Franco Valente

La ruota idraulica di Venafro, anzi di Pozzilli, anzi di Triverno

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La ruota idraulica di Venafro, anzi di Pozzilli, anzi di Triverno

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Mi ha mandato un messaggio Anna Maria Fasoli: Oggi mio padre era al Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano e, attraversando una sala, ha visto ” una ruota idraulica di Venafro ” . Ha chiesto spiegazioni alla guida, la quale gli ha risposto che è stata trovata durante uno dei tanti scavi effettuati a Venafro. Mio padre mi ha promesso di inviarmi una foto di questa ruota nelle prossime settimane. Tu ne eri a conoscenza? Io abito a Venafro, però sono di Crema…

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Le ho subito risposto promettendo di pubblicare qualcosa su questa preziosa testimonianza archeologica del territorio venafrano che, nonostante l’importanza, è sconosciuta agli stessi venafrani.

 

Nel 1908 in agro di Pozzilli, nell’alveo del fiumicello Tuliverno (oggi Triverno) furono ritrovate le macine in pietra lavica di un molino. A poca distanza il calco naturale di una ruota idraulica che immediatamente non fu adeguatamente apprezzata.

Se ne occupò l’ispettore onorario Giuseppe Cimorelli che segnalò la scoperta.

Qualche tempo dopo il calco naturale fu trasferito al Museo archeologico di Napoli dove fu studiato con attenzione dall’ing. Luigi Jacono che, a proprie spese, fece realizzare un modello della ruota per donarla al medesimo museo dove dovrebbe essere ancora conservato:  … ho fatto costruire a mie spese ed ho donato al Museo di Napoli un modello di legno (incatramato, secondo il precetto vitruviano) della ruota.

 

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La ruota idraulica (a Venafro viene chiamata in dialetto “retrecene”) aveva un diametro di circa due metri e, come calcolò l’ing. Jacono, sviluppava una potenza di circa 3 cavalli vapore.

Da studi fatti recentemente si ricava che poteva macinare circa 180 chilogrammi di grano all’ora, mentre una macina azionata da un asino o da due schiavi produceva nello stesso tempo non più di 4 chilogrammi e mezzo di farina.

Insomma la ruota idraulica di Venafro sostituiva 40 asini o 80 schiavi!

 

Lo studio di Luigi Jacono fu pubblicato il 15 dicembre 1938 sul n. 12 della rivista “L’INGEGNERE” sotto il titolo “La ruota idraulica di Venafro”.

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