Franco Valente

Nel 1783 un organo di Nicola Abbate di Airola nella chiesa dell’Annunziata di Venafro

Un organo del 1783 nella chiesa dell’Annunziata di Venafro.

Nel 1999 fui contattato da Donatella Capresi per conto della Banca di Toscana e del Monte dei Paschi di Siena che stavano per aprire delle filiali nel Molise. Poiché era intenzione delle due banche restaurare una importante opera del Molise, consigliai di intervenire sull’organo dell’Annunziata. La proposta fu accettata e il 19 maggio del 2000 fu effettuata una visita per concordare con l’Amministrazione della Pia Unione le modalità dell’intervento. Per le banche intervenivano Donatella Capresi e Daniele Gori, per la Pia Unione il Presidente ff. Giuseppe Renella e don Armando Galardi, rettore della chiesa. Mentre attendevo l’arrivo degli altri, insieme all’arch. Luigi Viscione, ispezionai la parte interna dell’organo rinvenendo un piccolo foglio incollato su una tavola con l’utile notizia che nel 1817 era stata effettuata una revisione ad opera del figlio dell’originario costruttore.

Ma andiamo per gradi.

Certamente la chiesa dell’annunziata era completa al proprio interno nel 1640, tant’è che vi era sistemato anche un organo e veniva pagato un maestro di Cappella. Si ritrova infatti citato un pagamento nel libro dei conti di quell’anno: Detto libro 1640 in 41, fol. 4. Si nota l’esito al Maestro di Cappella per sonare l’organo, e cantare le litanie della B. V. tutti li sabbati a sera. Lo che si replica ne’ conti dell’anno seg.te 1641, in 42, fol. 8, e ne’ seguenti ancora.

L’organo che oggi esiste, fu invece terminato nel 1784 dal maestro organaro Nicola Abbate della città di Airola, come risulta da una copia della ricevuta del pagamento effettuato il 18 febbraio di quell’anno davanti al notaio Alessandro Vitelli di Napoli.
1784, 20 feb.io= Al sig. Gio.Battista Monaco docati novanta li paga a D. Nicola Abbate Maestro Organaro della Città di Ajrola, a compl.to di essi novantacinque, e grana ottantaquattro, atteso li manti: d. cinque, e grana 84 l’ha il detto D. Nicola rilasciati alla sotta Spettabile Arciconfraternita, in virtù del sotto citando istrumento di convenzione.
E tutti detti 95:84 sono per saldo, e final pagamento di un organo fatto alla Laical Arciconfraternita di A. G. P. della Città di Venafro, e li paga in esecuzione del citando istrumento di convenzione passato tra essa Arciconfraternita, e detto D. Nicola, col quale si sono dati per …. , nulli, e cassi tutti gli atti fatti nella G. C. della Vicaria, in B.llo di Latini, ——– , fatti ad istanza del detto M.o Abbate, contro detta spettabile Arciconfraternita, per la controversia del prezzo di detto organo, col quale  —- si assolvono ad invicem restando sciolto detto Abbate dall’obligo di aggiustare detto organo, e da ogn’altra pretenzione da detta causa nascente, senza che però possa egli pretendere altro dalla detta spettabile Arciconfraternita, così per questa, come per qualsiasi altra causa, siccome questo, ed altro più chiaramente leggesi nell’istrumento di convenzione rogato per n. D. Alessandro Vitelli di Napoli al quale ….  tal pagamento da me si fa in nom’e parte di detta Arciconfraternita, e di suo ordine, e di mio proprio denaro, da dovermelo riscuotere dalla medesima, e così li pag.te liberi, ed espliciti, e con firm’autentica del detto D. Nicola Abbate. Napoli 19 feb.io 17ottantaquattro= Gio Battista Monaco = a me medesimo Nicola Abbate = So per come la detta firma è di propria mano di detto D. Nicola Abbate = Notar Alessandro Vitelli di Napoli =18 febrario 17ottantaquattro.

