Franco Valente

Nel Molise “nisciune m’avvanta, m’avvante iè”. Radio-Assuntina e la discriminazione culturale

Nisciune m’avvanta, m’avvante iè….

Nessuno mi vanta, mi vanto io…. Cosi si dice a Roccapipirozzi quando non ti riconoscono alcun merito.

Comuque, poiché nessun medico ha ordinato di leggere ciò che scrivo su questo blog, ognuno prenda come gli pare quello che segue.

Nel Molise esistono alcune televisioni private e una televisione che si regge con i soldi nostri e che si chiama RAI, RADIOTELEVISIONE ITALIANA.

Con le televisioni private ho un ottimo rapporto e devo molto all’amicizia delle singole redazioni se una parte rilevante di Molisani è presente alle mie chiacchierate pubbliche.

Escludo dal novero delle emittenti private “amiche” solo una televisione che io definisco TELE-PETOMANE per il modo aereo con cui i redattori trattano le notizie che io assimelerei a flatulenze.


Poi c’è la RAI, la televisione di Stato, che nel Molise ha una redazione di non so quanti cronisti (giornalisti che hanno famiglia) che a spese nostre fanno una informazione che, per quanto mi riguarda, è discriminatoria.

Io la chiamo RADIO-ASSUNTINA, ma l’appellativo non l’ho inventato io. La devo al compianto Mario Di Nezza. Egli mi spiegò che Assuntina era la sua cameriera che quando tornava dal mercato lo informava di tutti i pettegolezzi di Isernia.

Ma a me, che Radio Assuntina si limiti a dire le stesse identiche cose che si dicono al mercato del pesce, non passa manco per l’anticamera del cervello.

La cosa che mi fa specie è la malafede dei cronisti (si chiamano tra loro giornalisti) che evitano sistematicamente di riferire sugli incontri che mi vedono come relatore unico. E fin qui nulla di particolare.

Quando mi trovo a partecipare a pubbliche conferenze insieme ad altri, gli operatori sono costretti (allo stesso modo di quelli di TELE-PETOMANE) a complicate acrobazie per evitare che la mia ingombrante figura appaia nei fotogrammi. Ovviamente intervistano anche quello che accende le luci, ma io non esisto.

Devo dire che la cosa da una parte mi diverte perché il livello culturale di Radio-Assuntina è quello delle sagre paesane. Per carità, degnissime attività che meritano tutta l’attenzione di questo mondo, ma certamente non possono essere il top dell’informazione culturale molisana.

Io sono convinto che Radio-Assuntina, quand’anche pubblicizzasse le mie chiacchierate, non mi porterebbe alcun beneficio di immagine. Però penso a quei giovani che con sacrifici immensi cercano di dare un proprio contributo al miglioramento culturale della Regione e sono sistematicamente ignorati dalla Televisione di Stato.

Orbene se queste circostanze possono anche farmi avere un senso di commiserazione nei confronti dei cronisti a tempo determinato di Radio Assuntina perché, avendo famiglia, devono adattarsi alla cultura cronachistica di chi li comanda, diverso è il mio atteggiamento quando anche le inchieste da me sollecitate, pur avendo un riflesso in campo nazionale (ivi compresa la RAI), vengono del tutto ignorate da Radio-Assuntina.

Pensate che sullo scandalo dell’Auditorium hanno intervistato cani e porci che con l’inchiesta giudiziaria non hanno nulla a che vedere e io non sono stato mai intervistato, se non altro per dare qualche informazione più dettagliata.

Pensate allo scandalo dell’Autostrada del Molise, dove i cronisti che tengono famiglia danno solo notizie di palazzo e non ritengono manco per caso di farsi spiegare l’assurdità di quest’opera inutile e faraonica.

Pensate allo scandalo del Museo incompiuto e cadente di Castel S. Vincenzo dove il silenzio di Radio Assuntina sa tanto di condivisione.

Pensate al silenzio sul disastro dell’area archeologica di S. Vincenzo al Volturno dove hanno fatto decine di servizi per sentire qualche geometra truccato da architetto che predicava alle trote e non hanno mai ritenuto, manco una sola volta, di farsi spiegare da me come stavano le cose.

Pensate al disastro del Verlascio di Venafro dove da 40 anni sto facendo battaglie per lo stato di degrado in cui versa e per il quale la RAI ha fatto un solo servizio, più di 10 anni fa, grazie a Leopoldo Feole. Dopodiché di Radio Assuntina manco l’ombra.

Sto pensando seriamente di andare dal Procuratore della Repubblica a denunziare Radio Assuntina per discriminazione culturale.

Non so se esiste questo tipo di reato.

Ma se nessun articolo del Codice Penale contempla tale tipo di reato, mi rivolgerò al Padreterno con una preghiera speciale.

A volte il Padreterno ti ascolta!

 

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3 Commenti

  1. silvio prezioso 2 novembre 2012 at 22:20

    Sottoscrivo punto per punto quello che hai scritto, aggiungendo solo che il tutto deriva da una legge Mammì – ormai dei primi anni 90 – che permette solo a chi ha i soldi o è ammanicato politicamente (per potersi fare finanziare) di fare televisione. Un caro saluto

  2. marro ascenzio 2 novembre 2012 at 22:24

    Ciao Franco,
    Per prima cosa, (e’ solo un consiglio se posso pemettermi),
    le tue inserzioni sur f.b sono molto lunghe, la gente non li legge.
    Il fatto e’ che molte persone lavorano, e non hanno il tempo di leggerle. Poi i restauri dell’antichita’, hai raggionissimo, vanno fatti.
    Ma la pecunia ce l’avete?. E poi l’autostrada anche se non a
    favore di farla, non credo che i soldi escono dal’gli alberi di fico, e nemmeno dalle sporte di mozzarelle. Ha dimindicavo lo so che non scrivo bene in Italiano, ma leggo sempre i tuoi commenti. ciao

  3. Franco Valente 3 novembre 2012 at 03:52

    Carissimo Ascenzo,
    ti ringrazio del consiglio.
    Comunque distinguerei i post che metto su facebook, che sono sempre brevissimi, dagli articoli di questo blog, dove cerco di spiegare, a chi vuole dedicarvi un po’ di tempo, come stanno le cose.

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