Franco Valente

Le musiche di Marcello Pepe da Civitacampomarano. Quando una notizia viene travisata.

Le musiche di Marcello Pepe da Civitacampomarano. Quando una notizia viene travisata.


Scoprire non sempre vuol dire essere il primo…. Quando Cristoforo Colombo scoprì l’America, quel continente era stato già scoperto da chi ci abitava da molto prima del suo arrivo. Ciò non significa che Cristoforo Colombo non abbia fatto una scoperta!

Qualche giorno fa a Bologna, mentre si parlava di musica antica molisana durante un matrimonio, un mio nipote mi ha suggerito di andare su you-tube per ascoltare un “miserere” scritto da un anonimo musicista di Civitacampomarano nella seconda metà del XVIII secolo.

Poiché sono dotato di un apparecchio telefonico in grado di collegarsi via internet al motore di ricerca di Google sono riuscito a sentire quel pezzo.

Scrivendo “Civitacampomarano” e qualche titolo di pezzi religiosi è venuto fuori anche un sito nel quale è possibile leggere una quantità notevole di spartiti musicali che nel sito stesso vengono ricondotti a un autore di Civitacampomarano e che risponde al nome di Marcello Pepe.

Poiché lo schermo di un telefonino è piuttosto piccolo, non avevo capito che questi spartiti si trovassero nella biblioteca Albino di Campobasso.

Questa la mia scoperta sensazionale:

http://www.internetculturale.it/opencms/opencms/it/ricercaMagExpansion.jsp?searchType=avanzato&channel__creator=Pepe%2C+Marcello+%3C1816-1901%3E&opCha__creator=OR&opCha__contributor=OR&q=&channel__contributor=Pepe%2C+Marcello+%3C1816-1901%3E&pag=1

Immediatamente ho telefonato a Matteo Patavino, che insieme a me fa parte del Consiglio Scientifico dell’Associazione Borghi d’eccellenza del Molise, per proporgli di dare ampia diffusione a questo notevole patrimonio musicale molisano organizzando a Civitacampomarano un festival dedicato alla musica sacra del Regno di Napoli.

Verificato il suo entusiasmo, ne ho parlato telefonicamente con Maurizio Varriano, che è il coordinatore dei Borghi, e subito dopo al sindaco di Civitacampomarano Paolo Manuele, ambedue egualmente entusiasti della proposta.

Insomma io non ho mai visto materialmente questi spartiti che, peraltro, ritenevo stessero a Napoli.

NON HO MAI DETTO DI AVER FATTO UNA SCOPERTA!

Non abbiamo neanche mai parlato della qualità della musica di Marcello Pepe.

Non mi sono neppure preoccupato di sapere se qualcun altro li avesse studiati e se esistesse una edizione critica di quelle musiche.

Il dialogo tra me, Paolo Manuele, Maurizio Varriano e Matteo Patavino si è incentrato esclusivamente sulla grande opportunità di concentrare nel castello di Civitacampomarano un interesse internazionale per un patrimonio musicale che è sconosciuto al grande pubblico.

La notizia dell’iniziativa è stata data con assoluta correttezza, tant’è che il giornalista non ha fatto alcun cenno al valore dei testi musicali, ma solo alla originalità della proposta di una valorizzazione di quel patrimonio.

Immediatamente dopo è scattata la puntualizzazione del dott. Vincenzo Lombardi, direttore della Biblioteca Albino di Campobasso, che ha voluto elencare le decine di iniziative che la sua Biblioteca aveva già avviato per la catalogazione di tale materiale.

Che devo dire?
BRAVO! Ha fatto il suo dovere di Direttore della Biblioteca!

Catalogare rientra nei doveri istituzionali di una biblioteca. Non serve alcuna puntualizzazione.

Ancora di più una biblioteca ha il dovere della digitalizzazione che non è una fatto scenografico. Tutto fatto con denaro pubblico speso bene.

Ben diversa è la valorizzazione di quel patrimonio.

