Franco Valente

A Rotello una delle più antiche rappresentazioni della fiaba di Cappuccetto Rosso

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Forse a Rotello una delle più antiche rappresentazioni della fiaba di Cappuccetto Rosso

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Molti ritengono che la favola di Cappuccetto Rosso sia stata creata da Charles Perrault nel 1697 e che, con un finale diverso, sia stata raccontata nel 1812 anche dai fratelli Grimm  che vi aggiunsero l’intervento del cacciatore.

In realtà la storia di Cappuccetto Rosso è molto più antica e se ne trova traccia ai primi dell’XI secolo in Francia.

In un testo medioevale, scritto prima del 1023, dal titolo  Fecunda ratis, Egberto di Liegi  racconta la storia di una bambina dal mantello rosso che vive in mezzo ai lupi.

La bambina viene inghiottita da un lupo, ma poi grazie all’intervento dei cuccioli della lupa, ritorna tra i viventi e al suo posto viene messo un sasso.

Egberto di Liegi è un letterato vissuto tra il 972 e il 1023, anno presunto della sua morte. Nella sua opera più importante, “Fecunda ratis” (La barca della fecondità) raccolse poesie, proverbi e racconti vari tratti anche dalla Bibbia e dai testi sacri, che i suoi allievi avrebbero dovuto declamare in luogo delle canzoni popolari. In alcuni casi gli animali sono i protagonisti del racconto.

Nulla si sa di come il racconto della bambina inghiottita dal lupo si sia diffuso soprattutto in Francia e in Italia.

Secondo Michel Pastoureau (Bestiari del Medioevo) nel medioevo il lupo viene considerato un animale nocivo e demoniaco come il cinghiale e, pur non avendo la forza di quest’ultimo, è sicuramente più astuto e crudele.

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Cinghiale. Ipswich. (Inghilterra, 1120 circa)

Non sono tantissime le rappresentazioni del lupo nei bassorilievi normanni, perciò quella che si conserva sulla facciata di una casa a Rotello è particolarmente interessante. Non solo perché vi è l’immagine del lupo, quanto piuttosto perché sembra alludere proprio alla favola di origine francese di Cappuccetto Rosso.

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Uomo che abbatte un lupo. Caen (Normandia, 1075 circa)

Come sia arrivato il racconto a Rotello non si potrà mai sapere con certezza, ma vi sono ragionevoli motivi per ritenere che sia da mettere in relazione alla conquista normanna degli Altavilla.

Nel 1050 Roberto d’Altavilla, proveniente da  Auteville la Guichard nell’attuale Normandia, conquistava la contea di Larino.

Roberto nel 1059 assaliva Guglionesi. Si hanno poi le notizie della conquista di Rotello che assunse il titolo di contea nel 1060, mentre da questo periodo si perdono le tracce dei conti longobardi di Isernia e Venafro, ormai sostituiti da rappresentanti normanni. Sulla scena regionale appariva la figura di Rodolfo di Molise che, provenendo da Moulins-La Marche in Normandia, assumeva la titolarità della nuova contea di Boiano.

Insomma da questo momento nel Molise arrivano i normanni e con essi anche le tradizioni favolistiche della terra francese.

Il piccolo bassorilievo di Rotello è singolare. Malamente conservato, si trova inserito sulla facciata di una casa che fronteggia l’ingresso antico del castello.

La bambina, impaurita, sembra implorare l’animale mantenendo la mano destra sul petto e cercando di allontanarlo con la sinistra. I capelli contornano un grande viso ovale in cui gli occhi sono tristi e la bocca è socchiusa. A destra il lupo, benché sia rozza l’esecuzione, è in assalto e apre le fauci dalle quali spuntano i denti.

Il finale della storia si intuisce.

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3 Commenti

  1. peppino 11 febbraio 2013 at 11:40

    conosco bene quel bassorilievo e mi ero sempre chiesto se fosse la rappresentazione del “male” sull’innocenza. mi piace la Tua “favola di cappuccetto rosso”.
    peppino

  2. PUGGIONI GAVINO 9 luglio 2018 at 22:00

    il lupo è un personaggio presente nel medioevo in parecchi racconti popolari dell’Italia centrale. Nessuno ha mai pensato che la fiaba di Cappuccetto Rosso fosse di origine molisana?

  3. Franco Valente 10 luglio 2018 at 15:12

    … buona idea, ma mancano le prove!

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