Franco Valente

La strana casa di Civitacampomarano

La strana casa di Civitacampomarano
Quando non riusciamo a capire il senso di alcune immagini diciamo che siamo di fronte ad un mistero. Perciò misteriosa è certamente una singolare abitazione che si trova nella parte antica di Civitacampomarano, sulla via principale del paese, quasi in prossimità della chiesa di S. Giorgio.

Una pietra con la data 1732 non lascerebbe dubbi sull’epoca di costruzione della casa, ma la datazione non è così semplice perché si tratta di un elemento che sembra inserito in maniera poco ortodossa sulla facciata.

Il suo aspetto è piuttosto rozzo e se non fosse per l’anno precisamente leggibile, sembrerebbe di epoca più antica. Vi sono infatti riportate le lettere A.D. (Anno Domini) 1732 e una I al centro. Il tutto collocato all’interno di una cornice a forma di cuore che regge una croce nella parte superiore che si appoggia su una sorta di sfera. Credo che provenga da un altro edificio e che nulla abbia a che vedere con la testina a rilievo che si vede su una pietra sottostante.

Ma a parte la questione della datazione settecentesca, che non mi sembra possa essere estesa a tutta la fabbrica, difficile è anche capire la funzione che avesse l’edificio perché probabilmente non era solo un’abitazione.

Il portale sembrerebbe fatto apposta per fungere anche banco esterno secondo un modo abbastanza diffuso anche in altre parti del Molise. Se ne trovano esempi in Agnone. Anche se nel nostro caso la sua utilizzazione sarebbe stata particolarmente scomoda per l’altezza del piano e, soprattutto, per la presenza di una finestra, poi murata, nella parte bassa.

Altrettanto singolari sono le mensole del ripiano superiore perché una di esse pare abbia fatto parte originariamente di una di quelle finestre dotate di sporto con un elemento nel quale si poteva infilare una canna per appendere panni lavati o alimenti da essiccare. Come si vede nella parte alta della facciata dove sopravvive una finestra di tal tipo.

La posizione caotica delle pietre, benché allineate, sembra essere, dunque, relativa ad un riuso per creare una sorta di pensilina a protezione dell’ingresso più che ad una organica predisposizione funzionale ad un balcone.

Ma questi sono accidenti architettonici dei quali non varrebbe la pena di spendere troppe parole se non per dire che si tratta di architetture pittoresche di cui l’Europa è piena.

Degne di attenzione, invece sono altre due pietre che apparentemente non hanno alcun elemento che le colleghi tra loro, ma che sono un vero rompicapo se si vuole capire quale sia il senso ed il significato che volle dare loro lo sconosciuto lapicida.

Sotto le lastre dell’impraticabile balconata vi è un cippo rettangolare dove si vede una figura allungata che sembrerebbe di giovane dormiente, dai capelli a caschetto, con il braccio destro piegato in maniera da appoggiare la mano alla tempia e il braccio sinistro piegato sul ventre. Sembra vestito di una sorta di sottile calzamaglia (o che sia addirittura nudo). Non si capisce bene neppure se si tratti di un uomo o una donna.

Una seconda pietra, invece, sembra avere qualche elemento in più per ragionare.
Si trova più in alto ed è attualmente isolata dal contesto. Sopra di essa due pietre accoppiate a mensola svolgono una funzione protettiva. Almeno nelle intenzioni di chi ve le pose.

E’ molto rovinata e solo la sagoma permette di capire cosa rappresenti. E’ un guerriero in assalto che tiene con la destra una spada sollevata e pronta per colpire. La sinistra è appoggiata alla vita. Sotto i suoi piedi una figura di serpentone, quasi un drago, strisciante.
Se non vi fosse il serpente si potrebbe dire che si tratti di un Ercole in assalto con la clava. Ma manca la leontè (la pelle di leone nella sinistra) ed è presente il drago.

Non credo che vi siano alternative a riconoscere nel personaggio, nonostante la rovina del tempo, la figura di S. Giorgio. E non solo per l’evidente richiamo alla vicinissima chiesa dedicata a lui, ma anche perché non è inconsueto nella tradizione iconografica orientale, rappresentare S. Giorgio a piedi e non a cavallo come in genere viene raffigurato.

   

E’ una rappresentazione molto rozza e talmente rovinata che non è possibile azzardare alcuna datazione. A meno che non si voglia creare un collegamento con la figura dormiente che si trova in basso e immaginare che si tratti della principessa destinata ad essere inghiottita dal drago e salvata dal guerriero Giorgio.

I suoi caratteri stilistici la farebbero collocare in un’epoca che genericamente possiamo definire normanna, intorno al XII secolo.