Il direttore della Biblioteca Albino nel fare il suo dovere non può assolutamente ritenere che quel patrimonio culturale sia di sua proprietà.

Il dott. Lombardi ha sbagliato nel caratterizzare la sua  puntualizzazione con una serie di frecciatine tra l’ironico e il sarcastico sull’interesse che la notizia avrebbe suscitato nella sua persona facendogli scattare il desiderio di apprendere cose nuove dalla scoperta.

Una puntualizzazione che mi ha dato particolarmente fastidio perché riapre l’annosa questione di chi abbia titolo esclusivo ad occuparsi del patrimonio che è materialmente depositato in una biblioteca o in un archivio o in un museo o in una pinacoteca.

Dalla mia scoperta il dott. Vincenzo Lombardi non potrà mai avvalersi perché la mia non è una scoperta. Ed sa perfettamente che non potrei mai vantarmi di una cosa del genere.

E’ stata una esagerazione del giornalista. Il dott. Lombardi lo ha capito perfttamente, ma non si è saputo trattenere dall’ironizzare.

La nostra vera scoperta sta nel fatto di aver intuito che il materiale prodotto da Marcello Pepe potrebbe costituire un motivo per la valorizzazione di un borgo come Civitacampomarano che, a mio modesto parere, è il naturale depositario di questo fondo.

Anzi, non escluderei che l’Amministrazione comunale richiedesse alla Provincia di Campobasso di istituire a Civitacampomarano una sezione staccata della Biblioteca Provinciale affinché questo prezioso materiale, qualunque sia il giudizio critico-musicale, ritorni alla sua comunità e costituisca occasione per richiamare un interesse più ampio in uno dei luoghi più ricchi di storia del Molise.

Il dott. Vincenzo Lombardi potrà tranquillamente recarsi a Civitacampomarano a continuare lo studio del fondo musicale della famiglia Pepe. Così finalmente potremo apprezzare le sue conclusioni sul valore musicale di quelle opere. Ciò non significa che altri non possano esaminare, studiare e, auspicabilmente, scoprire qualcosa di particolare in quelle composizioni musicali.

Spero che il dott. Vincenzo Lombardi, mio carissimo e stimatissimo amico, non faccia come gli architetti molisani: Io non posso fare e perciò non devi fare manco tu….

Il comunicato di Vincenzo Lombardi, Direttore della Biblioteca Provinciale P. Albino di Campobasso:
Sulle pagine web di Informa Molise, datato domenica 6 maggio, e di altri media locali è apparso un articolo, a cura della redazione, intitolato Civitacampomarano.
Rinvenuti 500 manoscritti di canti religiosi di Marcello Pepe, nipote di Gabriele Pepe. Si tratta, come scrive il giornalista, di una  straordinaria scoperta storico-culturale effettuata da Franco Valente su Marcello Pepe, figlio illustre di Civitacampomarano … la scoperta di ben 500 manoscritti di canti religiosi realizzati da Marcello Pepe, nipote di Gabriele Pepe. Il ritrovamento è stato fatto per puro caso dal direttore del comitato tecnico-scientifico dei Borghi d’Eccellenza del Molise, Franco Valente. L’architetto Valente, infatti, a seguito di un concerto che ha seguito a Bologna nell’ambito di un rito religioso è venuto a conoscenza dell’incredibile talento di Marcello Pepe.

