Franco Valente

Un nuovo saggio: Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina

Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina

Il 29 marzo 2012 si è presentato a Roma, nella sede della casa editrice Cangemi, il volume piccolo di formato ma ricco di contenuti, che va sotto il titolo “Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina”.

Confesso subito che il titolo non mi piace perché è sicuramente riduttivo (e in qualche modo deviante) rispetto ai suoi importantissimi contenuti. Ma non è questo il problema.

Il lavoro degli autori (Francesco Gandolfo, Manuela Gianandrea, Walter Angelelli, Francesca Pomarici) costituisce adesso un pilastro fondamentale sul quale edificare le future considerazioni sulla storia di questo insigne monumento che, come viene ripetuto più volte nel corpo dei singoli saggi, è ancora avvolto nel mistero.

D’altra parte le certezze, quando si esamina un edificio storico del quale poco parlano i documenti, appartengono agli studiosi superficiali.

Il volume, credo, sarà motivo per avviare una riflessione sulla storia del nostro territorio per evitare che errori di restauro e valutazioni affrettate possano portare sulla strada della cattiva conoscenza.

Purtroppo l’edizione, nonostante l’esperienza e la tradizione della casa editrice, rivela alcune carenze iconografiche che fanno riflettere sulla circostanza che spesso i saggi vengano pubblicati più per chi li scrive che per chi li deve leggere.

Insomma non si può parlare di monumenti e di storia dell’architettura senza pubblicare i rilievi architettonici e senza garantire una perfetta leggibilità dell’apparato fotografico.

Questa carenza costringe il lettore a una faticosissima lettura e rilettura dei brani per capire di cosa si stia parlando.

Comunque, a parte queste considerazioni, il volume è un preziosissimo e fondamentale mattone che contribuisce a ricostruire le fasi di un complicato monumento della storia dell’architettura molisana.

Rimangono da svelare, dunque, i cosiddetti misteri delle origini e dei perché di questa intrigante architettura.

Ho trovato, per quello che mi interessa personalmente, particolarmente utile la parte scritta da Manuela Gianandrea che richiama una poderosa bibliografia per giustificare una serie di conclusioni che non ancora prendono il corpo delle ipotesi definitive, ma che, comunque, sollecitano ulteriori approfondimenti.

Insomma, il dibattito è stato autorevolmente aperto e vale la pena di approfittarne.

Prima di tutto quello sulla strana anomalia della pianta.

Su una cosa da tempo sto riflettendo e credo che debba essere in futuro attentamente considerata.

Se si misura la lunghezza della parete laterale interna di sinistra si scopre che è esattamente due volte la lunghezza della parete di fondo o due volte la parete su cui si aprono le absidi.


S. Giorgio di Petrella. La corrispondenza delle lunghezze

Altra considerazione che necessariamente deve far riflettere è che non si può immaginare di coprire con crociere la navata centrale per l’impossibilità di appoggiare correttamente i costoloni sulle semicolonne dei pilastri.

Diversamente, se si prendono separatamente la due navate, esse sono correttamente voltate con archi di raccordo tra i pilastri perfettamente ortogonali alle pareti.

Queste semplici considerazioni aiutano in qualche modo a risolvere almeno il mistero della strana anomalia della pianta, perché appare evidente che si tratti di un rimontaggio di blocchi lapidei che erano stati realizzati per un edificio che avrebbe dovuto avere una regolarissima forma architettonica e che, per un accidente che prima o poi ci verrà rivelato, ne ha avuta un’altra.

Orbene, mentre le datazioni, le considerazioni stilistiche, le analisi iconologiche ed iconografiche, possono dare adito a interpretazioni, la geometria non lascia spazio alla fantasia.


S. Giorgio di Petrella. La probabile pianta originaria

S. Giorgio di Petrella. La costruzione geometrica a quadrati aggregati

S. Giorgio di Petrella. La pianta attuale

E la geometria è il punto di partenza per qualsiasi ulteriore approfondimento sulla chiesa di S. Giorgio di Petrella Tifernina le cui trasgressioni planimetriche insieme al complesso e stupefacente apparato simbolico sono motivo dinamico per andare alla ricerca di quella regolarità che è stata il motivo della sua originaria esistenza.

L’impianto originario della chiesa di S. Giorgio era assolutamente regolare ed era formato, nella sua impostazione complessiva, dall’aggregazione di due quadrati. Nulla di più semplice. Come per l’originaria cattedrale di Guardialfiera dell’XI secolo.

Poi è accaduto qualcosa di imprevedibile e sul quale avremo modo di tornare.

La parete di sinistra, quella che ora si affaccia sulla strada, è stata smontata e rotata di alcuni gradi senza muovere le absidi.
Di conseguenza si sono dovuti modificare gli allineamenti delle colonne e, ovviamente, anche la parete di sinistra.

Quando e perché?

Ne riparleremo!

http://www.francovalente.it/2009/04/23/i-misteri-di-s-giorgio-martire-a-petrella-tifernina/

http://www.francovalente.it/2011/07/11/chiesa-di-s-giorgio-a-petrella-tifernina-adamo-che-esce-dalle-tenebre/

http://www.francovalente.it/2011/12/05/due-capitelli-simili-nella-basilica-di-s-maria-di-canneto-nel-molise-e-nellabbazia-di-cruas-in-francia/

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3 Commenti

  1. Leodoro 30 marzo 2012 at 09:42

    ciao Franco continua cosi a spiegarci il meglio del nostro Molise
    a presto LEO

  2. Franco Valente 15 agosto 2012 at 21:42

    … neppure un vago grazie per questo articolo che è stato letto da oltre mille lettori di questo blog….

  3. Mimmo d'Amico 2 dicembre 2017 at 02:55

    Grazie Franco!!
    Sempre attento e preziosissimo, il tuo sguardo d’autore.

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