Franco Valente

Dovevamo andare in Europa e invece ci hanno scaricato a Vinchiaturo.

vinchiaturo1

Dovevamo andare in Europa e invece ci hanno scaricato a Vinchiaturo.

Molti di noi hanno sognato di andare in Europa. Ho l’impressione che siano stati messi su una corriera e siano stati scaricati a Vinchiaturo.

.
vinchiaturo1

.

Dopodiché sono stati abbandonati.

Io non so più se faccio parte del Molise oppure se vivo nella terra di nessuno.

Una specie di vuoto territoriale dove concretamente esiste il  “nulla”.

Prima potevamo prendercela con qualcuno. Soprattutto perché si sperperava il denaro pubblico. Il Molise era diventato una specie di isola della felicità dove tutto si poteva fare. Arrivavano soldi a palate e ci dicevano che venivano dall’Europa.

A volte gli stessi soldi si potevano spendere una, due, tre volte. Una specie di parabola dei pani e dei pesci che si moltiplicavano in funzione della richiesta del popolo.

Credo che nel Molise sia stata inventata una sequenza di termini economici che hanno dell’incredibile: Programmazione, Riprogrammazione, Accordo di programma, Modulazione, Rimodulazione, Revoca del finanziamento, Riassegnazione, Rimodulazione, Perenzione, Riprogrammazione.

Michele il Grande è stato un genio di questa sequenza che credo sia stata suggerita da Gianfranco il Logoteta. Gianfranco è stato il Logoteta di Michele il Grande come Bartolomeo di Capua o Andrea d’Isernia lo erano stati per i monarchi angioini.

Quando ci si è accorti che gran parte delle rimodulazioni e delle riprogrammazioni finivano a finanziare opere che sarebbero cadute nelle secche della inutilità, Michele il Grande e Gianfranco il Logoteta hanno capito che erano circondati da una pletora di funzionari che sembravano gli eredi di quei boiardi del regime borbonico che erano stati capaci di far cadere uno dei Regni più illuminati della storia del Mezzogiorno italiano perché avevano come fine ultimo la propria sopravvivenza.

Poi c’è stata la rivoluzione.

Pareva che stesse per cambiare tutto. Ci abbiamo creduto in tanti e abbiamo sognato di tornare a una dignitosa centralità molisana capace di attirare gli interessi di un’Europa che vedevamo allontanarsi proprio per colpa di quei boiardi che avevano fatto del potere burocratico la loro potenza individuale.

I cittadini molisani avevano percepito che il potere di Michele il Grande e di Gianfranco il Logoteta si reggeva sullo stesso principio dell’ultima fase del governo borbonico. Quella fase che potrebbe essere definita della lesina. Del risparmio micragnoso. Della mancanza di fantasia. Dell’assenza di programmazione. Molto più semplicemente mancavano i soldi per le opere pubbliche perché erano finiti da qualche altra parte, ma soprattutto mancava la capacità di sognare.

Mancando il denaro per le opere, l’apparato dei controllori e dei controllati che a loro volta controllavano altri controllori, si è mostruosamente ingigantito fino a stritolare Michele il Grande e Gianfranco il Logoteta.

Ma mentre il re perdeva il regno, la corte si spostava a servire un altro re. “Con la Francia o con la Spagna, l’importante è che si magna”.

Chi ci ha promesso che ci avrebbe portati tutti in Europa, non doveva lasciarci a Vinchiaturo!
Fortunatamente Vinchiaturo è una bella cittadina, ben tenuta, ricca di gente di cultura, amante della propria storia. Vi si fanno ottime mozzarelle e c’è la reliquia del mantello della Madonna.

La gradevolezza di Vinchiaturo é l’unica consolazione rispetto a un sogno la cui realizzazione ancora una volta deve essere rinviata a data da destinarsi.

Se ti è piaciuto questo articolo forse può interessarti anche:

Lascia un commento

*