Franco Valente

Anche nel Molise andiamo a firmare il referendum contro le indennità ai parlamentari!

Ha scritto Luisa:
Sono estremamente amareggiata!!!
Siamo sempre pronti a lamentarci ma poi……..
Sono andata al Comune per firmare la richiesta di Referendum per l’abrogazione indennità parlamentari, inutile dire che la quasi totalità degli impiegati era completamente all’oscuro dell’informazione, ho purtroppo constatato, dopo un difficile percorso, che solo cinque persone si erano preoccupate di firmare ad oggi!
Spero che molti altri lo facciano, forse non si arriva alla soluzione del problema, come qualcuno ha evidenziato, sarà pure solo una goccia nell’oceano, come ha detto qualcun altro, ma io credo che un problema offre sicuramente delle soluzioni e che l’oceano è un insieme di gocce…

Scrive Daniele:
E’ da maggio che che si può firmare, ma nessuno sapeva di questa raccolta firme.
Alle ore 21,30 di Giovedi 28 giugno sono andato nel mio comune di residenza a firmare
ero il SECONDO DELLA LISTA!
Vi rendete conto nessuno sa niente e il 26 luglio chiudono tutto e se non hanno raggiunto le 500,000 firme, il referendum non si fà!
I giornali non ne parlano perchè ricattabili, viso che dai partiti prendono un finanziamento pubblico, quindi loro zitti e avranno ancora i loro soldi, così come i partiti avranno i loro.
Prendendo dalle nostre tasche!

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6 Commenti

  1. gianni Meffe 13 luglio 2012 at 13:37

    Architetto,
    L iniziativa è lodevole ma inutile in quanto nell’anno delle elezioni non si possono tenere referendum.

  2. antonio 13 luglio 2012 at 14:39

    Stiamo vivendo un secondo Medioevo dove il” sapere” le cose è affidato a pochi , tacere queste grandi iniziative giova al sistema per mantenere in piedi i poteri forti……..tutto si taglia ma gli stipendi dei politici aumentano…….è ora di cambiare registro e fraCi sentire!

  3. elia 14 luglio 2012 at 14:19

    Ciao Gianni, puoi spiegare meglio:

    L iniziativa è lodevole ma inutile in quanto nell’anno delle elezioni non si possono tenere referendum.

  4. amedeo 18 luglio 2012 at 15:46

    Io sono riuscito a firmare; in piazza. Figuriamoci se mi sarei rivolto
    al comune dove abito: minimo minimo avrei rischiato di essere schedato.

    Ma il mio timore è un altro: il quorum ossia la vigliaccata alla nobile istituzione referendaria. Deve eseere eliminato al più presto altrimenti in Italia non cambierà mai nulla.

    Fa specie constatare che siamo scesi molto molto in basso e che la maggioranza degli italiani ancora non ne prende coscienza.

  5. elia tropeano 18 luglio 2012 at 17:05

    ITALIA. Sono in pochi a parlarne. Eppure dal 12 maggio scorso in Italia è in corso una raccolta firme per un referendum abrogativo. Oggetto della raccolta, indetta dal comitato Unione Popolare, è il taglio parziale delle indennità parlamentari, i cosiddetti stipendi d’oro. Firme totalizzate: 200.000 ( ne occorrono 500.000 perché possa essere ammesso il referendum). Data ultima per firmare: 30 luglio. Dove? Presso i Comuni di residenza. O almeno così si dice.

    L’operazione «oscurata dalle istituzioni per ovvi interessi», secondo il comitato promotore, è avvolta da una coltre di polemiche, dubbi e disorganizzazione. Nonostante le buone intenzioni sembra infatti che molti Comuni non permettano di firmare. «Perché», dicono, «non spetta a noi procurarci tutto l’occorrente».
    E anche in Abruzzo la situazione non va meglio. Sulle pagine istituzionali dei Comuni, non un avviso, non un riferimento. Al cittadino non resta che alzare la cornetta, digitare il numero del proprio Comune di residenza, magari contattando direttamente l’ufficio relazioni con il pubblico (urp) oppure l’indirizzo e-mail del comitato organizzatore referendum@unionepopolare.eu e chiedere informazioni del caso. Telefonate e pretendete informazioni precise.

    UNA MEZZA SFORBICIATA
    La materia è di per sé delicata e di certo sta calamitando l’attenzione pubblica (almeno di chi ne è al corrente). E’ per questo che il comitato ha scelto uno slogan ad effetto: «firmo per tagliare gli stipendi d’oro ai parlamentari…I media ci boicottano ma se il gruppo cresce la casta trema!».
    In realtà l’operazione è molto più contenuta di quello che si voglia far credere perché sotto la scure finirà solo la diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma cioè i rimborsi di soggiorno dei signori parlamentari con un risparmio stimato intorno ai di 50 mln di euro all’anno. Dice Maria di Prato, del comitato organizzatore: «verranno tagliati i 3.500 euro mensili che ogni parlamentare riceve per il soggiorno a Roma. La cosa ridicola è che a incassare questa somma sono anche quegli eletti che nella capitale ci vivono».
    Resta invece invariata la corresponsione dell’indennità parlamentare stabilita dall’articolo 96 della costituzione che recita : «i membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge».
    Infatti il comitato per non incorrere nel rischio incostituzionalità del referendum ha proposto l’abrogazione solo dei rimborsi di soggiorno e non anche dell’intera indennità costituzionalmente garantita.