Ovviamente tutto da dimostrare con il beneficio dell’inventario. Altrimenti queste pietre non sarebbero misteriose!

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15 Commenti

  1. Alessandro 6 settembre 2012 at 09:01

    non potrebbe essere San Michele che uccide il Serpente??

  2. Franco Valente 6 settembre 2012 at 09:07

    Sicuramente no perché S. Michele ha sempre le ali.

  3. pasqualedilena 6 settembre 2012 at 09:21

    una testina identica è sul lato destro del palazzo ducale di Larino vicino alla prima finestra del primo piano subito dopo la facciata.
    Tornando alla casa di Civitacampomarano è un pezzo unico che desta grande curiosità. In Francia sarebbe meta di turisti, come tantissimi altri pezzi dei nostri incantevoli paesi succhiati dalla scelta di voler concentrare tutto su Campobasso, Isernia e Termoli che ha significato l’inizio della fine del Molise. E c’è ancora chi non ha capito!

  4. Franco Valente 6 settembre 2012 at 09:30

    Carissimo e attentissimo Pasquale,
    quelle testine sono un’applicazione ricorrente nelle facciate di edifici normanni. Se ne trova una grande quantità nel Molise. A volte sono semplicemente delle semisfere. Altre volte prendono la forma di testine.
    Credo che vi sia un significato apotropaico o, più semplicemente, scaramantico.
    Mi costringi a ritrovarle e farne una sintesi….. Ti costerà una bottiglia di Tintilia….

  5. Giovanni 6 settembre 2012 at 10:46

    Una casa strana e molto suggestiva. Dalla prima foto non si capisce se resiste in piedi solo la facciata e poco altro oppure è ancora integra.
    Un abbraccio.

  6. antonio piccoli 6 settembre 2012 at 11:08

    Vivendo a L’Aquila mi viene spontaneo fare un paragone fra il portale e le famose “Cancelle” poste dietro il palazzo delle Poste in piazza Duomo.

  7. Margherita Emilia Quercia 6 settembre 2012 at 12:29

    Ciao Franco, l’Ercole raramente è rappresentato senza la leontè, sembrerebbe essere uno di quei casi; Sulla testa tuttavia ad una prima analisi visiva , non ne scarterei l’ipotesi della presenza anzi. Ad ogni modo l’Ercole con il serpente è una bella rappresentazione, la testina sembrerebbe muliebre con tipica acconciatura romana. Il giovane dormiente….sembra possibile che la pietra sia stata posta erroneamente in orizzontale, poiché il significato cambia azzarderei a dire che sembra un cavaliere, ad ogni modo con una attenta analisi credo si evidenzierebbero ulteriori particolari ai lati ed ai piedi del soggetto.

  8. Arnaldo Brunale 6 settembre 2012 at 17:15

    Non ho molta conoscenza degli elementi architettonici datati, ma questa casa che proponi, tranne l’ingresso alla veneziana (un’anta e mezza), mi fornisce l’impressione di essere stata costruita con tanti elementi di epoca diversa e con simbologie alquanto strane.
    Potrebbe essere stata l’abitazione di qualche notabile dell’epoca che ha voluto distinguersi dal resto della popolazione. Ripeto non sono molto addentro a questo tipo di valutazioni, ma a me da questa impressione. Comunque, caro Franco, grazie per avercela proposta e grazie soprattutto all’attenzione che metti nello scoprire angoli originali ed antichi della nostra piccola, meravigliosa regione.

  9. Giulio De Socio 10 settembre 2012 at 15:08

    Questa casa non nasconde misteri, a meno che non se ne vogliano trovare per forza. Tutte le formelle incastonate nella muratura provengono dalla demolizione della chiesa che era situata vicino al castello dove adesso resta solo il basamento, unitamente al campanile, che altrimenti non avrebbe ragione di essere là.
    Di testine simili a quella incastonata nella facciata ce ne sono svariate vicino alle pareti esterne della Cattedrale di Guardialfiera, che non è molto distante da Civita. La figura con la spada è riconducibile a San Michele, che non sempre è raffigurato con le ali, come San Giorgio non è sempre raffigurato col cavallo.
    Il portale è stato adattato a banco di vendita poiché in un periodo non molto lontano l’immobile era adibito alla vendita del pane.
    Nel 1990 il Comune di Civitacampomarano ha effettuato dei lavori di demolizione e messa in sicurezza del fabbricato portandolo allo stato attuale e demolendo gli edifici adiacenti per creare la piazzetta che c’è tutt’ora.
    Nel 2008 il “Centro Documentazione Formazione Beni Culturali e Architettonici” ha effettuato uno studio completo di questo edificio del quale una sintesi è pubblicata sul n.3/2008 di “Restauro Archeologico” dell’Alinea Editrice.
    Il vero mistero è come arrivare a Civita sani e salvi.

