Franco Valente

Uno stemma ritrovato e salvato a Provvidenti

Provvidenti per molto tempo è stata feudo della famiglia d’Ajerbo. Del possesso riferisce Masciotta (Il Molise dalle origini ai nostri giorni. Monografia su Provvidenti nel Volume III).
Nel 1555 Giovanni d’Aierbo era titolare di Provvidenti.  A lui successe Michele d’Aierbo che risulta ancora in vita nel 1586.
Usava essa, per arma, lo scudo di Aragona (cioè di oro con quattro pali di rosso) con la bordura di azzurro caricata da otto scudetti di argento con la fascia di rosso. L’ultimo della stirpe fu D. Giuseppe Maria d’Aierbo d’Aragona Duca d’Alessano e Principe di Cassano, spentosi in Napoli nel 1856” (GB. Masciotta).

I d’Aierbo tennero Provvidenti anche nel secolo successivo per poi cederla ai Cavaniglia.

Della presenza dei d’Ajerbo a Provvidenti sembrava non rimanesse traccia, ma ultimamente uno stemma erratico rinvenuto tra le pietre della chiesa di S. Maria Assunta nella quale si stanno facendo grandi lavori di consolidamento e restauro, su mia sollecitazione, è stato recuperato e portato al sicuro dal sindaco Salvatore Fucito nel Municipio per essere esposto quanto prima al pubblico.

Si tratta di una pietra che probabilmente prima era collocata sul palazzo baronale che ormai ha perso tutti i caratteri originali e che difficilmente sono rinvenibili anche nel suo impianto strutturale.

E’ uno stemma abbastanza particolare. E’ costituito da uno scudo a testa di cavallo, databile alla metà del XVI secolo, sovrapposto a due fettucce  a doppia S con due ghiande pendule in basso.

Essendo partito verticalmente contiene due blasoni che, evidentemente, si riferiscono alla unione nuziale di due persone. A sinistra guardando è lo stemma dei d’Aierbo che in questo caso presenta delle varianti rispetto a quello canonico.

Sono presenti i cosiddetti pali di rosso e di oro che richiamano quello dei d’Aragona, ma in luogo della bordura caricata di otto scudetti appare una fascia caricata solo di tre scudetti.

A destra guardando, invece, uno stemma di cui non so l’attribuzione araldica.

Si tratta dell’emblema della famiglia della donna che andò sposa o a Giovanni o a Michele d’Aierbo, feudatari di Provvidenti.

Il blasone, di cui non è possibile dedurre il colore del campo, presenta tre spine in banda, presumibilmente di verde.

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1 Commento

  1. Nicola 10 settembre 2012 at 12:57

    Complimenti vivissimi!

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