Franco Valente

Noi ci abbottiamo di cultura e intanto vanno avanti con l’Autostrada del Molise

pandetta scafa

Noi ci abbottiamo di cultura e intanto vanno avanti con l’Autostrada del Molise.

Questo pomeriggio in un luogo incantevolmente abbandonato, davanti a quello che rimane della Taverna medioevale alla scafa di Montaquila, si è tenuto un miniconvegno al quale sono stato invitato come relatore insieme al Sindaco Franco Rossi e al dott. Vittorio Nola Presidente del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro.

In un ambiente sicuramente insolito, il pubblico era arricchito dalla presenza di archeologi olandesi e americani che indagano in quell’area alla ricerca di reperti che possano aiutare a capire meglio ciò che è accaduto da quelle parti nell’antichità.

Franco Rossi ha introdotto definendo le scenario nel quale l’Amministrazione Comunale si muove nella considerazione che i valori storici ed ambientali devono essere una riferimento sicuro per programmare la valorizzazione del territorio.

Da parte mia ho ripreso temi già noti sulla consistenza delle testimonianze sannitiche, romane, longobardi e franche nella Valle del Volturno e le iniziative che si stanno per avviare per la conoscenza della rete stradale del periodo carolingio e per la individuazione di quel reticolo stradale che orma si identifica con la via Francigena, un ramo della quale utilizzava la Scafa di Montaquila per superare il Volturno.

Vittorio Nola ha concluso con il suo intervento.

Le premesse sulla necessità di impegnare il Consorzio di Bonifica alla valorizzzaione del patrimonio culturale, storico e paesaggistico sono state immediatamente condivise non solo dai presenti, ma anche da chi sedeva al tavolo dei relatori.

Poi, all’improvviso, sono crollate le braccia quando ha posto alla base delle sviluppo della Valle del Volturno la costruzione dell’Autostrada del Molise.

Ovviamente non ho resistito e ho protestato vivamente per il tentativo di carpire la buona fede dei presenti facendo immaginare non si sa quali benefici dalla realizzazione di questo mostro ambientale e di questo incommensurabile imbroglio economico.

La discussione rischiava di infilarsi nelle secche di una polemica sterile alla quale ho cercato di porre fine dicendo che l’Autostrada del Molise avrebbe fatto la fine del Ponte di Messina e che comunque siamo in migliaia a contestare questa ignobile iniziativa di cementificazione del Molise.


Pandetta della Scafa di Montaquila

Ho detto dei 9 chilometri di gallerie tra Venafro e Campobasso, dei 26 viadotti allucinanti, dello sperpero di territorio, della mancanza di autorizzazioni di ogni genere.

Ho giurato ad alta voce che quest’opera non si farà.

A questo punto il colpo di scena da parte del dott. Nola.

Mi ha proposto la scommessa di un caffè nella piena certezza che l’opera si farà perché a Roma già sono stati affidati i lavori ad un gruppo di imprese che interverrà con proprio capitale alla realizzazione dell’opera.

Ora questo caffè io me lo voglio giocare perché sono convinto che il popolo molisano alzerà la testa ed aprirà gli occhi su questo colossale imbroglio che forze occulte e congreghe di maneggioni stanno, nel silenzio più totale dei mezzi di informazione, cercando di portare a buon fine.

Ormai è il momento della mobilitazione e chiedo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di tenersi a disposizione per avviare un’azione di boicottaggio civile di queste insulse iniziative che hanno come obiettivo la distruzione del territorio al solo fine di ricavare enormi guadagni alla faccia della storia, dell’ambiente, della natura e dell’arte.

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3 Commenti

  1. giacomo 23 settembre 2012 at 10:21

    il discorso non deve essere se costruire o meno tale opera nella nostra regione..infatti credo sia un’opera indispensabile per permettere lo sviluppo economico e turistico del Molise..al massimo è necessario individuare in modo corretto i siti e le zone nelle quali realizzare l’opera nel rispetto delle bellezze naturalistiche e storiche dei territori interessati!!

  2. Franco Valente 24 settembre 2012 at 04:11

    Carissimo Giacomo, solo qualche domanda:
    Conosci il progetto?
    Conosci la planimetria, per esempio, con lo svincolo ed il tratto di Roccaravindola?
    Conosci il disegno del tratto che si sovrappone al bivio di Cantalupo?
    Conosci il piano economico di rientro dell’investimento?

  3. rocco cirino 24 settembre 2012 at 19:08

    …Vuoi fermare lo sviluppo? Matto!!!
    Arriveranno soldi , arriverà lavoro.
    Questo lo hanno ripetuto per quattro anni
    quando dovevano dispensare 62 milioni di euro
    per 4 pezzi di ammodernamento SS 87 tra Campolieto e bivio di Sant’Elia. La stampa locale ha informato e tanto ma l’affare si è fatto caro Franco.
    Ora il TAR ha detto NO (sentenza di poche settime addietro)
    dove sono stati piazzati i piloni vi è frana e Tratturo (demanio) .
    Caro Franco la popolazione non ha alibi è stata informata, abbiamo più stampa qui che in Lombardia, conservo gli articoli sull’argomento, oltre 30 Kg di giornali poi aggiungi i tanti bei servizi delle televisioni Rai 3, Telemolise, Teleregione, TG1, la 7, quelle che ricordo
    Le notizie date con oculatezza
    date per mesi e mesi allora non prendiamoci
    in giro non siamo umili forse siamo pigri
    Le Associazioni che hanno firmato al TAR sono:Lega dei Pastori Sanniti, AIIG Molise, e verdi oltre a due privati Matteo Varanese e moglie.
    Ma non dovevano occuparsene gli Amministratori, il precedente Sovrintendente, Sindaci, Comitati , Cittadini, Associazioni di Protezione Ambientale ???? Con affetto e stima rocco cirino

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