Franco Valente

La Pietà di Castelpetroso. Una pittura poco conosciuta nella chiesa di S. Martino

S.MartinoCastPetr

La chiesa madre di Castelpetroso è dedicata a S. Martino che, insieme a S. Biagio, è il protettore del paese.

S.MartinoCastPetr

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Al suo interno si conserva una pregevole tela della Pietà della quale non si conosce l’autore e l’epoca precisa in cui fu dipinta.

Avrebbe bisogno di un radicale restauro perché, nonostante le buone condizioni generali, presenta evidenti segni di principio di degrado. Come rivela la cornice la cui conservazione contrasta con la cura che viene riservata alla chiesa che è tra le meglio tenute della diocesi.

CastelPetrPietà copia 2

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Rappresenta il momento in cui Cristo è stato tolto dalla croce e i suoi discepoli si apprestano a portarlo nel sepolcro.

I protagonisti della scena, secondo il solito, sono Maria madre di Cristo, Maria di Cleofa, Maria di Salome e Maria Maddalena che si riconosce in primo piano per avere ai suoi piedi il vaso degli unguenti che saranno utilizzati per profumare il corpo prima della sepoltura.

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CastelPetrPietà copia 3

 

Cristo è tenuto dall’apostolo Giovanni alle cui spalle appare l’immagine di Giuseppe d’Arimatea.
Insieme ad essi sono altri personaggi che non erano presenti alla crocifissione.

A sinistra un leone permette di riconoscere l’evangelista Marco che tiene uno stilo nella mano destra e il suo vangelo nell’altra.

Meno semplice il riconoscimento degli altri tre santi che assistono alla scena. Il primo, con un saio e una croce di legno tenuta appoggiata sul petto, dovrebbe essere S. Francesco. Il secondo potrebbe essere S. Domenico ma la palma nella mano sinistra (notoriamente simbolo di un martire) e la corona con l’inserto floreale entro cui è infilata, fanno pensare che si tratti di altro santo. Il terzo, invece, che non ha abiti monastici, è un giovane senza barba. Potrebbe essere S. Martino, titolare della chiesa, rappresentato prima che diventasse vescovo al momento dell’episodio giovanile del mantello dato al povero.

La presenza di santi estranei alla scena può avere vari motivi. Oltre la titolarità della chiesa che giustifica la presenza di S. Martino, potrebbero esserci motivi devozionali o più semplicemente liturgici.

In genere il donatore del quadro fa inserire il santo che porta il suo nome, ma a volte l’autorità religiosa per risolvere problemi di unificazione di più altari di diverso juspatronato faceva eseguire un quadro mettendo insieme i santi titolari di altari presenti nella chiesa e destinati ad essere eliminati per necessità di riordino architettonico.

I registri parrocchiali non ci danno utili indicazioni per comprendere chi sia l’autore del dipinto.

I caratteri stilistici fanno pensare a un pittore che sicuramente faceva parte di una bottega che era stata influenzata dalle novità pittoriche e luministiche di Caravaggio, ma la particolare posizione dei personaggi rivela la conoscenza di altri autori.

La chiesa di S. Martino era stata sostanzialmente modificata ai primi del XVII secolo quando l’antico impianto trecentesco fu adattato alle nuove indicazioni del Concilio di Trento del secolo precedente.

Con una certa sufficienza possiamo ritenere che la pittura sia stata eseguita verso la fine del XVII secolo e che il pittore abbia messo insieme elementi attinti ad altre esperienze che gli sono pervenute da una visione diretta di opere di altri autori oppure attraverso la consultazione di immagini che in quei tempi si diffondevano a stampa su carta.

Certamente la bottega non era locale. Non abbiamo testimonianze di attività artistiche del XVII secolo nel territorio.

Vi sono segnali incontrovertibili che il pittore abbia collazionato figure provenienti da altri contesti pittorici e le abbia adattate con grande sapienza per ottenere un risultato particolarmente efficace.

Tutta la scena si articola attorno al corpo di Cristo che è sostenuto con semplicità innaturale dal prediletto Giovanni, mentre la madre, volgendo lo sguardo verso l’alto, mantiene alzato il capo. Dall’altro lato Maria Maddalena avvolge con molta delicatezza il braccio sinistro a quello di Cristo per tenerlo sollevato.

CastelPetrPietà copia 4

La posizione del Cristo è abbastanza singolare. Esistono almeno un altro quadro che potrebbe essere stato ispiratore e che in quell’epoca, alla fine del XVII secolo, si trovava a Roma: La Pietà di Annibale Carracci nella Cappella Mattei in San Francesco a Ripa (oggi al Louvre di Parigi).

CastelPetrPietà copia 5
Cristo di Castelpetroso
AnnibaleCarracci - Pietà con i santi francesco e maddalena copia
Cristo di Annibale Carracci

In ambedue i casi la posizione del corpo di Cristo, pur essendo decisamente innaturale, nella sua immobilità è di grande effetto dinamico sul piano percettivo.

Non esistono fonti storiche per affermare il collegamento del dipinto di Castelpetroso con la pittura di Roma, ma un filo sottile comunque lo unisce ad essa.

Di gran pregio i ritratti dei singoli personaggi che confermano la partecipazione di questo pittore a una bottega di ottimo livello.

 

Un ringraziamento particolare al comandante Marino Notte per avermi suggerito quest’opera.

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4 Commenti

  1. donatella capo 2 novembre 2014 at 11:22

    Così vicina a Vastogirardi e mai vista. Ci andrò, ma, grazie a te, con altro spirito e con cognizione di causa!!!

  2. Franco Valente 2 novembre 2014 at 12:39

    Carissima e attentissima Donatella,
    vedo con piacere che ogni volta che pubblico uno scritto di arte, a parte il piacere dei commenti degli amici come te, vi è un picco nelle letture e nei “mi piace”.
    Poi vengo a sapere dai preti, in genere, che dopo qualche giorno c’è chi chiede di vedere l’opera di cui ho parlato.
    Potenza della comunicazione!

  3. Fabio D'Uva 2 novembre 2014 at 19:35

    Caro Architetto, grazie per aver gettato ancora una volta un fascio di luce su Castelpetroso, in particolare su un’opera cara a noi “Castellani” e fino ad oggi attribuita, dai più, alla scuola del Solimena.

  4. Pro Loco Castelpetroso 10 novembre 2014 at 10:15

    Gentile Architetto, anche da parte nostra un sentito ringraziamento per l’attenzione dedicata al nostro Castelpetroso.

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