Franco Valente

Ricordando Ada Trombetta

Franco Valente 27 gennaio 2014 Cultura 2 commenti su Ricordando Ada Trombetta
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Ricordando Ada Trombetta.

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Chiunque abbia tentato di conoscere il Molise non può non essersi incontrato con Ada Trombetta. Io ho avuto la fortuna di seguirla in gioventù, negli anni Ottanta, quando ebbi il privilegio di accompagnarla nelle sue peregrinazioni nella Valle del Volturno, da Sesto Campano alle terre dell’Abbazia di S. Vincenzo. Era un andare a colpo sicuro perché Ada ripercorreva in maniera scientifica le orme del padre Alfredo che, fotografo intelligente, nel ricordo era costantemente la sua guida culturale.

Allora stava rielaborando i suoi studi sull’arte e l’architettura medioevale che sarebbero confluiti nella sua opera omnia sull’Arte nel Molise attraverso il Medioevo, che rimane la base di qualsiasi altro approfondimento si voglia fare per la grande quantità di opere analizzate, catalogate e fotografate in ogni angolo della regione.

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Amica di famiglia era per me un fiume travolgente per la straordinaria capacità di attirare l’attenzione sulla storia della sua regione entusiasmando chi l’ascoltava quando il discorso si spostava su argomenti che in qualsiasi modo si collegavano alle ricerche che in ogni direzione andava facendo. Per oltre mezzo secolo ha animato, da protagonista, i salotti culturali campobassani con una produzione incredibile di saggi storici, indagini antropologiche, trattati di arte, analisi urbanistiche che ormai costituiscono il riferimento sicuro per chiunque voglia avvicinarsi a un Molise che molto spesso è sconosciuto agli stessi Molisani.

Eppure amava definirsi una formica da quando ne avevo tracciato le doti in uno dei tanti incontri ai quali partecipava per il piacere di mettere a disposizione di tutti quel patrimonio di conoscenze che solo chi aveva lacostanza della pianificatrice della ricerca poteva tenere da parte.

Come l’argenteria che si tiene lucida e pronta per gli ospiti importanti. 

Sempre con un atteggiamento di grande disponibilità a mettersi in discussione e a riconoscere (eccezione nell’ambiente culturale) il lavoro fatto da altri. Per questo le sue pubblicazioni sono una miniera di informazioni non solo per l’originalità delle sue ricerche, ma anche e soprattutto per le bibliografie e le note che le hanno puntualmente sostenute.

Ada Trombetta è stata una degli ultimi intellettuali autentici di questa regione che concede poco a chi si occupa della sua storia, delle sue radici, della sua identità.

Un’intellettuale perché i suoi studi non sono adatti a chi si parla addosso. Le considerazioni che accompagnano spesso i suoi scritti sono conseguenza di ragionamenti sempre rispettosi del contesto storico in cui i fatti e le espressioni artistiche vanno a collocarsi. E così i suoi saggi aiutano a capire che anche il più piccolo dei segni che ancora sopravvive nel territorio, nelle chiese, nei castelli e tra le mura domestiche contribuisce a costruire la grande storia del Molise.

Ada Trombetta oggi non è più tra noi, ma rimangono le sue opere che costituiscono quell’eternità relativa che è mantenuta viva da chi sopravvive ricordando.

Campobasso, 26 gennaio 2014

 

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2 Commenti

  1. Francesco 27 gennaio 2014 at 15:40

    Proposta: intitoliamo a suo nome l’ex GIL di Campobasso. Che ne pensi?

  2. Franco Valente 30 gennaio 2014 at 08:50

    Sono perfettamente d’accordo. In questi giorni provo a fare una catena di adesioni per sostenere la proposta!

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