Franco Valente

Chiediamo al Papa, quando verrà nel Molise, un anatema contro l’Autostrada. Non ci resta altro che implorare l’aiuto di Dio!

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Chiediamo al Papa, quando verrà nel Molise, un anatema contro l’Autostrada. Non ci resta altro che implorare l’aiuto di Dio!

I nostri rappresentanti politici non ci fanno capire nulla sullo stato dell’arte per il finanziamento e la realizzazione dell’Autostrada di Attila che deve attraversare il Molise.

Chi dice una cosa, chi ne dice un’altra.

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Il Sottosegretario Umberto del Basso de Caro all’Assemblea molisana di Confindustria del 7 aprile 2014 ha detto con chiarezza che un progetto così mastodontico che prevede la compartecipazione economica dei privati che dovrebbero riavere i soldi dai pedaggi E’ OGGETTIVAMENTE UNA CACATA (non ha usato queste parole, ma si vedeva che le pensava).

Perciò ha suggerito di ripensare a come utilizzare i 200 milioni di cui si sta parlando (solo parlando) perché un’opera così costosa non la vedremo mai (questo lo ha detto chiaramente).

Mi ha fatto piacere, poi, avvertire la sensazione che Paola Di Laura Frattura cominci ad avere anch’egli qualche perplessità sull’Autostrada del Molise quando ha detto semplicemente che non bisogna perdere questi soldi e che bisogna tener conto della necessità di mettere in sicurezza la rete esistente.

Non è stato esplicito, ma ho avuto l’impressione che cominci a rendersi conto della inutilità di questo sfregio al Creato.

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Ma come stanno veramente le cose?

La caratteristica politica dei Comitati di Affari, come quello dell’Autostrada del Molise, è di non dire esattamente come stanno le cose.

E’ bene che si sappia che un progetto si sviluppa in tre fasi
1) Progetto preliminare (un progetto di larga massima che è formato sostanzialmente solo da una planimetria e un calcolo di larga massima del costo)
2) Un progetto definitivo ( un progetto con i disegni quasi esecutivi e “architettonici” e tutte le autorizzazioni sismiche, archeologiche, paesaggistiche, etc…, dell’opera)
3) Il progetto esecutivo (Il progetto dell’appalto)

Nessuno conosce il progetto definitivo di cui tutti si riempiono la bocca. Nessuno conosce le autorizzazioni. Si sa che le relazioni geologiche sono del tutto negative. Si sa che la Soprintendenza dice tutto e il contrario di tutto, come al solito.

Nei fatti le AUTORIZZAZIONI NON CI SONO!

UN PROGETTO CHE NON PUO’ ESISTERE PERCHE’ L’OPERA NON E’ STATA MAI FINANZIATA!

Dell’autostrada del Molise si conoscono solo due cose:
1)    Una planimetria con un tracciato scellerato che merita la maledizione di Dio, oltre la nostra.
2)    Un Comitato di Affari che ci costa centinaia e centinaia di migliaia di euro all’anno.

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2 Commenti

  1. Alfonso Moffa 10 aprile 2014 at 18:44

    Buonasera,
    concordo pienamente con le sue idee e a riguardo suggerisco di deviare la presunta disponibilità economica verso un ammodernamento delle ferrovie molisane, rimaste agli anni ’60.
    Grazie

  2. Franco Valente 11 aprile 2014 at 06:22

    … è così! La trasformazione della linea ferroviaria dal Tirreno all’Adriatico attraverso il Molise è il futuro.

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