Franco Valente

Lo scandalo dei musei inutili e non finiti nel Molise

Lo scandalo dei musei inutili e non finiti nel Molise.

Chi deve rendere conto di questo immenso sperpero di denaro pubblico?

Si tratta di costruzioni spesso mai utilizzate o che non verranno mai aperte.

La tecnica è sempre la stessa:
dare incarichi a professionisti di corte,
approvare progetti faraonici o privi di qualsiasi concretezza
ottenere finanziamenti per grazia politica ricevuta
appaltare, appaltare, appaltare
non finire l’opera
mai renderla fruibile

Vediamone qualcuno:

Il Museo archeologico di Pietrabbondante. Una costruzione faraonica che non potrà mai essere utilizzata perché fuori del contesto archeologico e con una tipologia edilizia del tutto campata in aria.

Il Museo della liturgia di Petrella Tifernina. Una costruzione tirolese a sfregio davanti alle più belle absidi della regione. Vi dovevano essere messe le statue di S. Giorgio. Ci hanno messo dentro quattro uccelli imbalsamati e, dopo aver chiuso la porta, hanno butatto la chiave!

 

 

Il Museo archeologico di S. Vincenzo al Volturno. Un ammasso bestiale di lamiere. Mai finito e mai utilizzato, comincia a crollare.

(?)
Il Museo della Fauna a Rocchetta a Volturno Vecchia. Mai aperto. Sta crollando perché abbandonato da oltre 15 anni.

(?)
Il Museo della fauna a Castel S. Vincenzo. Appena messi gli uccelli imbalsamati, un corto circuito (si dice) ha bruciato tutto e non se ne è più parlato.

(?)
Il museo dell’Orso a Pizzone. Hanno fatto anche i recinti per gli orsi. Una cosa ignobile mai aperta (… anche se ci viene da dire: “fortunatamente”)


Il Lapidario di Casalpiano. Se c’è l’eremita disponibile si può visitare mentre l’area archeologica è totalmente disastrata.


Il convento di S. Nazzario di Morrone del Sannio. Almeno 5 miliardi di lire buttati al vento. Mai finito comincia a crollare!


Il Museo del Paleolitico a Isernia. Spesi oltre 30 miliardi di lire. Non si capisce quando sarà finito, chi metterà i soldi e come verrà gestito.


Il Museo dell’anfiteatro di Larino. Una sciagurata modernizzazione di un edificio storico che non vede fine.


Infine il misterioso museo archeologico di Faifoli per il quale, esattamente un anno fa, scrissi questa lettera al Sindaco.

Venafro 1 febbraio 2011
Gentile Enrico Galuppo
Sindaco di Montagano,
più di una persona mi ha scritto per sapere cosa ne pensi di quell’edificio costruito nei pressi dello storico e importante sito di Faifoli.
Poiché sto cercando di capire qualcosa sull’uso del denaro pubblico per iniziative che, oltre che essere estemporanee, sono estremamente costose e non producono alcun beneficio alle comunità locali, Le sarei grato se mi facesse sapere quali sono le finalità del complesso, l’origine del finanziamento, il relativo costo, l’anno del finanziamento, il progettista e i benefici che sono derivati dalla sua costruzione.

Insisto soprattutto sul raggiungimento degli obiettivi perché capita spesso che vengano fatte opere con una finalità e che poi rimangano inutilizzate o utilizzate per cose del tutto diverse.
La ringrazio per l’attenzione che riserverà alla presente.
Franco Valente

 

Il giorno dopo mi arrivò questa risposta:

Montagano 2 febbraio 2011
Carissimo Architetto
Rispondo subito alla tua mail indicandoti il tecnico progettista e ideatore
di quel sito che, interpellato direttamente, sicuramente saprà rispondere a
tutte le tue domande. L’unica cosa che il sottoscritto aggiunge e che al
99% quel sito sarà inaugurato il 30 aprile p.v. e che tu certamente sarai
invitato.
Ti saluto cordialmente Enrico Galuppo

 

Tra l’altro l’architetto che l’ha progettato ha fatto pure begli interni nel Molise, ma il 30 aprile 2011 è passato da quasi un anno e fino ad oggi non mi è arrivato alcun invito perché il Museo è diventato un’altra cosa!

 

 

 

Questi sono solo alcuni esempi!

 

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7 Commenti

  1. Sigrid Pattheeuws 19 febbraio 2012 at 16:53

    Caro Franco, che tristezza, e quanto deve essere frustrante per te dover sempre portare queste brutte notizie.
    C’è speranza per la nostra bella regione?

  2. Franco Valente 19 febbraio 2012 at 17:19

    Carissima Sigrid,
    mentre commentavi un carissimo amico archeologo mi ha ricordato il museo di Faifoli, che ho subito aggiunto.
    Ciò che dà forza ai nostri sogni è la certezza di poterli realizzare…
    Comunque esistono anche musei pregevoli che sono del tutto sconosciuti, come quello dei coltelli di Frosolone o altri di cui presto farò una rassegna.
    Se non altro per dare merito a chi si impegna veramente in questa regione.

  3. Sigrid Pattheeuws 19 febbraio 2012 at 18:01

    Meno male che ci sono anche queste persone impegnate. La tua rassegna mi servirà anche a continuare la mia piccola promozione del Molise presso i miei studenti.
    Un abbraccio, e come si dice, “keep up the good work”!

  4. Nicola 19 febbraio 2012 at 22:07

    Non mi chiamo Sigrid ma mi sento di scrivere: “Up patriots to arms!”
    http://www.youtube.com/embed/bDLDT31uBok?autoplay=0

  5. luigibucci 21 febbraio 2012 at 02:41

    Condivido appieno la tua amara analisi che è anche la mia . In questa regione basta la scoperta di una banalità e subito:FACCIAMO UN MUSEORisultato;una miriade di fabbricati incompleti senza senso e senza speranza voluti dal sindachetto locale illuso dalla calata di migliaia di visitatori e da un tornaconto turistico-economico che non arriverà mai..Perchè non ne fai un libro,potrebbe essere una idea.Il titolo lo scegliamo insieme.

  6. Ennio Venditti 21 febbraio 2012 at 14:38

    Il Molise è una parte infinitesimale del degrado-spreco nazionale. Eppure se a quella briciola d’arte presente sul nostro territorio si desse valore e costrutto ne beneficerebbe, a livello di notorietà ed economico, l’intera regione. Ma i nostri amministratori sono sordi, ciechi e incompetenti.

  7. Enrico Galuppo 2 dicembre 2018 at 18:27

    Il Molise non esiste.
    Si deve ricordare che per i musulmani il Vangelo quale e’ stato annunziato dai cristiani di Arabia al tempo di Muhammad , sarebbe stato adulterato nei passi essenziali , cioe’ nei passi che sono in contrasto col Corano, che sarebbe il metro della veridicita’ della rivelazione divina , cosicche’ cio’ che non accorda col Corano sarebbe falso. L’ unico Vangelo che i musulmani accettano e’ il Vangelo di Barnaba ‘ ( Infl Barnaba) , nel quale molti studiosi musulmani credono di trovare il Vangelo autentico, quello che sarebbe esistito anticamente. Si tratta di un’ opera , scritta verosimilmente nel secolo XVI da un autore che ignorava chiaramente la geografia della Palestina , per la gloria dell ‘Islam , che pero’ – contro il Corano che proclama che soltando Gesu’ e’ il Messia- attribuisce questo titolo a Muhammad. tradotto in arabo nel 1908 , il Vangelo di Barnaba e’ oggi diffuso in molti paesi musulmani. L. 662/96 NA – paleografia

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