Franco Valente

Silvia Grimaldi, rimasta vedova, se ne tornò a Pietracatella.

S.GiacomoPietracatellaBLOG

Spigolature araldiche.

In un angolo buio, in fondo alla chiesa di S. Giacomo Maggiore di Pietracatella, qualche tempo fa, durante i lavori di restauro, fu collocata la pietra sepolcrale proveniente dalla tomba di Silvia Ceva-Grimaldi.

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Vi è lo scudo araldico della famiglia della nobildonna e una epigrafe che ricorda la sepoltura:

SYLVIA EX MARCH. CEVAE GRIMALDAE
CVIUS VITAE COMPOSITIONEM ANIMI
ELEGANTIAM PVRITATEM ET PIETATEM
…HVC ADMIRANTVR HIC IACET

(Qui giace Silvia dei marchesi Ceva-Grimaldi della cui vita si ammirarono fino a ora la bontà d’animo, l’eleganza, la purezza e la pietà).

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E’ uno stemma inquartato, sottostante una corona marchesale che mostra nel 1° e nel 4° quarto l’arma dei Ceva (di oro a tre fasce di nero), nel 2° e nel 3° quarto quella dei Grimaldi (losangato di rosso e d’argento).

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Lo stemma dei Grimaldi inquartato con quello dei Ceva

 

Lo stile dello scudo, con i cartigli in forma ancora geometrica, fanno ritenere che la sua esecuzione sia riconducibile alla fine del XVI secolo. Il nome della sepolta potrebbe essere di quella Silvia Grimaldi che fu sposa di Ascanio di Capua, feudatario di Montorio nei Frentani e di cui si ha una precisa testimonianza nei registri parrocchiali della sua chiesa madre dedicata a S. Maria Assunta.

Nei registri parrocchiali di Montorio, infatti, Ascanio e Silvia vengono citati come genitori dei battezzati.

Fo.l/98 – Die 22 mensis 7mbris 1585 – lo Don Giuseppe de Caldariis ho baptizato lo S/r Giulio figlio dell’Ill/mo S/r Ascanio de Capua, et della Ill/m,a S/ra Silvia Grimalda, l’ha tenuto ad fontem batsmalis la Antonella Matella.

Fol/101- A Di 18 Agosto 1586 Don Vincenzo Taurono della Serra Capriola have battizzata Francesca Costanza figlia dell’Ill/mo S/r Ascanio de Capua et dell’Ill/ma S/ra Silvia Grimalda et l’ha tenuta nel fonte battismale il S/r Bar/o Scacciato et la S/ra Drusiana sua moglie.

Fo1/109 – A Dì 19 del mese di Marzo 1589 in Montorio – Io Gio. Batt/a Bello Buono di Larino ho battizzata l’Ill/ma S/ra Catarina figlia degli Ill.mi Sig/ri Ascanio de Capua et Silvia Grimaldi et l’ha tenuta al battesimo Antona di Costanza da Casacalenda.

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Silvia Grimaldi nel 1585 aveva una ventina di anni, o forse anche meno, e quindi, presumibilmente, era nata intorno al 1565.

Neppure sappiamo dove sia nata, ma l’epoca della sua nascita è molto vicina a quella in cui il feudo di Pietracatella fu ceduto da Giovanni di Capua a Cristoforo Grimaldi mentre quello di Montorio da Maria di Capua a Giulio Cesare di Capua, principe di Conca, padre dell’Ascanio che avrebbe sposato Silvia Grimaldi.

Degli eredi di Cristoforo conosciamo solo il nome del suo figlio primogenito Giovanni Francesco, che fu marchese di Pietracatella quando ereditò il feudo nel 1592.

Di Silvia nessuna traccia a Pietracatella prima di apparire in Montorio nei Frentani come sposa di Ascanio di Capua.

La circostanza che i tre figli di Ascanio e Silvia siano stati tutti battezzati nella parrocchiale di Montorio porta a ritenere che tutta la famiglia avesse residenza stabile a Montorio, anche se è documentata la loro presenza a Napoli dove, tra le altre cose, commissionarono al fiammingo Teodoro D’Errico le due pale dell’Annunziata e dell’Assunzione nel 1580 per le due chiese del paese.

http://www.francovalente.it/2010/01/27/l%E2%80%99annunciazione-di-teodoro-d%E2%80%99errico-a-montorio-nei-frentani-prima-parte/

Ascanio personalmente ne fu il committente nel 1580, ma nulla si conosce se sia stato mai titolare del feudo di Montorio.

E’ molto probabile che egli sia premorto al padre Giulio Cesare che lasciò il feudo alla figlia Caterina, benché femmina e più giovane di Ascanio, ma evidentemente unica erede vivente.

Caterina porterà, infatti, il feudo di Montorio in dote quando sposerà Luigi Castelletti che ne diventerà titolare.

http://www.francovalente.it/2013/06/23/luigi-castelletti-e-caterina-di-capua-in-uno-stemma-di-bonefro/

A questo punto possiamo ritenere che Silvia Grimaldi, rimasta vedova, sia tornata tra le pareti domestiche della sua famiglia a Pietracatella, non senza qualche penosa remora nei confronti dei familiari del marito.

Il fatto che dopo la sua morte qualcuno volle ricordare le sue virtù di donna di animo nobile, elegante e pura, senza far alcun cenno all’essere stata moglie di Ascanio di Capua la dice lunga sulle sorti che dovevano subire le donne nelle vertenze ereditarie una volta rimaste vedove.

E a volte anche le omissioni in una epigrafe possono far capire cosa sia realmente accaduto e quanto penosa sia stata la conclusione della sua vita.

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2 Commenti

  1. Capo Donatella 26 maggio 2016 at 15:26

    Abbiamo messo, grazie a te, un’altra piccola (ma poi non tanto piccola!!!) conoscenza sulla Storia del Molise. Da cattiva molisana di Pietracatella conoscevo soltanto il nome (… e , sono sincera, neanche con precisione in quale delle due province) ! Ora so qualcosa di più e sono andata anche a curiosare in wikipedia per vedere qualche immagine panoramica. Vorrei però che nel mio piccolo cercello, ormai contaminato da quell’infame tedesco (alzheimer!!!!) restasse un ricordo più duraturo. Ahime!!!. Grazie Architetto!!! Ciao Franco

  2. Carmelo S. FATICA 31 ottobre 2016 at 09:39

    Una riflessione va fatta su quanto la nobiltà del passato abbia dato a tutte le piccole entità territoriali. Allora, qualsiasi località aveva peculiarità e prestigio, che le derivavano soprattutto dalla presenza di nobili famiglie. Le testimonianze sono, soprattutto, le loro dimore, che erano emergenze e ordinatrici urbane. Oggi, le emergenze urbane della democrazia sono le CAGATE da fucilazione delle sedi municipali; bisogna farne una raccolta fotografica, si trova di tutto!

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