Franco Valente

Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i “provisores castrorum” di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo.

FedericoFerrazzano

Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso.
I loro nomi si ritrovano tra i provisores castrorum di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo.

(In caso di utilizzazione di questo saggio, si prega di citare la fonte)

Prima Parte

FedericoFerrazzano

Non si hanno notizie di avvenimenti particolarmente importanti nel Molise nel periodo in cui Federico II era impegnato per la sesta crociata (1228-1229), tuttavia una citazione riferita a un momento immediatamente successivo potrebbe essere utile per capire se nel Molise parte della nobiltà locale abbia avuto rapporti con l’organizzazione religioso-militare dei templari.

In una inchiesta del 1240  finalizzata ad accertare se il monastero di S. Angelo di Frigilo in Calabria dovesse contribuire alla riparazione del castello di Santa Severina Iohannes Luciferus, giudice di Santa Severina e primo testimone, riferisce che frater Burrellus templarius et frater Rogerius hospitalarius, statuti per dominum nostrum inperatorem magistri et provisores inperialium castrorum, me statuerunt super reparacione castri Sancte Severine

Dunque un Burrellus era stato nominato da Federico provisor del castello di S. Severina.

Non esiste altra notizia che possa in qualche modo collegare il Borrello alla sesta crociata e tantomeno capire da dove provenga questo personaggio.

Ma il nome è troppo particolare per non ritenere che si tratti di un esponente dei Borrello che furono titolari per vari secoli del dominio di quella vasta area compresa tra le valli del Sangro, del Volturno e del Trigno e che faceva capo originariamente all’antica contea longobarda di Pietrabbondante.

Insomma un discendente di quella famiglia i cui membri, per le aggressioni e le usurpazioni perpetrate ai danni dell’Abbazia di S. Vincenzo al Volturno, furono definiti sacrilegos tyrannos, ma poi furono riabilitati fino a diventare abati e santi a Montecassino con Oderisio e Randisio.

Ormai è sufficientemente dimostrato che l’architettura di una buona parte dei castelli federiciani sia stata condizionata dalle esperienze crociate e che Federico abbia costituito una rete di esperti che non solo avrebbero dovuto provvedere alla loro progettazione e costruzione, ma anche alla loro manutenzione.

Per questo motivo non è da escludere che il nostro Borrellus templarius abbia fatto parte di quella cerchia dei personaggi di rilievo che Federico si era portato dietro nella sua missione a Gerusalemme, come sostiene Jean-Marie Martin, e che sia stato scelto, riteniamo, proprio per la sua specifica esperienza religiosa e militare.

templari

E’ certamente singolare che il primo provisor di un castello federiciano di cui si abbia notizia sia stato un templare e, per di più, un Borrellus che ragionevolmente apparteneva alla famiglia dei Borrello dell’area molisana.

Questi specialisti furono definiti provisores castrorum proprio per la loro specifica attività rivolta alla manutenzione dei castelli demaniali intorno al 1230-1231, anche se la loro funzione fu precisamente definita solamente nello Statutum de reparatione castrorum, frutto di una serie di  aggiornamenti tra il 1241 e il 1245.

Si tratta in genere di personaggi i cui nomi tradiscono un’origine meridionale nel periodo di Federico II, mentre sono prevalentemente francesi sotto il governo angioino.

Il loro compito era di verificare lo stato delle strutture castellane, indicare le opere necessarie alla loro manutenzione e stabilire le modalità di gestione, mentre la raccolta dei fondi per le opere e per la gestione erano affidate a un collector.

Se dunque è vero che Federico II abbia voluto scegliere il suo primo provisor tra i templari, è plausibile che anche nella scelta degli altri abbia attinto a quest’ordine che per istituzione era dotato di persone che più di altre erano capaci di organizzare sul territorio un sistema di difesa.

Certamente giocava a loro favore anche quel particolare atteggiamento che non sempre era compatibile con le indicazioni della Chiesa che spesso vide la loro organizzazione militare come elemento pericoloso proprio per la loro possibilità di gestirsi autonomamente. Come d’altra parte fu Federico II.

CONTINUA

http://www.francovalente.it/2013/04/22/tracce-di-templari-molisani-borrellus-templarius-agneus-de-matricio-e-robertus-de-busso-i-loro-nomi-si-ritrovano-tra-i-provisores-castrorum-di-epoca-federiciana-in-calabria-in-ca/

20) federicoII
http://www.francovalente.it/2008/12/23/un-misterioso-sarcofago-nella-chiesa-di-pietrabbondante/

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2 Commenti

  1. Mariavittoria 21 aprile 2013 at 09:34

    Bravo come sempre.
    Ad altiora!

    Mariavittoria Riccio

  2. maita golfieri 21 aprile 2013 at 11:07

    tutto molto interessante, del resto la sua cultura e profondità di preparazione sono ben conosciute. Non sono espertissima , ma se si vuole riconoscere un intervento sulle difese murarie commissionate da Federico II credo ci siano piccoli particolari abbastanza illuminanti

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