Franco Valente

Cultura e Molise: L’anno si chiude (quasi) disastrosamente per i Beni Culturali e (sicuramente) bene per colonizzatori e consulenti

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Il Molise è terra di colonizzatori e di consulenti.

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Specialmente nel campo dei Beni Culturali.

La cosa che mi fa più imbestialire è l’arrivo di scienziati della cultura che si autoreferenziano scrivendo cumuli di cretinate sperando di lucrare (e a volte ci riescono) quantità imponenti di denaro a spese della Regione Molise.

E’ il caso, per esempio, di una lussuosa pubblicazione fatta a spese nostre di cose trite e ritrite sulla Cripta di Epifanio e affidata a uno dei massimi responsabili dello stato in cui si trova l’area archeologica di S. Vincenzo al Volturno.

Un copia e incolla di scritti ormai superati e ampiamente conosciuti con la consapevole e ridicola eliminazione (anche dalla bibliografia) dei miei saggi che hanno fatto diventare quel monumento famoso nel mondo.

Un copia e incolla con i contributi delle new-entry della cultura intellettualoide dove, al maldestro tentativo di imitare i grandi della critica artistica, si associa la vuotezza dei contenuti.

 

Intanto queste pagliacciate vengono pagate dai contribuenti molisani e non tutti se ne accorgono.

NON E’ VERO CHE I SOLDI PER LA CULTURA MANCHINO!

La verità è che non sappiamo dove vanno a finire!

Provate a chiedere quanti soldi sono stati dati a ex Soprintendenti del Moilise per consulenze su edifici storici del Molise!

Se siete capaci di saperlo, fatemi un fischio!

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Intanto lo stato dei monumenti molisani è disastroso e si continua con il pianto greco che ormai ha raggiunto altissimi livelli di teatralità!

E’ chiaro che non ci sono fondi per i restauri e la manutenzione delle opere d’arte nel Molise fino a che i soldi si spendono per pagliacciate come:

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1) la ferraglia su S. Maria delle Monache
(pericolosa e inutile),

2) la ferraglia a S. Maria di Macchia d’Isernia (costata un occhio della testa e mai utilizzata),

coperture

3) la ferraglia di Roccaravindola (che grida vendetta mentre gli affresch vanno alla malora)

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4) La ferraglia della chiesa di S. Francesco a Venafro (che piano piano dovrà essere demolita)

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5) il Museo di Castel S. Vincenzo (3 milardi buttati al vento mentre crolla senza essere stato mai aperto),

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6) il Museo di Pietrabbondante (costato fino ad ora 4 milioni di euro e che non verrà mai aperto),

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7) Il convento di S. Nazzario a Morrone (dove sono stati spesi 4 milioni di euro e sta crollando)

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8) L’AUDITORIUM DI ISERNIA (CHE COSTERA’  56  MILIONI DI EURO),

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Gambatesa

E intanto gli affreschi di Gambatesa (da poco restaurati) saltano mentre la chiesa di S. Maria delle Grotte a Rocchetta è impregnata di acqua.

Grotte

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4 Commenti

  1. libero 8 febbraio 2014 at 16:51

    Il responsabile scientifico degli scavi di S. Vincenzo è ora professore ordinario di archeologia (http://abilitazione-miur.cineca.it/public/documenti/giudizi/2012/Giudizi30051.pdf), la sua attività scientifica mostra cosa gli sono serviti gli scavi dell’abbazia, lui è stato come una metastasi, il sito muore e lui prospera.
    Si attende da anni, una pubblicazione intera sugli scavi, ma divulga solo quello a suoi occhi è interessante, prima si fa vanto che è uno degli scavi più estesi dell’Europa e poi pubblica solo la parte su San Vincenzo Maggiore, si aspetta con ansia tutto il resto.
    Meno bene, gli è andato il concorso per professore di Storia medievale, 1 fascia, (http://abilitazione-miur.cineca.it/public/documenti/giudizi/2012/Giudizi57819.pdf), da leggere necessariamente è una parte del giudizio, del prof. Dalena: “…..su Il Sud dell’Italia fra i secoli VII e VIII, peraltro caratterizzato da scarni e non esaustivi riferimenti bibliografici: e suona come imbarazzante omissione il mancato riferimento ai lavori di Claudio Azzara e Nicola Cilento, sul versante storiografico, e di Richard Hodges, sul versante archeologico.”
    Forse ha dimenticato di chi il merito della sua presenza in quei luoghi.

  2. Franco Valente 11 febbraio 2014 at 19:19

    Solo ora leggo il commemmento e non solo lo condivido, ma ne farò motivo di riflessione. Grazie!

  3. antonio 16 aprile 2014 at 15:21

    Salve.
    Mi complimento per la dedizione che ha nel divulgare le bellezze del nostro amato Molise.

    Nonostante i tanti abomini culturali, siamo sempre proni davanti al signorotto di turno. Un po’ di tempo fa lessi un articolo su Internet in cui si citava il “caro slogan” MoliSani, diventammo per l’occasione MuliSani, è forse questa la spiegazione più logica ti tutte le storture regionali, che ne pensa?

    Grazie ancora per l’impegno.

  4. Franco Valente 16 aprile 2014 at 17:15

    Gentile Antonio,
    sono questi apprezzamenti che mi fanno continuare in un’impresa che, tenendo conto della limitatezza delle mie forze, per me è titanica…
    Ultimamente è venuto Zalone a girare un film nel Molise che nella sostanza era un’offesa alla regione.
    Molti, seguendo l’adagio di Oscar Wilde secondo cui “l’importante è che se ne parli”, dissero che avrebbe portato turisti nel Molise.
    A parte che non se ne è visto uno, si è solo diffusa l’immagine del molisano ignorante.
    Contenti loro…

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