Franco Valente

Sulle tracce dei Templari a Venafro

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Il 20 luglio del 1213 Innocenzo III scriveva da Segni una lettera al vescovo di Boiano perché intervenisse presso gli Hospitaliaros (gli Ospitalieri) di Venafro affinché volessero mostrare al vescovo di Venafro il libello sul quale erano stati siglati gli accordi tra la loro comunità e la Chiesa di Venafro a garanzia di una serie di impegni reciproci.

Il papa evidenziava nella lettera che l’altra copia del libello, quella nelle mani del vescovo, era andata parzialmente distrutta a seguito di un incendio che aveva devastato parte della Cattedrale e il suo archivio.

Consigliava pure di sentire le deposizioni di testimoni attendibili al fine di ricostruire il documento e lasciarne memoria perpetua.
Non sappiamo se la richiesta di Innocenzo III sia stata esaudita e se si sia potuto ricostruire il contratto, ma certamente di esso non si è più avuta notizia.

Significante venerabili f(ratri) n(ostro) episcopo Venefrano ad nostram noveris audientiam pervenisse, quod Ecclesia sua ignis incendio devastata, ipsius privilegia coactus est alias deponere conservanda: inter quae privilegium quoddam, quod inter Ecclesiam Venefranam et Hospitalarios civitatis eiusdem compositionis et pacis federa continebat repertum est ex conservatorum, in cautela corrosum.
Unde quia ex ipsius abolitione, magnum posset Ecclesiae Venefranae dispendium provenire, ac nonnulli qui dum idem conderetur privilegium interfuerant, dictos Hospitalarios simile habere privilegium asseverent: nobis humiliter supplicavit, ut inducere dictos Hospitalarios ad exibendum idem privilegium dignaremur. Volentes igitur Ecclesiae Venefranae dispendiis precavere, fraternitati tuae per Apostolica scripta mandamus, quatinus Hospitalarios antedictos ad prefatum privilegium exibendum, secundum quod Ecclesiae antedictae privilegium reformetur, moneas efficaciter et inducas. Alioquin depositiones predictorum testium audiens, efficias et procures, ut eorum dicta in scripturam publicam ad perpetuam memoriam redigantur.
Datum Signiae XIII kal. augusti, pontificatus nostri anno XV.

(Da F. BOSQUETUS, Innocentii tertii Pontificis Maximi epistolarum, lib. III, Reg. XV, Tolosa 1635, p. 401)

Nel sottotetto di una casa privata, non molto distante dalla Cattedrale di Venafro, sopravvivono i segni di una sovrapposizione barocca a una delle chiese dei Templari (probabilmente S. Giovanni Gerosolimitano).

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2 Commenti

  1. annamaria 7 gennaio 2013 at 00:36

    come al solito, interessantissimo. ma dov’è questa casa?
    si può visitare?
    quindi i templari a venafro ci sono stati, ovvio, ma le loro tracce sono state confuse dal tempo e dagli uomini….come pensavo, allora, per trovare qualche traccia bisogna scavare e guardarsi bene intorno…

  2. donatella Capo 6 settembre 2016 at 18:55

    Non sono mai stata a visitare le due Chiese, e certamente è un dovere che dovrò compiere. Ma sono contenta di poterlo fare dopo aver letto questo tuo articolo che renderà sicuramente più interessante la mia visita.
    Sempre con simpatia, Donatella Capo

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