Franco Valente

Giancarlo Pavat interviene sul labirinto di Colli a Volturno

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Giancarlo Pavat interviene sul labirinto di Colli a Volturno.

Qualche tempo fa pubblicai alcune note su una piccola pietra che si trova collocata sull’antica chiesa di S. Leonardo a Colli a Volturno.

http://www.francovalente.it/2012/09/16/il-labirinto-di-gerusalemme-a-colli-a-volturno/

Giancarlo Pavat mi ha scritto un commento che volentieri pubblico con il rilievo che merita.

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Buongiorno, mi chiamo Giancarlo Pavat, sono uno scrittore e studioso di simbologie.

Soprattutto i labirinti.

In particolare, dell’affresco medievale del “Cristo nel labirinto” di Alatri (FR) di cui ho scoperto l’uguaglianza del percorso con quello del famosissimo labirinto che decora il pavimento della navata del labirinto di Chartres in Francia e di altri 6 labirinti sparsi per l’Italia e l’Europa (Roma, Lucca, Pontremoli, Pavia, e Grinstad in Svezia).

Tra l’altro assieme agli amici ricercatori Fabio Consolandi e Luca Pascucci, ho realizzato una mostra fotografica ad Alatri (FR) proprio su labirinti simili a quello di Colli a Volturno (la mostra ad ingresso gratuito finisce il 10 febbraio, ma chi volesse vedere le foto può farlo sul sito http://www.ilpuntosulmistero.it).

Desidero per prima cosa ringraziare Franco Valente per avermi fatto conoscere questi due labirinti molisani, di cui ignoravo assolutamente l’esistenza.

In riferimento alla sterile polemica a cui fa riferimento Valente, ricordo che lo “scopritore” è colui che divulga e condivide una scoperta, una novità.

E non colui che la tiene per se .

La Cultura è condivisione.

E la condivisione della Conoscenza è un progresso per tutti.

Tornando ai manufatti molisani , è proprio vero che il Patrimonio culturale, tradizionale, storico e artistico dell’Italia non finisce mai di stupire. Desidero inoltre dare un piccolo contributo alla maggiore comprensione dei due simboli.

In realtà solo uno dei due è effettivamente un labirinto. Quello di Colli a Volturno.

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L’altro, quello di Guardialfiera, è in realtà una spirale. Ma il significato simbolico ed esoterico grosso modo è lo stesso.

Il labirinto di Colli a Volturno è molto interessante e qui di seguito cercherò di spiegare in maniera succinta il perchè (scusatemi se vi sembrerò troppo lungo).

Per prima cosa è un labirinto “unicursale”. Ovvero (al contrario dei labirinti “multicursali”) ha un solo ingresso, un solo percorso ed una sola uscita, sempre al centro.

Dal punto di vista iconografico è classificabile come labirinto “classical” (o “cretese”) oppure “Baltico”. “Classico” o “cretese” in quanto è stato rinvenuto su monete o in mosaici greci e romani. “Baltico” perchè simili esemplari si trovano a centinaia sulle coste del Mar Baltico, in Germania, Russia, Paesi Baltici, Finlandia, Svezia, ma pure in Scozia ed in Norvegia.

Tra l’altro gli esemplari più antichi finora accertati (risalgono alla preistoria) sono quelli presenti in Svezia, Finlandia e Russia 8in Russia sono studiati dagli archeologi soprattutto quelli della Carelia, della penisola di Kola, del Mar Bianco e dell’Arcipelago delle Solowetsky, datati a 3000 anni fa). Mentre i labirinti “classici” possono essere anche quadrati o rettangolari, quelli “Baltici” sono esclusivamente circolari ( o meglio spiraliformi).

Inoltre, graficamente, il labirinto “baltico” viene tracciato partendo proprio da un croce (ricordo che quello della croce è un simbolo molto più antico del Cristianesimo) , che nel caso di Colli a Volturno è comunque molto più evidenziata di quanto lo sia normalmente.

Trovare un esemplare di labirinto “Baltico” in Italia è davvero una cosa straordinaria (potrei sbagliarmi, ma credo che sia il primo caso documentato). Generalmente in labirinti italiani (ovviamente sto parlando dei labirinti antichi) o sono romani (musivi pavimentali o grafitti di forma rettangolare, quadrata, circolare ecc), oppure, quelli medievali sono riconducibili allo “Chartres type” (modello Chartres) come , appunto, quello di Alatri (FR), S. Maria in Aquiro e Santa Maria di Trastevere a Roma (entrambi oggi scomparsi) , Lucca, Pontemoli (MS), e Pavia. Quello di S. Vitale a Ravenna, pur essendo di ispirazione bizantina è stato realizzato nel Rinascimento. (alcuni articoli sui labirinti scritti dal sottoscritto e non solo, si possono leggere sui siti http://www.ilpuntosulmistero.it e http://www.luoghimisteriosi.it)

Concordo nell’ipotesi che il labirinto di Colli a Volturno abbia un significato allegorico del pellegrinaggio, dell’ “itinera gerosolimitana”.

Sarebbe interessante poterlo datare con precisione (anche se, a naso, credo sia medievale) e scoprire il motivo per il quale l’ignoto artefice abbia scelto quella particolare forma di labirinto. Al mondo ci sono migliaia e migliaia di appassionati e studiosi di labirinti. Credo che si debba far conoscere l’esemplare di Colli a Volturno.

Quindi grazie ancora a Franco Valente e a coloro che mi hanno segnalato il suo sito e l’articolo in questione.

Cercherò di visitare Colli a Volturno e vedere il labirinto il prima possibile. Appena il tempo si stabilizza.

Giancarlo Pavat

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1 Commento

  1. Domenico Sergio Antonacci 6 febbraio 2013 at 00:13

    Alto medievale o ancora precedente, chissà!

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