravvissuta dell’acquedotto romano di Venafro che terminava proprio nei pressi del castello di Venafro e che, passando per Pozzilli giungeva fino alle sorgenti del Volturno.
Da qui a ritenere che quei collegamenti, spesso scavati nella roccia, fossero la via di fuga per i Pandone in caso di assedio prolungato il passo fu breve.

In realtà proprio all’altezza del Cimitero di Pozzilli, esattamente nel luogo che viene chiamato ancora oggi “la Grotta di conte Pannone”, vi sono tracce consistenti dell’antico cunicolo romano che continua ad alimentare una storia che sopravvive solo nell’immaginario collettivo delle persone più anziane di Pozzilli.


Il cunicolo romano scavato nella roccia in località S. Lucia

Tempo fa, in occasione di un sopralluogo, rinvenimmo un tratto di muratura lungo 28  metri e un cunicolo completamente riempito con materiale derivato dallo spietramento dei terrazzamenti.

Un tratto consistente del cunicolo si trova sotto la casa della famiglia di Ernesto Passarelli, nel centro urbano di Pozzilli.
Altri tratti, ormai conosciuti nel territorio di Pozzilli, sono ben visibili anche se in pessime condizioni in località S. Onofrio, Stingone, Capo d’acqua, S. Lucia.


Tratti di muro in località Grotta di conte Pannone

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1 Commento

  1. Nome 5 febbraio 2012 at 21:45

    Ciao Franco a parte come ti dicevo una parte lunga quasi 30 metri passa sotto la mia abitazione parallela quindi a Via Garibaldi ma credo che una parte sia visibile anchesulla strada che da Roccaravindola va a Colli all’altezza della diga che stà sotto Colli appunto tu che ne pensi e sempre lo stesso secondo te???

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