  10. Franco Valente 10 settembre 2012 at 17:39

    Sarebbe interessante vedere l’immagine di un altro S. Michele senza le ali. Così mi passano le fissazioni iconografiche. Io non ne ho mai visto uno.
    Peraltro, è vero che a volte Lucifero è sostituito da una sorta di drago, ma sempre con la testa umana cornuta.
    Un S. Michele senza ali sarebbe una rivoluzione straordinaria!
    Non sono in grado di trovare il libro consigliato, ma mi basterebbe sapere come è stata interpretata la figura del personaggio disteso, visto che avete capito tutto di quei bassorilievi.
    Poi non capisco la polemica gratuita sulla testina avendo io chiarito che si tratta della riutilizzazione di un pezzo normanno.
    Comunque ti invito a leggere con attenzione quello che scrivo per evitarti di farmi dire cose che non ho detto.
    Per quanto riguarda il mistero della strada, basta andare piano e non prendere la strada franata.

  11. Giulio De Socio 11 settembre 2012 at 08:39

    Nel mio intervento precedente non ho fatto alcuna citazione di cose dette o non dette, mi sono limitato a fare delle considerazioni sull’edificio in questione, senza alcuna polemica (a meno che non la si voglia vedere per forza, come i misteri).
    Adesso noto, ad esempio che c’è una contraddizione e precisamente non è vero che non ha mai visto un San Michele senza ali: quello raffigurato nelle formella ne è uno! Anche la statua nella chiesa di Sant’Angelo a Panicale (PG) non ha ali, ma questi sono dettagli.
    La figura ha le stesse possibilità di essere San Michele, San Giorgio, un altro santo, un guerriero, Ercole o qualsiasi altro personaggio.
    Chi avrebbe detto di aver capito tutto sui bassorilievi? Qualcuno addirittura ha visto una calzamaglia addosso alla figura! E poi sarei io che non leggo con attenzione!
    Comunque nella pubblicazione la figura non è stata interpretata poiché tratta di argomenti di restauro non di fiabe. Ecco, adesso una punta di polemica ce l’ho messa.

  12. Franco Valente 11 settembre 2012 at 09:12

    Sul S. Michele arcangelo di Panicale non ho alcuna documentazione. Mi farebbe piacere vederla e capire. Io sono convinto che S. Michele senza ali non può esistere. Basta farmi vedere un’immagine e io mi convinco.
    Solo il papa, dice la Chiesa, è infallibile. Per quanto riguarda la calzamaglia non capisco a cosa si riferisca il commento.
    Ercole che uccide un drago in forma di serpente non esiste in nessuna parte del mondo. Anche in questo caso una immagine che dimostri il contrario mi farà ricredere sulle mie certezze. Vorrei solo aggiungere che le considerazioni sul pateracchio architettonico del fabbricato sono alla base del mistero che rimane.
    Infine le fiabe sono una cosa e le leggende un’altra.

  13. Giulio De Socio 11 settembre 2012 at 17:07

    Siamo alle solite. Si continua con commenti fuorvianti ed evasivi che allontanano dall’argomento principale. In ogni caso, “Sembra vestito di una sorta di sottile calzamaglia”, non l’ho scritto io. Come si dice al mio paese: Quill magna e z scorda! Nel modo in cui si è dimenticato che ho già indicato precedentemente qual’ è il “mistero” delle formelle incastonate nell’edificio, senza parlare di leggende. Evviva le ali di San Michele… ed evviva anche il cavallo di San Giorgio!

  14. Franco Valente 11 settembre 2012 at 21:22

    Io, a dir la verità, ho scritto “Sembra vestito di una sorta di sottile calzamaglia (o che sia addirittura nudo)”. La foto che posseggo lascia qualche dubbio, ma non cambia la sostanza del ragionamento. Sicuramente è “addirittura nudo”, come ho scritto. Embé?
    Attendo le immagini di S. Michele senza ali e di Ercole che ammazza un drago.
    S. Giorgio a piedi ne trovi a quintali cliccando su Google “S. Giorgio” e cercando tre le “immagini”.

  15. Giulio de Socio 13 settembre 2012 at 14:55

    Appunto… (riferendomi alla calzamaglia).
    Visto che sa fare così bene le ricerche telematiche, con un altro piccolo sforzo forse riuscirà anche a trovare qualche sammichele disalato.
    P.S.: Ercole non l’ho tirato fuori io.

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