    IL MISTERO DEL LUOGO
    Chiarito questo si passa ad un’altra questione: dove votare? A chi rivolgersi? Qui cominciano i problemi. Il Comitato organizzatore dà informazioni generiche del tipo: «votate al vostro Comune, chi voglia organizzare dei banchetti, chieda pure informazioni all’e-mail referendum@unionepopolare.eu».
    Sui siti istituzionali dei Comuni abruzzesi non se ne parla. Qualche amministratore ha pubblicato sulla propria pagina Facebook il volantino, come ha fatto il sindaco di Francavilla Antonio Luciani. Ma la disorganizzazione regna sovrana. Perché a quanto si apprende sul Web non basta recarsi allo sportello chiedere del referendum e trovare un addetto con penna e carta pronte all’uso.
    Katia Giammaria scrive sulla pagina Facebook del sindaco Luciani che «al Comune di Ortona non fanno firmare». Valentina Pierantoni allora corre in soccorso: «venerdì ho chiesto informazioni al nostro Comune e questi moduli non ci sono. Funziona così: i comitati promotori dei referendum hanno bisogno di un referente locale (un qualsiasi cittadino) che si prenda la briga di farsi recapitare i moduli dai promotori, li consegni nei modi ufficiali al Comune e li ritiri allo scadere con le modalità concordate con i comitati. Pare che a Francavilla nessuno si sia proposto a fare ciò e il Comune non è l’organo deputato a chiedere questi moduli. Perciò chi di voi volesse può andare sul sito di unione popolare e leggere le istruzioni».
    C’è chi propone una soluzione alternativa come Pino Lanza: «non sarebbe meglio iniziare a votare diversamente? Cerchiamo un’alternativa invece che alternate il potere nelle mani di pochi».
    E la polemica impazza anche sulla pagina Facebook di Unione Popolare. C’ è chi chiede spiegazioni, chiarimenti, chi lamenta la mancata organizzazione del gruppo, chi sospetta che il comitato voglia solo intascare soldi. Ma Unione Popolare si difende: «non godiamo di alcun finanziamento pubblico, provvedendo in proprio alle spese della campagna referendaria».
    La deadline (scadenza) è alle porte, ai cittadini le valutazioni.
    Magari la prossima volta forse è meglio inaugurare la raccolta di firme via Web.
    Marirosa Barbieri

    Fonte: http://www.primadanoi.it/news/528663/Referendum-per-tagliare-indennit%C3%A0-ai-parlamentari-Si-firma-fino-al-30-luglio-.html

    Tuttavia, indipendentemente da chi ha promosso il referendum, noi partecipiamo essenzialmente perché il referendum rappresenta una forma di democrazia diretta. Se un domani, noi delle cinque stelle, andassimo al parlamento, saremmo i primi a tagliarci, non solo le indennità, ma ben altro tesoro.

  6. elia tropeano 18 luglio 2012 at 17:10

    Può consultare questa sezione:
    http://www.comune.nap
    cordiali saluti
    Giuseppe Contino

    ing. Giuseppe Contino
    direttore responsabile: http://www.comune.napoli.it

    Lettera al signor Sindaco Luigi de Magistris

    Oggetto:
    Presso gli uffici comunali di tutta Italia è possibile sottoscrivere il referendum che vuole abrogare le indennità spettanti ai parlamentari

    Spett.le signor Sindaco Gianni Alemanno,
    Spett. le signor Sindaco Luigi de Magistris,
    Spett.le signor Sindaco Carmine Coviello,

    Sono l’organizer dei seguenti gruppi meetup di beppegrillo.it
    http://www.meetup.com….
    http://www.meetup.com….
    http://www.meetup.com….

    Per agevolare gli iscritti ai meetup a firmare il referendum abrogativo circa le indennità spettanti ai parlamentari, mi farebbe piacere sapere giorni e orari in cui è più pratico recarsi negli uffici dei Vostri Comuni . Sembra che alcuni Comuni, per la raccolta firme, abbiano pubblicato un calendario.
    “Abrogazione art. 2 della Legge 31 ottobre 1965, n. 1261, determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento, pubblicata sulla G.U. del 20 novembre 1965, n. 290?”.
    L’iniziativa di richiesta del referendum è stata pubblicata sul numero 93 del 20.04.2012 della Gazzetta Ufficiale.. Il Termine ultimo per la raccolta delle firme è fissato al 26 luglio prossimo.
    Buon lavoro e distinti saluti Elia Tropeano

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