Franco Valente

A Venafro si vota. Mi sono fatto un autoritratto.

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A Venafro si vota. Mi sono fatto un autoritratto :

Franco Valente (Francesco) è  la memoria storica della lista “VENAFRO CHE VORREI” che propone Mario Pietracupa sindaco di Venafro

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Franco Valente ha un’ottima conoscenza della macchina amministrativa pubblica essendo stato Direttore dell’IACP di Isernia (vincitore di concorso) per oltre 30 anni.

Ha una conoscenza perfetta della struttura comunale. Ne conosce tutti i pregi, ma anche i difetti.

E’ un ottimista di natura e crede che Venafro possa cambiare nel vero senso della parola cominciando da un recupero della cultura e dell’entusiasmo dei suoi cittadini.

Può gridare ad alta voce di aver sempre amato questa città a tal punto che all’università lo chiamavano “Venafro”.

Disprezza coloro che vivono di rancori personali utilizzando la politica per vendicarsi di questioni individuali mascherate da interessi sociali.

Non ha nessuna stima di coloro che sono sfaticati e che stanno in politica per mestiere parlando male di tutto e di tutti.

Crede nella redenzione politica degli uomini e alla loro capacità di cambiare idea quando capiscono di avere imboccato strade sbagliate.

Ama la storia, l’arte, l’architettura e le tradizioni di Venafro e del Molise. Ne conosce ogni singolo aspetto.

Crede nel recupero del Centro Antico della Città come luogo di aggregazione di tutta la comunità.

Crede nella realizzazione a Venafro del più grande laboratorio di cultura regionale da localizzare nell’ex Conservificio di Venafro per farlo diventare, con i suoi spazi immensi, con i suoi parcheggi, con la sua caratteristica di archeologia industriale, il centro di propulsione dell’entusiasmo culturale giovanile venafrano.

Crede che la piazza del Castello con i lavori in via di completamento stia per diventare lo spazio più bello della città per eventi musicali, culturali, artistici e spettacolari.

Crede nel recupero immediato della Palazzina Liberty sulla Pescara perché diventi un centro polivalente con un teatro per 350 posti da dare in concessione alle compagnie teatrali amatoriali di Venafro.

Crede negli altri candidati della sua lista, crede nei giovani che la compongono, alle donne che si sono messe in gioco per il futuro splendido che questa città merita.

Crede, soprattutto, nella magnifica Costituzione Italiana, nei principi sacrosanti della Democrazia e nella capacità dei Venafrani di costruire un sistema che garantisca un futuro radioso alle giovani generazioni.

 

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Infine, per lasciare un ricordo di questa campagna elettorale, regalerà a tutti gli amanti della storia della città un cartoncino con l’immagine del BAIO FAVORITO, uno dei cavalli che decorano il piano nobile del Castello di Venafro, da mettere sulla scrivania…

venafro_che_vorrei_300VOTA VALENTE

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7 Commenti

  1. brunas 10 maggio 2013 at 10:18

    mi dispiace di non essere cittadina di Venafro perché avrei votato con entusiasmo per franco Valente: uno che ama così tanto la sua città non può che fare bene l’amministratore… E mi dispiace anche di non poter ricevere il BAIO FAVORITO.
    Buon voto ai venafrani!

  2. Franco Valente 10 maggio 2013 at 12:29

    Bruna! … se mi mandi l’indirizzo in privato te lo spedisco con grande piacere!

  3. summaocre.com 10 maggio 2013 at 18:52

    Per la persona che ha stuzzicato la curiosità e ha motivato il primo approccio in questo comune.Grazie.P.S.O.

    http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2013/05/10/festa-madonna-delle-fontanelle-in-attesa-del-prossimo-miracolo-naturale-dellacqua/