La notizia è riportata anche su un appunto di una visura del libro con i conti del 1784: Stato di questa laical Arciconfraternita d’A. G. P. di Venafro riferito al Supremo Trib.le Misto in esecuz.ne d’ordini de an. 178tre. Vi è inserita la partita di Banco de’ Poveri de’ 18 feb.o 178quattro per lo final pagam.to dell’organo s.do l’istrumento di convenz.ne stipulato da n.r Vitelli di Napoli d.o mese ed anno

Per quest’organo, dunque, dovette insorgere una qualche lite tra la Confraternita di A.G.P. ed il costruttore prima che lo stesso venisse terminato; infatti leggiamo che nel 1782 fu impegnata una somma per la lite che si rattrova nella G.C. della Vicaria per l’organo nuovo.

L’organo sicuramente era stato già montato nel 1783, anche se non ancora completato, perché in una relazione del priore della confraternita relativa al restauro di un fondaco di A. G. P. si legge, tra l’altro, della necessità poi d’indorare l’organo poco fà in essa chiesa costrutto.

In occasione di una ricognizione da me effettuata il 19 maggio 2000, all’interno dell’organo ho rinvenuto un piccolo appunto scritto a mano su carta ed incollato sul legno della struttura. Vi si legge: Questo organo a stato da me accomodato nel mese di genaro ed anno 1817 unito a quello di Cristo. Il Governatore di questi luoghi a stato il sig. Canonico Cimmolella. Donato Abbate Organaro, figlio dell’autore di Airola.

Questo conferma in maniera inequivocabile la paternità dell’opera e la data di costruzione.

In un verbale di una ricognizione fatta ai conti della Confraternita vengono fatte anche alcune considerazioni sul costo dell’organista e del tiramantici.
Il riferimento è all’anno 1782, quando l’organo che c’è oggi non ancora era stato terminato e montato:
L’officio di organista, che qui si esercita da un secolare, essendo in detto stato ridotto a ducati otto, quello che fin oggi era l’onorario di ducati dodeci, si può dire, che non si debbono fare più funzioni coll’organo, mentre detto organista merita più tosto avanzarsi l’onorario almeno a ducati venti l’anno, e non già ridursi ad otto, per le continue funzioni, che sono in detta Chiesa in ogni giorno di Domenica, e festivi per la Messa cantata, in tutti li Sabati per la Compieta, e la Litania cantata alla B. V., oltre delli Vesperi in tutte le solennità dell’anno, ed altre feste particolare della Chiesa, in tutta la Novena del S. Natale, e così va discorrendo di modo che si deve premere per avanzarsi detto onorario almeno a ducati venti, per altrimenti atteso, che non vi è altro, che un organista, questo anche per li ducati dodeci intende rinunciare.
L’onorario del tiramantici non si può esercitare per li annui carlini venti, atteso le sopradette continue funzioni, giacché a stento si trova chi l’esercita per li carlini trenta.
Per la cronaca, dal riepilogo degli esiti provisionali del 1782, si ricavano i nomi dell’organista e del tiramantici dell’epoca:
Al organista P. Nicandro Rocca duc. 12=00
Al tiramantici Leonardo Biasiello duc. 03=00

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1 Commento

  1. Guido 25 luglio 2012 at 09:43

    Grazie Franco per le importanti notizie sull’organo dell’Annunziata.
    Peccato che questo pregevole strumento non venga adeguatamento sfruttato per concerti organistici! Nell’ultimo concerto che vi feci nel 2008, nell’ambito del progetto “Organo turistico” organizzato dalla Provincia di Isernia, ho potuto ammirare ancora di più la preziosità dello strumento.
    Purtroppo da circa quattro anni i nostri preziosi organi antichi esistenti nella Regione non fanno più sentire la loro ammaliante voce sonora. Peccato!
    Scusa dell’amaro sfogo di un organista che ha dato l’anima, in qualità di Ispettore Onorario del Ministero dal 1979 al 1998 per la salvaguardia e il restauro degli organi storici del Molise, scrivendo anche nel 1988 un opuscolo “Patrimonio organario del molise” in occasione di una mostra documentaria che feci allestire dalla Soprintendenza.
    Un abbraccio. guido

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