Franco Valente

Gli archeologi: «Il paleolitico non è una sagra» di Deborah Di Vincenzo

La Pineta
Gli esperti ricordano che a dare visibilità all’area è stato il loro lavoro e le pubblicazioni scientifiche.

Gli archeologi: «Il paleolitico non è una sagra»

Continuano le polemiche sulla gestione del sito e sullo stato di abbandono in cui versa
Deborah Di Vincenzo

Il Tempo
Molise

http://www.iltempo.it/molise/2012/02/28/1325229-archeologi_paleolitico_sagra.shtml

 

Mentre in città non si placano le polemiche legate alla gestione del sito archeologico e mentre si va alla ricerca dei responsabili dello stato di degrado in cui l’area versa, un gruppo di archeologi rompe il silenzio ed entra nel merito della vicenda ricordando che il paleolitico non è una sagra e che se la sua fama ha travalicato i confini regionali e nazionali lo si deve al lavoro degli esperti.

«In tutta questa storia – ribadiscono – sembra che tutti abbiano dimenticato quelli che, negli anni, hanno lavorato perché “il Paleolitico” varcasse la soglia della scoperta casereccia, i confini della tartufata e dell’indigeno Homo aeserniensis e, come si conviene a un Bene dell’Uomo, diffondesse nel mondo la sua vera essenza. Ma noi non dimentichiamo noi stessi. E ci ringraziamo. Grazie a tutti quelli che, nei trent’anni dalla scoperta che fece copertina su Nature, hanno calcato la mano sul suolo de La Pineta; a quelli che, nonostante tutto, ancora lo fanno. Generazioni di archeologi, ricercatori, studenti che hanno seguito la rotta della scienza, ignari del lessico degli appalti e degli intrighi. Non è boria né iperbole dire che è tutto loro – e di chi ne indirizza la mano – il merito della fama di Isernia La Pineta nel mondo». Insomma, a fare la gloria di un sito, oltre la sua oggettiva importanza è la diffusione del suo nome. «Si tratta – ribadiscono gli archeologi – di un bene dell’umanità, non di un prodotto tipico. Provate dunque a contare i libri, i cataloghi di mostre, gli articoli scientifici, le tesi, i documentari che titolano “La Pineta” ma non parlano di beghe da stanza dei bottoni; o a sfogliare i diari di scavo: lì troverete i nomi di chi, dimenticato e innominato, ha fatto “il Paleolitico”». Intanto, alla luce delle criticità evidenziate nei giorni scorsi, sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione Michele Iorio, che ha annunciato un incontro per studiare il farsi. «È auspicabile – ha ribadito il governatore – il ricorso al buon senso di tutti per ottimizzare le risorse materiali, finanziarie ed umane e giungere quindi al traguardo cui sono certo tutte le istituzioni mirano: la salvaguardia, la promozione e la fruibilità piena delle ricchezze del Paleolitico, e in generale di tutto il patrimonio archeologico e culturale del Molise. A tal fine, nei prossimi giorni, mi farò promotore di un incontro con ciascuno dei soggetti istituzionali competenti per affrontare insieme le problematiche e le criticità che impediscono, ancora oggi, al Molise di potersi giovare pienamente, anche ai fini della crescita e dello sviluppo, dei suoi tanti ed eccezionali beni culturali».
28.2.2012

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