  4. Cristian 11 maggio 2013 at 08:45

    Ci vorrebbe un Franco Valente anche a Bojano

  5. summaocre 12 maggio 2013 at 09:38

    La Festa della Madonna delle Fontane a Conca Casale in provincia di Isernia, ha il sapore di miracolo della Natura. Ricorre il 12 maggio, presso la chiesa dell’omonima Madonna costruita nel 1923 dal Mastro scalpellino Antonio Vettese al posto di una più piccola cappella devozionale. Si apre la botola e la vasca sottostante, prima vuota, quasi per incanto si riempie. E’ il momento più importante della celebrazione religiosa (cattolica) che ha evidenti richiami ai culti italici risalenti ad un periodo precedente alla nostra era. Una celebrazione studiata dagli archeologi ideatori del Progetto Summa Ocre, Manuela Tondo e Dante Sacco, capaci di ricercare il passato non solo sottoterra, ma anche nelle tradizioni immateriali tramandate da secoli di generazione in generazione. “La Festa si svolge alla fine di un pellegrinaggio dinanzi la chiesa delle Fontane costruita in una stretta gola ricca di risorgive – spiegano i due esperti -, vi partecipano fedeli provenienti da Venafro, Carpinone di Isernia, San Vittore del Lazio, Viticuso. Il sito di fatti si trova alla confluenza dei tratturi che attraversavano questa parte di Molise, all’interno dei grossi percorsi che conducevano all’Abruzzo. Un tempo, insomma, vere autostrade percorse dai pastori con le loro greggi. La devozione della Madonna delle Fontane e la statua sono divise tra i fedeli di Conca Casale e quelli di Carpinone. Nel mese di maggio, all’inizio delle attività di transumanza e monticazione, la statua inizia il suo pellegrinaggio che, da Conca Casale, avrà culmine poco prima dell’inverno, in ottobre, a Carpinone. Il rito, che si svolge a Conca Casale, consiste nell’apertura, ad opera di una mano esclusivamente femminile, di un pozzetto posto dietro l’altare che viene chiuso ad ottobre al termine delle attività pastorali. L’evento “sacro” al quale si può assistere consiste nell’apparizione immediata dell’acqua nel pozzo che era completamente asciutto fino a qualche secondo prima”. Un ‘miracolo’ che ha la sua spiegazione scientifica. “Accade che – spiegano Sacco e Tondo – nel periodo di siccità l’acqua presente nel pozzo si ritrae nelle falde. Ovviamente il pozzo e l’intera cavità, a causa di tale fenomeno, vanno, per così dire, “sottovuoto”. E’ semplice intuire che, al momento dell’apertura, l’aria, ritornando nel pozzo, fa risalire miracolosamente l’acqua. Una cosa che i pastori sapevano e sfruttavano verosimilmente per avere sempre acqua pulita”. Anche la statua della Madonna rappresenta un unicum.”Il collegamento tra il simulacro e la pastorizia – spiegano gli archeologi – è sottolineato dalle tre pecore che sono poste ai piedi della Vergine col Bambino. Come in altri casi di santuari posti a memoria di eventi sacri o ritenuti tali, va visto nella Madonna delle Fontane una continuità funzionale dove la presenza di un culto femminile cristiano è l’evoluzione di un probabile luogo di culto italico. La presenza di importanti centri italici a Isernia, a San Vittore del Lazio, a Conca Casale, a Venafro e nella stessa Viticuso che erano in comunicazione attraverso la viabilità intervalliva che converge verso l’attuale Santuario delle Fontane, porta a pensare che anche in epoca italica si sfruttassero per la pastorizia le sorgenti presenti ancora oggi magari ringraziando le divinità delle acque come Mefitis o le Ninfe”.La festa culmina nel migliore dei modi. I fedeli si incontrano nella tradizionale scampagnata nei prati di Conca Casale. Li si sottolinea il valore pienamente colleggiale dell’evento. Si stabiliscono nuove amicizie, nuovi rapporti familiari; il tutto con l’immancabile taglio del prodotto tipico più significativo di Conca Casale, la Signora, un salume che è annoverato tra i Presidi Alimentari slow Food.

  6. Michele Paternuosto 12 maggio 2013 at 17:21

    A me caro Franco non dispiacerebbe avere nel mio studio il BAIO FAVORITO mi dispiace di non poterti votare .vivo a Roma ma sono un buon Molisano tutto quà e buon lavoro.

  7. Enzo 24 maggio 2013 at 12:51

    Ciao Franco. Non voto a Venafro e quindi non esprimo alcuna considerazione sui candidati nè preferenze per nessun capolista in quanto sarebbero inutili. Il tuo curriculum, pardon “autoritratto”, lo conosco da tempi non sospetti e non posso che apprezzare la tua professionalità e passione. Spero che i tuoi “credo” come quelli degli altri candidati si trasformino in “realtà”. Da oltre 20 anni vivo e lavoro a Venafro ed il declino cui ho assistito è impressionante. Chiunque vincerà avrà il dovere “morale” di far risorgere questa città e chi perderà avrà anch’egli il dovere “morale” di mettersi a fianco degli amministratori per costruire e non distruggere. Il giudizio lo daranno i fatti e non le promesse.
    P.S.: Il cavallo mi piacerebbe averlo. Non mancherà occasione…

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