Franco Valente

Spigolature araldiche. Tracce dei Carafa, dei d’Evoli e dei di Sangro a Roccasicura.

S.Leonardo

Tracce dei Carafa, dei d’Evoli e dei di Sangro a Roccasicura.

A Roccasicura sopravvivono in tre diversi luoghi, molto vicini l’uno all’altro, tre scudi che recano insegne araldiche che in qualche modo tracciano la storia di alcuni importanti feudatari del paese.

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La chiesa di S. Leonardo a Roccasicura

Il più antico si trova sulla parete laterale della chiesa di S. Leonardo che, per tradizione orale, sarebbe stata ricostruita o comunque modificata dopo il terremoto del 1805.

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Prospetto laterale della chiesa di S. Leonardo

Si tratta di uno scudo che con molta probabilità può essere ricondotto a Nicola Carafa che tenne il feudo dal 1391. Quindi con ragionevole sicurezza possiamo affermare che sia stato scolpito proprio in quell’anno. Certamente era collocato in altro luogo e molto probabilmente sul portale del castello antico di cui non rimane traccia ma che doveva trovarsi nella più alta del paese che oggi è parzialmente occupata dalla Torre dell’orologio.

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Blasone di Nicola Carafa della Spina. 1391.

Che si tratti dello stemma di Nicola e non del padre Andrea si desume dalla circostanza che fino al 1391 il feudo di Roccasicura era attribuito per metà ai d’Evoli di Castropignano e per l’altra metà ad Andrea che, originariamente titolare solo di un quarto, aveva acquistato l’altro quarto da Robertina di Collalto, dopo ave sposato Maria di Cornay.

Nicola, divenuto titolare unico del feudo nel 1391 per aver acquistato l’altra metà da Nicola d’Evoli, fu, dunque, il primo dei Carafa ad avere il titolo a utilizzare esclusivamente il suo blasone a Roccasicura. Ne riferisce il Masciotta (Il Molise dalle origini ai nostri giorni) riprendendo da Scipione Ammirato (Historia della famiglia Carafa della Spina). D’altra parte quel tipo di scudo ha resistito fino ai primi del XV secolo quando assunse in genere la forma cosiddetta a testa di cavallo.

Anche se la pietra di Roccasicura è monocromatica, sappiamo che lo stemma dei Carafa della Spina era costituito da tre fasce di argento in campo rosso aventi una spina di verde in banda.

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Carafa della Spina

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I Carafa tennero Roccasicura per tutto il XV secolo e per metà di quello successivo.
Nel 1552 Oliviero d’Evoli, figlio di Andrea d’Evoli e Lucrezia Monsellini, acquistò il feudo e la sua famiglia lo tenne fino all’eversione della feudalità.

Oliviero aveva sposato Giulia della Castagna e dall’unione era nato Giovan Girolamo che sposò Grazia di Sangro, discendente dai conti dei Marsi e dai Borrello di Pietrabbondante.

Certamente la dote portata da Grazia dovette essere notevole se è vero che l’unione sia stata poi consacrata nelle insegne araldiche sovrapposte al portale del palazzotto che ora si trova sulla piazza di Roccasicura e che fu ampliato o comunque trasformato proprio in occasione di quel matrimonio.

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Il portale del palazzotto baronale di Oliviero d’Evoli e Grazia di Sangro

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Lo stemma di Oliviero d’Evoli e Grazia di Sangro

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Stemmi dei d’Evoli e dei di Sangro

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Infatti lo stemma è partito, con la metà recante sulla destra (sinistra per chi guarda) l’insegna dei d’Evoli costituita da un campo troncato, inchiavato di nero e di argento, e l’altra metà con l’insegna dei di Sangro formata da tre bande di azzurro in campo di oro.

Da Gian Girolamo Carafa e Grazia di Sangro nacque un altro Oliviero che sposò Isabella Carafa.

Non sappiamo se Isabella appartenesse ai Carafa della Spina o al ramo parallelo dei Carafa della Stadera, il cui blasone è analogo per le tre fasce d’argento in campo rosso, mancando della spina in banda.

Di questo matrimonio rimane traccia nel piede della bella acquasantiera che si conserva all’interno della chiesa di S. Leonardo che presenta i caratteri stilistici dei primi del XVII secolo.

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Acquasantiera di Oliviero d’Evoli e Isabella Carafa

Nel Molise proprio nei primi tre decenni del Seicento viene realizzato un discreto numero di acquasantiere che hanno il piede triangolare con le facce che in genere conservano lo stemma del donatore e in alcuni casi anche la data di esecuzione. Se ne trovano, per esempio, a Trivento nella Cattedrale, nella chiesa di S. Rocco (ora nella chiesa di S. Silvestro) di Civitanova, nella chiesa di S. Nicola a Vastogirardi e in varie chiese della Valle del Volturno tra le quali l’Assunta di Rocchetta a Volturno.

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La base dell’acquasantiera dei d’Evoli-Carafa

Lo stemma di Roccasicura contiene simboli araldici chiarissimi. Sulla destra (sinistra per chi guarda) il blasone dei d’Evoli e dall’altra parte lo scudo dei Carafa della Stadera. Questa particolarità permette di affermare con certezza che l’acquasantiera sia stata realizzata in occasione dell’unione di Oliviero d’Evoli con Isabella Carafa  sicuramente avvenuta prima del 1648, essendo egli ancora titolare del feudo in quell’anno.

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Stemma di Oliviero d’Evoli e Isabella Carafa

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