Franco Valente

1744. Carlo di Borbone a Fornelli e il sindaco ammazzato da un soldato svizzero.

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1744. Carlo di Borbone a Fornelli e il sindaco ammazzato da un soldato svizzero.

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Mons. Celestino Galiani (1681 – 1753) nel Diario della Guerra di Velletri riferisce i particolari dell’assassinio del sindaco di Fornelli per mano di un soldato svizzero al seguito di re Carlo che da Castel di Sangro, passando per Rionero Sannitico, ritornava a Venafro.

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Carlo III di Borbone

Il Borbone il 1° aprile del 1744 con il proprio esercito era già passato per Roccaravindola, per fermasi a Fornelli dove rimase una notte nel palazzo baronale per recarsi il giorno dopo a Rionero Sannitico e poi a Castel di Sangro.

L’esercito borbonico era formato da due reggimenti delle guardie, composti di 16 fanti (2 erano Valloni, 4 veterani, 4 Svizzeri, 1 era estero e 5 della provincia), e 5 squadroni di cavalleria e dragoni, scelti tra vari reggimenti.

15 giorni dopo re Carlo, il 16 aprile, ritornava a Fornelli per essere di nuovo ospite nel palazzo baronale ove passare la notte prima di ripartire alla volta di Venafro.

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Carlo di Borbone era preceduto dalla truppa che ebbe comportamenti a dir poco sconvolgenti.

Così racconta il Galiani: “Il Sindaco di Fornelli fu ammazzato a forza di bastonate da un soldato svizzero, non per altro motivo se non perché voleva da lui quattro zecchini, ed il povero sindaco non poté darglieli perché non gli aveva. Quindi il barbaro soldato gli spaccò la testa, ed a forza di bastonate gli fe’ uscire un occhio”.

Su questo episodio avremo modo di tornare.

Per ora cerchiamo di capire per quale motivo re Carlo abbia deciso di passare per Fornelli per recarsi a Castel di Sangro provenendo da Venafro.

Sarebbe logico immaginare un diverso percorso attraverso il Passo di S. Francesco, salendo quindi da Pizzone, ma evidentemente la via migliore da Napoli per questa parte dell’Abruzzo seguiva un itinerario diverso. Quello che portava al passo di Rionero Sannitico.

La testimonianza ci viene da una mappa del XVII secolo che riporta tutte le stazioni di Posta della penisola italiana e, quindi, anche quelle sull’itinerario che collega Napoli a L’Aquila.

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Fu redatta nel 1695 dal geografo Giacomo Cantelli da Vignola per conto del duca di Modena per essere data alle stampe in Roma nella tipografia di Domenico de Rossi.

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Con molta chiarezza sono riportate le tappe della Posta che da Napoli a L’Aquila erano progressivamente Napoli, Aversa, Capua, Caianello, Venafro, Fornelli, Castel di Sangro, Sulmona, Popoli, Navelli, L’Aquila.

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G. Cantelli da Vignola. 1695

 

Più chiara per comprendere il percorso è la mappa redatta da Gianfrancesco Trutta nel 1776 che spiega come la strada per Fornelli attraversasse il Volturno in prossimità del Casino Staffieri di Montaquila e più precisamente utilizzando la cosiddetta Scafa di Montaquila dove oggi rimangono solo i ruderi dell’antica taverna posta sul lato occidentale del fiume.

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G.F. Trutta, 1776

In questo luogo era posta la pandetta con le tariffe dei pedaggi che si pagavano per poter passare da una sponda all’altra.
http://www.francovalente.it/2009/09/03/una-pandetta-a-montaquila-e-il-casino-staffieri-a-masserie-la-corte/

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