Franco Valente

Io scrivo al Sindaco e lui minaccia ritorsioni… E’, ragionevolmente, alla frutta!

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Questa è la risposta del Sindaco di Venafro alla mia lettera apparsa su Facebook stanotte.

Ogni commento è superfluo!

“C’è qualche barbuto personaggio che usa la solita tecnica per ottenere qualcosa per sé: attacca, critica, calunnia, denuncia. In passato per la verità ha sempre funzionato ma stavolta è destinato a fare un buco nell’acqua. Non spaventa nessuno, anzi a breve sarò costretto a ricapargli la scrima. E pensare che potrebbe godersi in pace la sua pensione d’oro….”

A Venafro “ricapare la scrima” significa
“Tu non sai chi sono io!”

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Venafro 29 marzo 2014

Al sig. Sindaco
prof. Antonio Sorbo
Municipio
VENAFRO

e per conoscenza
Ai signori Consiglieri Comunali
di Venafro

Signor Sindaco,
capisco che a Lei la correttezza professionale interessi poco. La politica è fatta di gesti che superano le normali regole del vivere civile, tuttavia devo esprimere le mie perplessità sul metodo di comportamento che sta caratterizzando la condotta della Sua Amministrazione nei confronti dei cittadini.

Il potere amministrativo si gestisce per mezzo del proprio apparato burocratico e Lei fa bene a utilizzarlo.

Non sono certamente le performances dei Suoi dipendenti a cambiare la mia vita, ma mi permetteranno di lasciare scritto, da qualche parte, alle future generazioni cosa sta accadendo a Venafro.

Mi riferisco agli incarichi professionali che stanno prendendo una piega che sul piano deontologico (e mi fermo qui) stanno assumendo un aspetto che definirei grottesco.

Più particolarmente, per il momento, ritengo di dover dire la mia sull’incarico per la progettazione della sistemazione della Piazza del Mercato.

Non entro nel merito della miseria della parcella che, per quello che so, è stata ridotta a livelli di morti di fame, ma invece alla circostanza che il Suo Ufficio ha creato non pochi imbarazzi quando ha conferito l’incarico a un collega architetto. Imbarazzi non tanto a me, quanto piuttosto all’architetto collega che dovrà, credo, fare salti mortali per decidere di non condividere più il progetto che insieme avevamo elaborato.

L’architetto collega insieme a me e ad altro tecnico venafrano aveva redatto il progetto definitivo che da anni è stato depositato al Comune di Venafro e per il quale il Suo Ufficio Tecnico l’anno scorso chiese anche la cosiddetta Relazione di Impatto ambientale che, tutti e tre, abbiamo regolarmente redatto e consegnato.

Ciò non significa che esista alcun diritto da parte del gruppo di progettazione a vedersi riconosciute parcelle e incarichi. Conosco bene la norma e ribadisco che il problema non è di natura economica.

Ovviamente non farò alcun ricorso perché, grazie a Dio, campo di altro, ma è increscioso sapere che gli incarichi vengano definiti sulla base dei rapporti che codesta Amministrazione ha con l’Amministrazione Provinciale di Isernia e con quella parte di Venafro che ha votato per la Sua maggioranza di destra.

Lei fa benissimo a comportarsi in questo modo perché capisco le Sue necessità di sopravvivenza politica.

So bene, per esperienza personale, che essere indifferente alla clientela elettorale non porta voti ed è giusto che Lei non si faccia prendere dall’idea di essere distaccato nella scelta dei professionisti per raggiungere gli obiettivi programmatici che sono alla base del Suo disegno politico.

Le scorrettezze del Suo Ufficio sono un macigno che peseranno nella storia della città.

In un primo momento ritenevo che si trattasse di incompetenza, ma poi mi sono reso conto che esiste un disegno astuto e sottile, di elevata professionalità, in cui le bramosie individuali si intrecciano con un sistema di clientele che fanno rimpiangere i tempi più cupi del passato.

(arch. Franco Valente)

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