La notizia ha suscitato un grandissimo interesse e, come direttore della Biblioteca provinciale, istituto che conserva gran parte delle carte della famiglia Pepe, mi sento in dovere di intervenire. Sento di intervenire, inoltre, anche per interesse disciplinare in quanto musicista e, con un termine che oggi sembra andare di moda, “etno-musicologo” che ha dedicato molti lavori al Fondo musicale Pepe, rintracciabili nei pubblici cataloghi e disponibili presso molte biblioteche italiane.  La vicenda, comunque, per come è stata presentata, suscita molte perplessità fondate proprio in quelle conoscenze e competenze specifiche acquisite in anni di lavoro sui materiali musicali Pepe. Se la notizia sarà confermata, un plauso andrà all’arch. Valente che ha scoperto, così per caso, un tale tesoro. Il prezioso fondo potrebbe permettere di meglio conoscere l’attività musicale di Marcello Pepe e di ricostituire l’ipotetico fondo originario. Una ulteriore curiosità, ha suscitato l’idea progettuale di valorizzazione che il giornalista, secondo  quanto dichiarato dai suoi referenti, lega al ritrovamento dei “500 manoscritti di canti religiosi”, ossia (proprio così scrive) “quella di realizzare un grande festival di canti religiosi ancestrali e non per promuovere non solo la riscoperta di questo filone musicale”. Come studioso del Fondo musicale Pepe ritengo che la notizia vada vagliata con grande attenzione e che, prima di accoglierla, la si debba ben verificare. Ciò detto, mi sembra utile segnalare alcune attività e lavori che la Biblioteca Albino ha dedicato ai materiali musicali Pepe: solo ad esempio segnalo il Catalogo di manoscritti musicali (su CD e in rete) 1999 ed il Catalogo delle edizioni musicali (2000).  Il Fondo musicale è stato oggetto di attenzione anche durante il Convegno nazionale IAML (Roma 2002) dal titolo La biblioteca musicale di qualità. convegno nazionale. 16 ottobre 2002, nell’ambito di Bibliocom 2002 (http://www.iamlitalia.it/convegni/Bibliocom_2002_IAML.htm).

I manoscritti musicali sono stati oggetto di un innovativo progetto di digitalizzazione, pubblicato in sintesi sul sito della Biblioteca già nel 2004 (http://www2.provincia.campobasso.it/biblioteca/digitale/) e, più in dettaglio, nel volume intitolato La Biblioteca provinciale Pasquale Albino verso l’infrastruttura dell’informazione digitale di Angela Di Iorio (2004).  Il progetto è stato apprezzato anche a livello internazionale, ad esempio dalla Università di Berkeley che lo ha segnalato ed inserito nel suo METS Implementation Registry (http://www.loc.gov/standards/mets/mets-registry.html). I manoscritti del Fondo Pepe sono stati resi ricercabili, con le relative immagini digitali, consultabili in Intranet della Biblioteca Albino, già con la pubblicazione di Biblioteca Virtuale nel 1999. Poi, direttamente dalla rete Internet, a partire dalla pagina http://bibliotecadigitale.provincia.campobasso.it:81/pepe/.

Dal 6 febbraio 2009, la ricerca e la consultazione delle circa 16.0000 immagini è possibile anche sul sito di Internet Culturale (http://www.internetculturale.it/) dove, oltre alla ricerca, sono disponibili le pagine di informazione sui materiali del fondo (http://www.internetculturale.it/opencms/opencms/it/collezioni/collezione_0034.html.
I manoscritti e le edizioni del Fondo sono stati esposti in occasione della mostra Le fonti bibliografiche musicali in Molise dal 19-28 maggio 1994, il cui catalogo è stato pubblicato lo stesso anno. In quella occasione l’orchestra ed il coro del Conservatorio eseguirono il Miserere ed altre composizioni di Marcello Pepe.

Molta della musica contenuta nel Fondo è richiesta da musicisti ed organici strumentali e vocali di varie nazionalità che la eseguono e la incidono, come nel caso del Miserere contenuto nel CD audio “Passio” (Pan PC 10243), pubblicato nel 2010. Si capisce bene, allora, la grande sorpresa e l’immenso interesse – sia come direttore  della Biblioteca Albino, sia come studioso – nel leggere di un preziosissimo ritrovamento che arriva del tutto inaspettato, non essendo mai emersa alcuna traccia di tali materiali durante gli studi dedicati al Fondo musicale.  Non c’è che dire, questa notizia dà grande incoraggiamento a chi si dedica senza clamori, con dedizione, alla ricerca ed allo studio, il Molise non smette di riservare sorprese.

Vincenzo Lombardi
(Direttore Biblioteca Provinciale di Campobasso “PasqualeAlbino”)

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