Franco Valente

Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i “provisores castrorum” di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo. (Seconda parte)

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Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i “provisores castrorum” di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo.

Prima Parte
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SECONDA PARTE

(In caso di utilizzazione di questo saggio, si prega di citare la fonte)

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Tuttavia i rapporti tra Federico II ed i Templari non furono certamente buoni. Anzi, probabilmente, precipitarono proprio in occasione della sua crociata. Anche perché l’imperatore aveva legami molto saldi con un altro ordine religioso-cavalleresco, quello dei Cavalieri Teutonici, che in qualche modo era in concorrenza con i Cavalieri del Tempio i quali, forse più degli altri, professarono la loro religiosità militare facendo voti di castità, di obbedienza e di povertà individuale.

Sono noti i suoi rapporti di fraterna amicizia con Ermanno di Salza, Gran Maestro dell’Ordine Teutonico, uno dei suoi massimi collaboratori nella sua spedizione in Oriente.

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Ermanno di Salza

 

Hubert Houben sostiene che i Cavalieri Teutonici rappresentarono una sorta di variante germanica dell’Ordine dei Templari e degli Ospedalieri Gerosolimitani (questi ultimi divenuti poi Cavalieri di Rodi e successivamente Cavalieri di Malta).

I Cavalieri Teutonici furono gli ultimi ad apparire nel mondo delle crociate, alla fine del XII secolo, e presero il nome di Ordo fratrum domus hospitalis S. Mariae Teutonicorum in Jerusalem.

Federico II fu un convinto assertore del movimento oltre che sostenitore delle iniziative di Ermanno di Salza che gli fu sempre fedele.

Ermanno partì con Federico II da Brindisi per recarsi a Gerusalemme nel 1227, ma l’imperatore fu costretto ad un rapido rientro nel porto di Otranto per un’improvvisa malattia a seguito della quale si trasferì a Pozzuoli per curarsi mentre il papa Gregorio IX lo scomunicava per questa ennesima rinuncia a partire per l’Oriente.

Ermanno di Salza, il Patriarca di Gerusalemme ed Errico di Limburgo, a cui era stato affidato il comando di venti galee, continuarono il viaggio fino ad Acri dove era in costruzione il grande castello di Montfort che divenne la sede militare e la base potente dei Cavalieri Teutonici.

Federico II, rimessosi in salute, gravato comunque dalla scomunica papale, giunse ad Acri nell’anno successivo dove fu costretto a venire a patti con i Templari, gli Ospedalieri e i Teutonici che non volevano inimicarsi il papa che insisteva perché Federico non fosse al comando della spedizione.

Non entro nei particolari dei fatti che seguirono a Gerusalemme e delle diplomazie che intervennero per ricostruire una pace tra l’imperatore ed il papa, ma certamente Federico, rientrato in Italia non dimenticò il sostegno dato alla sua causa dai Cavalieri Teutonici che ricevettero numerose concessioni in terra di Puglia.

Altrettanto deve ritenersi abbia fatto nei confronti dei Templari e degli Ospedalieri, ma probabilmente utilizzando la loro capacità militare per una funzione specifica legata piuttosto alla gestione dei castelli e non alla concessione di ampi territori.

La nomina di frater Burrellus templarius et frater Rogerius hospitalarius nella funzione di provisores sembrerebbe un riconoscimento di capacità organizzative diverse da quelle dei Teutonici e, sebbene assolutamente poca cosa sia un solo documento per dedurre una prassi, si può immaginare che Federico abbia potuto servirsi dei Templari e degli Ospedalieri soprattutto per la loro specifica conoscenza delle metodologie di gestione e di organizzazione dei castelli in funzione di controllo dei grandi itinerari per l’Oriente che già erano in qualche modo sotto il loro controllo.

In altri termini, a prescindere dai rapporti anche conflittuali che Federico ebbe con l’Ordine dei Templari, molto probabilmente egli volle comunque utilizzare, nell’ambito di una sostanziale riorganizzazione amministrativa del suo impero, le esperienze che nel Meridione italiano erano appannaggio dei Templari e degli Ospedalieri più che dei Teutonici il cui campo di azione era stato soprattutto quello tedesco.

Dunque il ricorso a personaggi del Sud della Penisola rientrerebbe proprio in questa logica e se per frater Burrellus templarius et frater Rogerius hospitalarius abbiamo la certezza della loro appartenenza templare ed ospedaliera per una precisa definizione, altrettanto possiamo immaginare per gli altri provisores castrorum di cui si conosce solo la provenienza territoriale meridionale: Riccardus de Molino, Guilielmus filius Laurentii de Suessa, Guido de Guasto, Iohannes Vulcanus de Neapoli, Riccardus de Forulo, Robertus de Busso, Agneus de Matricio, Sanctonus de Montefuscolo.

Eduard Sthamer nella sua magistrale opera di ricognizione dei castelli nel periodo di Federico II e Carlo d’Angiò ha ripubblicato nel 1914 un documento del 1230/1231 nel quale si riporta la nomina di Agneus de Matricio e Sanctonus de Montefuscolo a provisores castrorum Principatus, Terre Laboris et Terre Beneventane  (E. STHAMER, Die Verwaltungmder Kastelle im Konigreich Sizilien unter Kaiser FriedrichII, und Karl I. Anjou, Lipsia 1914).

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Il Castello di Matrice, oggi Palazzo Baronale

 

Mentre è stato facile capire che Sanctonus proveniva da Montefusco (oggi in provincia di Avellino), nessuno si è preoccupato di sapere a quale paese corrisponda il luogo di origine di Agneus. Credo, invece, che si possa riconoscere come proveniente da Matrice, oggi in provincia di Campobasso, l’Agneus de Matricio citato nel documento.

Sicuramente Matrice aveva una buona consistenza in epoca normanna quando il suo feudo era tenuto da Roberto Avalerio, come si riporta nel Catalogo dei Baroni dell’epoca di Ruggero II, redatto tra il 1150 ed il 1168: Robertus Avalerius tenet a predicto Comite Matricem que est sicut ipse dixit pheudum ij militum, et Collum Rotundum et Archipresbiterum, et Albonem quod est sicut ipse dixit feudum unius militis, et Ripam de Brittonis et Castellum quod est feudum j militis. Una sunt de proprio feudo suo milites iiij et eius augmentum sunt milites iiij. Una inter proprium feudum et augmentum obtulit milites octo et servientes viij.

ABSIDI
S. Maria della Strada. Le absidi.

 

Un territorio dove sicuramente esisteva già prima dell’insediamento urbano una importante basilica, dedicata a S. Maria della Strada, le cui origini longobarde sono incontrovertibili.

Non potremo mai avere la certezza assoluta che Agneo di Matrice sia stato un templare, ma un esperto in materia di controllo del territorio e di organizzazione castellana certamente lo era. Altrimenti Federico II non gli avrebbe affidato un incarico così prestigioso che riguardava l’organizzazione castellana dei  vasti territori della terra di Lavoro e del Beneventano.

ASSALONNE
S. Maria della Strada. Assalonne

CONTINUA

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1 Commento

  1. Fiorenzo Laurelli 22 aprile 2013 at 23:33

    A memoria ricordo che tramite dei rapporti tra Federico II ed il Gran Maestro dei Teutonici fu il più autorevole membro del casato dei d’Evoli, Tommaso cardinale di Santa Sabina. Oltre che ospitare nella propria basilica il frate Domenico al tempo della fondazione dell’Ordine dei Predicatori, Tommaso fu il tessitore dei rapporti degli Evoli di Capua col più illustre dei funzionari di Federico, Pier delle Vigne. Ecc ecc

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